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L’Italia League U19 chiude l’Europeo all’ultimo posto

Una squadra giovanissima guarda al futuro con grande positività. Trivillin inserito nel “tredici” dell’Europeo

L’Italia League U19 chiude l’Europeo all’ultimo posto: nell’ultima giornata, infatti, i ragazzi di coach Riccardo Dodi perdono contro l’Irlanda League (30 – 0) e, poi, si arrendono anche alla Serbia (14 – 4). Risultato a parte che comunque deve essere posto come punto da cui ripartite, gli Azzurri sono stati in grado di diventare una squadra, una partita alla volta. Hanno dimostrato sul campo skills e attitudine . Cos’è mancato? L’esperienza di gioco nel Rugby League e la fisicità. L’Italia League era la squadra con più under 18 dell’intero torneo. Detto questo, il gruppo c’è e ora ai deve costruire attorno a questi atleti il futuro della Federazione Italiana di Rugby League. Tra le note positive l’inserimento di Filippo Trivillin nei “13 del Torneo”: è il miglior numero 9, tallonatore; si tratta di un importante riconoscimento per l’atleta italiano che per tutto il torneo si è dimostratonun vero trascinatore. Segnale che il lavoro svolto, seppur in poco tempo, ha dato i suoi frutti.

Filippo Bertossi, capitano dell’Italia League U19: “Un’esperienza indimenticabile! Se, poi, consideriamo che l’ho vissuta da capitano, vale sicuramente ancora di più. I miei compagni sono stati fantastici. Abbiamo cercato di affrontare tutto e tutti con il massimo dell’impegno e della determinazione. Sono certo che con un po’ dinesperienza in più le cose sarebbero andate in maniera diversa. C’è tempo, tuttavia, per sistemare questa cosa e puntare a fare risultati. Siamo ad un punto di partenza e, noi tutti, vogliamo portare in alto i colori dell’Italia del League”.

Filippo Trivillin: “La nomina tra i migliori giocatori del torneo non me l’aspettavo proprio. È per me un onore averla ricevuta. Ora penso già al futuro e gi allenamenti da fare per puntare ancora più in alto come squadra. Il gruppo c’è e con maggior esperienza potrà dire la sua. Ne sono certo”.

Riccardo Dodi, allenatore dell’Italia League U19: “Risultati a parte, che tuttavia analizzero’ nello specifico, ho visto un gruppo diventare squadra. E questo mi inorgolisce. Ora dobbiamo continuare a lavorare perché serve al movimento questa gioventù da cui ripartire. Cosa ci è mancato? L’esperienza. Guardo al futuro con grande positività”.

Cesare Zambelli, team manager Italia League U19: “Sono stati 11 giorni intensi, ma vedere i ragazzi diventare una squadra è stato appagante. Certo, i risultati non sono arrivati. O, per meglio dire, questa squadra avrebbe meritato qualcosa di più. Tuttavia il divario fisico ha giocato a nostro sfavore, anche se il cuore che hanno messo i ragazzi è stato tanto. Ora sotto con allenamenti, raduni, partite perché con uno sviluppo all’interno delle dinamiche del league questi giocatori potranno proprio dire la propria”.

Italia League U19, coach Riccardo Dodi: “Affrontiamo a viso aperto queste ultime due sfide contro Serbia XIII e Irlanda XIII”

L’Italia League U19 è pronta per l’ultima giornata di questo Europeo 2022. I ragazzi di coach Riccardo Dodi, infatti, hanno preparato al meglio le gare contro Serbia XIII e Irlanda XIII, grazie ad un lavoro costante e mirato svolto, meticolosamente, negli ultimi tre giorni. Gli Azzurrini si sono applicati tra sessioni in campo e riunioni di videoanalisi; c’è la volontà del gruppo di affrontare queste ultime partite nel modo più determinato possibile. L’Italia U19, infatti, è migliorata gara dopo gara, mettendo soprattutto in mostra un collettivo importante dove tutti i giocatori sono al servizio del gruppo.

Coach Riccardo Dodi: “Ho visto i ragazzi molto più consapevoli e determinati. È vero siamo cresciuti una partita alla volta e tutti siamo intenzionati a chiudere questo Europeo alla grande. Dobbiamo affrontare i nostri avversari a viso aperto, seguendo il piano di gioco che abbiamo provato, ma soprattutto giocando sui nostri punti di forza. Sono fiducioso e credo fermamente in questo gruppo”.

Orazio D’Arro’, presidente della Federazione Italiana Rugby League: “Questi ragazzi meritano tutti la nostra riconoscenza. Sono diventati una squadra affrontando le difficoltà una partita alla volta. Questo è lo spirito con cui dobbiamo, come Federazione, cercare di costruire tutte le nostre rappresentative. Siamo all’inizio di un lungo corso e con rinnovato spirito positivo dobbiamo affrontare per garantire ai nostri giovani, e non solo, il meglio per poter crescere all’interno del movimento del League”.

SABATO 10 SETTEMBRE – il programma

12:00 Italia XIII – Irlanda XIII (European Shield Round 2)
13:00 Italia XIII – Serbia XIII (European Shield Round 2)
14:00 Irlanda XIII – Serbia XIII (European Shield Round 2)

16:00 Galles XIII – Ucraina XIII (finale European Plate)
18:00 Francia XIII – Inghilterra XIII (finale European Championship)

Italia League U19verso l’Europeo: la parola a coach Riccardo Dodi

Un’estate all’insegna della selezione. Da ex giocatore di league, come hai vissuto il passaggio in panchina?
Diciamo che poter lavorare con i giovani è sicuramente un valore aggiunto. Iniziare l’esperienza con un’Italia U19 che prepara un Europeo, per di più in casa, non è cosa da poco. Mi è piaciuto provare a far capire ai ragazzi il mio modo di vivere il rugby league e osservare i loro comportamenti in un contesto così importante come è quello di un Europeo di categoria. Personalmente diventare allenatore era inevitabile, dal mio punto di vista. Cercherò di dare il meglio di me e di aiutare i ragazzi a diventare squadra.

Come vedi questi giovani Azzurrini?
Li vedo agguerriti. Certo ci manca un po’ di rugby league giocato, ma per tutta l’estate i ragazzi hanno dato il meglio. Allenamento, dopo allenamento, sono cresciuti e, nonostante le distanze percorse per allenarsi e il grande caldo, non hanno mai perso d’entusiasmo. E questo è un aspetto che ci aiuterà a prenderci delle soddisfazioni, ne sono certo.

Europeo U19: dove potete arrivare?
Il campo ha sempre l’ultima parola. Vedo, in ogni caso, un gruppo che ha voglia di mettersi alla prova. Così, sulla carta, Inghilterra e Francia sono di un altro livello. Le altre, invece, voglio che i ragazzi le affrontino a viso aperto. Pensando solo a giocare, creare volume di gioco e divertirsi, chiaramente.