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Rugby League: i XIII del Ducato si confermano campioni d’Italia

Lo Scudetto 2017 del Rugby League viene nuovamente vinto dal XIII di coach Rolleston

Ospitaletto (Brescia) – I XIII del Ducato si confermano Campioni d’Italia: il XIII allenato da coach Kelly Rolleston, infatti, supera a fatica i catanesi Spartans giocando una gara concreta e tatticamente impeccabile; 34 – 20 il risultato finale. La gara è intensa e giocata su ritmi molto alti, la prima frazione di gioco finisce in parità, con gli Spartans Catania che subiscono subito l’esperienza del XIII del Ducato, ma sono abili a ribaltare a proprio favore il risultato e far faticare non poco i ragazzi di coach Rolleston che solo nel finale riescono a pareggiare. Il secondo tempo, poi, vede i catanesi continuare a macinare gioco, anche se alla lunga l’esperienza del Ducato viene fuori e con quattro marcature, di fatto, creano quel gap di punti che i catanesi non riescono più a colmare. Un plauso, in ogni caso, va fatto agli Spartans, squadra giovanissima quasi un Under 19, che sotto tutti i punti di vista rappresenta il futuro del rugby a XIII in Italia.

 

 

 

XIII del Ducato: Ziliotti, Bara, Passera, Compaore, Bucellari, Barzan, Luccardi, Berzieri, Cazzarini, Dodi, Baccalini, Battini, Calcagno, Bondioli, Azzali, Manga, Santarelli, Iollo, Robuschi, Visentin; All. Rolleston.

Spartans Catania: Arrigo, Virzi, Calamaro, Arena, Murabito, Giammario, DI Prima, Mistretta, Nicosia, D’ALeo, Achraf, Lucignano, Di Trapani, Cacopardo, Mendosa, Crocerca,Sciacca, Calabria, Di Sano; All. Pezzano.

Marcatori: all’11’ meta Berzieri tr Bucellari (6 – 0), al 22′ meta Giammario (6 – 4), al 26′ meta Calamaro tr Arrigo 6 – 10, al 33′ meta Bara (10 – 10); secondo tempo: al 2′ meta D’Aleo tr Arrigo (10 – 16), al 6′ meta Bucellari tr Bucellari (16 – 16), al 13′ meta Passera tr Bucellari (22 – 16, al 29′ meta Virzi (22 – 20), al 31′ meta Bara tr Bicellari (28 – 20), al 39′ meta Manga tr Bucellari (34 – 20).

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A tu per tu con Meme, l’australiano di Piacenza

Se lo cerchi su Google capiti subito sul sito di Eurosport.
Sono passati parecchi anni ma gli archivi registrano il suo profilo per via dei trascorsi nelle competizioni europee di rugby union. È sceso in campo a Headingley contro i Leeds Carnegie, si è tolto lo sfizio di giocare contro i parigini dello Stade Français. È tuttora uno dei punti di riferimento e giocatori chiave del Rugby Noceto nell’altro codice eppure è stato il league a concedergli, più volte, la possibilità di girare il Vecchio Continente e non solo

Se lo è meritato, intendiamoci: solidissimo centro della Nazionale a XIII, ha girato l’Europa in lungo e in largo a partire dall’esordio contro i russi nell’EuroShield. Da lì in poi tanto campionato italiano (il XIII del Ducato è una garanzia) e un chilometraggio di tutto rispetto: ecco Ucraina e Serbia, per non parlare di Libano e altre trasferte

Per cullare e in qualche modo vivere, in fin dei conti, il sogno mondiale. Inserito dal ct Cameron Ciraldo nella lista dei pre-convocatisopravvissuto alla penultima scrematura nonostante la concorrenza di tanti giocatori professionisti e semipro, è sceso in campo a Sydney nello storico Test Match con Malta al Club Marconi, casa degli italiani nel mondo. Si è allenato con campioni del calibro di Mark Minichiello, Campese, Vaughan e Tedesco

In ritiro a Innisfail, Cairns, Townsville e Canberra era uno dei punti di riferimento. Senatore con tanti test alle spalle, pronto a mettersi in gioco e imparare da chi del rugby league ha fatto la sua principale attività
Lo abbiamo intervistato a inizio 2018, per vivere di nuovo insieme i momenti più salienti dell’anno appena trascorso e capire come e perché FIRL e league italiano possono ancora crescere

Meme, ormai l’australiano di Piacenza, non è stato di poche parole. E non c’erano dubbi. 

Ciao Meme. Da quanti anni giochi a rugby league?
Ho iniziato a giocare a rugby league nel 2014, anno in cui Hogan [Fabio Berzieri, ndr] ha chiesto a me e ai miei due cari amici Alle e Deck di provare a giocare a XIII nel Ducato, squadra di Piacenza che esisteva già da diversi anni.

Ti ricordi quando hai indossato per la prima volta la maglia della nazionale?
Terminato il mio primo campionato di rugby league, venni convocato con la Nazionale per giocare l’European Shield. Arrivarono allora le sfide a Russia, Ucraina e Serbia. La prima sfida la giocai contro la Russia, l’emozione dell’esordio fu incredibile: cantare l’inno d’Italia e vestire la maglia della Nazionale ancora di più!

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Attualmente giochi a Noceto a rugby union. In che ruolo giochi a union e in quale a league? Ci sono molte differenze tra uno sport e l’altro?
Gioco a Noceto da più di 15 anni. A rugby union gioco ala, ruolo che posso ricoprire anche a league quando non sono schierato tra i centri.
La differenza tra i due sport è tanta, il league è molto più fisico e atletico, con meno pause e più impatti. Union è più complicato con molte più regole e schemi.

Hai giocato in azzurro sia con giocatori prodotti in Italia che con professionisti di base in Australia. Cosa possiamo imparare da loro? È stata dura allenarsi col caldo del Queensland?
Dall’ultima esperienza in Australia ho imparato tantissimo. Ho avuto la possibilità di allenarmi con giocatori e staff professionisti che fanno del rugby league il loro lavoro. La preparazione atletica e l’organizzazione di ogni singolo allenamento è meticolosa e niente è lasciato al caso.
Per quanto riguarda le condizioni climatiche devo dire che siamo stati abbastanza fortunati, a Sydney ci allenavamo con 25°-26° gradi mentre in Queensland (Innisfail, Cairns  e Townsville) faceva molto più caldo. Alcuni giorni abbiamo raggiunto i 35° con tanta umidità: non ero proprio abituato a quelle temperature.

A Sydney sei sceso in campo in un test match contro Malta. Ci parli della comunità italiana in Australia?
La comunità italiana in Australia è meravigliosa e davvero ben integrata. Ovunque tu vada ci sono australiani con genitori e parenti italiani, che si sentono italiani al 100% , Tutte queste persone fanno il possibile per farti sentire a casa e stringersi intorno a te.

Poi son venute le partite di rugby league a livello rappresentativo, con FIRLA Queensland v FIRLA New South Wales. Tu con quale selezione hai giocato? Raccontami di quella partita.
Ho giocato lo State of Origin con NSW visto che siamo stati 2 settimane a Sydney e molti dei nostri compagni di squadra vivono in questa città! Devo dire che è stata una bellissima esperienza, la partita era molto sentita da entrambe le formazioni: in Australia lo State of Origin è l’evento dell’anno per quanto riguarda il rugby league e anche a livello locale-rappresentativo percepisci la rivalità. 
Siamo riusciti ad avere la meglio su Queensland, i miei compagni sentivano molto la partita e aver vinto contro questa selezione mi ha riempito d’orgoglio.

In QLD e NSW in league è sport-mania e la Rugby League World Cup era su tutti i giornali e in tutti i notiziari. Ti aspettati questa risonanza mediatica?
In Australia il rugby league è un’istituzione, molto più famoso del cugino Rugby Union, Tutti i negozi di sport vendono vestiario e gadget inerenti a NRL, State of Origin e nazionali, nei quotidiani trovi diverse pagine dedicate a questo sport mentre in TV c’è un canale che trasmette 24 ore su 24 rugby League. Non credevo di trovare questa risonanza mediatica. Figurati poi nel mese del mondiale che avviene ogni 4 anni!

Al Mondiale l’Italia ha raccolto 1 vittoria e 2 sconfitte. In cosa siamo mancati secondo te?
Purtroppo non siamo riusciti a qualificarci ai quarti, un po’ per come era formulato il mondiale visto che eravamo in un girone da 3 squadre e passava solamente la più forte. L’altro motivo è che dovevamo battere le Fiji per passare. Parliamo di una squadra che è arrivata in semifinale battendo la Nuova Zelanda!
Nella prima partita contro l’Irlanda siamo partiti male. Loro ci hanno colti un po’ impreparati e ne hanno approfittato segnando diverse mete, loro avevano preparato la partita nel migliore dei modi studiando anche i nostri migliori giocatori.

Dei tanti nazionali con cui hai diviso ritiro, allenamenti e spogliatoio, quale ti ha impressionato di più?
Dei giocatori con cui ho avuto l’onore ed il piacere di allenarmi non posso non citare il capitano Mark Minichiello, leader indiscusso. Mai una parola fuori posto, carisma da vendere e uno di quei professionisti che ammiri sin dal primo istante. Già dal primo giorno di raduno ha iniziato a farmi domande sia sportive che personali sulla mia vita in Italia, non me lo sarei mai aspettato. Devo dire che ci sono molti altri giocatori che mi hanno colpito, non voglio fare un torto a nessuno non citandoli ma diciamo che ho avuto modo di vedere all’opera stelle come Terry Campese, James Tedesco (fuoriclasse assoluto), Nathan Brown, Daniel Alvaro e Paul Vaughan.

Vi ho visto molto legati in ritiro. Ma con chi hai sviluppato un rapporto d’amicizia?
Un’altra persona con cui ho legato è Brenden Santi [fresco di passaggio ai Townsville Blackhawks, ndr], umile lavoratore che però in campo si fa sentire a suon di placcaggi, se devo essere sincero il mio MOM nelle prime 2 partite.
Con lui è nata subito una bella amicizia, prima di ogni allenamento mi prendeva sotto la sua ala insegnandomi esercizi per migliorare gli skills, esercizi che mai e poi mai avrei pensato si potessero fare. Purtroppo da noi non c’è questa cultura di allenarli ma sono esercizi fondamentali: nel league ogni movimento è importante come prendi la palla, come la tieni e come passi, ogni movimento è curato nel dettaglio.
Devo assolutamente menzionare anche i miei compagni di formazione italiana, da Gioele Celerino al mio compagno di stanza Giuseppe Pagani, Simone Boscolo, il campione Mirco Bergamasco e per finire Jaume Giorgis. Con loro ho un bellissimo rapporto che va al di là della sola amicizia. Abbiamo trascorso diverse settimane insieme condividendo questa meravigliosa avventura.

Tornando a te, sfide future? Ancora union e league? Nazionale? Cosa possiamo fare per migliorare il rugby league italiano e far appassionare nuove persone?
Per quanto riguarda il mio futuro non vedo l’ora di iniziare il campionato domestico la prossima estate ma soprattutto provare a partecipare al torneo internazionale che inizierà il prossimo ottobre.
Sarà fondamentale creare un bel campionato l’estate prossima e cercare di portare sempre più giocatori a provare questo bellissimo sport, solo così facendo riusciremo a competere a livello europeo e internazionale.
I presupposti ci sono, dobbiamo solo cercare di fare più propaganda con le società ed organizzare ancora più stage di allenamento in modo da coinvolgere quanti più giocatori possibili.
Il rugby league ti da davvero tante possibilità , vorrei che tante altre persone avessero la possibilità di vivere un’esperienza come la mia, sarebbe bello vedere sempre più italiani  di formazione coinvolti in queste partite internazionali e vedere ad alti livelli una nazionale fatta da giocatori della squadra ‘domestica’.

Di tutti i posti in cui hai giocato con l’Italia, quale ricordi più piacevolmente?
Ogni partita e luogo hanno un ricordo particolare, sono uno che cerca di godersi ogni momento al 100%, diciamo che la partita contro Malta in Australia ha avuto un sapore davvero particolare. Eravamo al Club Marconi, cantare l’inno d’Italia davanti a così tanti italiani è stato un momento toccante.
Poi vorrei citare la partita in Ucraina che ci ha dato la matematica certezza di poter partecipare alle qualificazioni mondiali e la partita in Libano, la trasferta più bella che ho fatto.

Grazie Meme e in bocca al lupo per tutto!
Permettimi di aggiungere ancora alcune cose. Non posso non ringraziare Tiziano Franchini, il nostro Vice Presidente ,e il presidente Orazio D’Arro per la meravigliosa possibilità che mi hanno dato e l’esperienza che mi hanno fatto vivere, Mic Pezzano e gli altri italiani che ci hanno fatto sentire a casa quando eravamo così lontani. I miei compagni d’avventura che ho citato sopra e tutti i miei compagni di squadra con cui ho giocato in questi anni, Te, Davide Macor e Fabio Di Pietro per il lavoro che svolgete ogni giorno: grazie davvero, per merito vostro il rugby league è sempre più conosciuto in Italia!


Saluzzo v Arles-Moules XIII, domenica 14 gennaio, Campo Sportivo di Verzuolo (Cuneo)

Stage femminile & under 19, sabato 20 gennaio, Caltanisetta
Stage femminile & under 19, sabato 20 gennaio, Este (Padova)



Published 10/01/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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