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Italia-Sudafrica, un Test per ripartire

Test Match di rugby league domani al Club Marconi di Sydney. Si gioca a Bossley Park e la cornice è a forte tinta tricolore: la casa dello sport italiano in Australia, il punto di riferimento di tanta parte della comunità italiana là emigrata. 
Più o meno un anno fa, gli stessi impianti avevano già assaggiato il test football, allorché Gioele Celerino e Christian Bate capitanarono l’Italia nella sfida contro Malta, terminata in pareggio 22-22. 

Un incontro incerto ed elettrico, ben giocato ad alto ritmo da entrambe la rappresentative e rivedere uno standard di gioco simile è l’augurio che si faranno coloro che domani (19.30 ora locale, 10:30 ora italiana) faranno in tifo per gli azzurri. 

Diversi tra i giocatori convocati dal coach Leo Epifania – classe 1962, già giocatore professionista con le maglie di Western Suburbs e  Illawarra Steelers, cuore e punto di riferimento tecnico dei  Western Suburbs Magpies nella New South Wales Cup (Australia) – figuravano tra gli azzurri presenti in rosa all’ultima Coppa del Mondo.
Assieme a coach Rick Baitieri, Epifania si è recentemente recato in Italia per tenere degli stage coi giocatori del campionato italiano, in particolare a Milano e Saluzzo, oltre che in Sicilia in occasione del tour italiano degli England Lionhearts e delle partite giocate a Catania da Selezione Sicilia XIII e Italia “A” Emergenti

Su tutti, da segnalare la presenza di Brenden Santi, solidissima seconda linea che ha raccolto sinora 14 caps, reduce dalla stagione di club coi Townsville Blackhawks. Già giocatore dei Canterbury-Bankstown Bulldogs’ a livello giovanile d’élite (NYC), ha vinto il titolo di campione d’Australia a livello NYC nel 2012 con la maglia dei Wests Tigers, andando poi a esordire con la nazionale italiana e partecipare a 2 Coppe del Mondo (2013 e 2017). 
«È sempre un onore – racconta – per me scendere in campo con la maglia dell’Italia. La indosso con tanto orgoglio ed è una sensazione che si fa più viva man mano che si avvicina il fischio d’inizio. Cantare l’inno nazionale accanto ai fratelli, pronti a dare battaglia. Non c’è sensazione migliore».

Per gentile concessione NRL Photos

Sul campionato 2018 a Townsville, la città del 46–0 agli Stati Uniti il 5 novembre allo scorso Mondiale– l’ex Roosters spiega: «Purtroppo, è andata meno bene del previsto, ma non posso lamentarmi. Sfortunatamente mi sono infortunato nella prima parte di stagione. Comunque ho recuperato abbastanza in fretta e siamo arrivati in semifinale. Certo non ci siamo qualificati alla finalissima di campionato, ma in qualche modo è stata una stagione positiva». 
Ed ecco cosa si aspetta domani: «La mia sensazione è che sia una grande partita, fondamentale per il rugby league italiano e certamente importante nella marcia d’avvicinamento alle qualificazioni mondiali. Ci siamo preparati al meglio possibile per questo match e, conoscendo il Sudafrica, non sarà facile. Ma una cosa è certa: venerdì saremo pronti».

Partirà titolare anche Josh Mantellato, talentuosa ed esperta ala, che vanta esperienza in NRL (Newcastle Knights) e nella Super League inglese (Hull Kingston Rovers), ora ai Wyong Roos. Torna ai nostri microfoni sulla RLWC 2017: «Non siamo stati fortunati a livello di infortuni, questo è sicuro. Infatti abbiamo perso il nostro playmaker proprio prima dell’inizio del torneo e l’altro nostro mediano si è rotto il braccio nel primo tempo della prima partita. Ma a prescindere da questo, per migliorare la squadra dobbiamo lavorare su ogni aspetto. Nessun team infatti si accontenta del suo stato o di quanto raggiunto sinora. Siamo giovani, in termini di esperienza nel rugby league internazionale, e in continuo sviluppo».

Per gentile concessione NRL Photos

Interrogato su come migliorare il league su territorio italiano, si è così espresso: «Sicuramente i fondi aiutano. Possono infatti creare la possibilità di migliorare la consapevolezza che in Italia c’è del rugby league. Ricordiamo che l’Italia è un paese dominato sportivamente dal calcio ed è anche un’ottima nazione a livello di rugby union. Lavorare sul campionato locale è un passo decisivo; con fondi sufficienti e il giusto lavoro a livello di formazione nel rugby league si può fare tanto e in questo giocatori e coach esperti possono aiutare».  E il n. 5 azzurro ci tiene a dare il suo consiglio ai giocatori italiani che si stanno cimentando o si vogliono cimentare in questo nobile e centenario codice del rugby: «Non smettere mai di sviluppare i tuoi skills. Lavora duro e potrai arrivare a fare cose grandi e indimenticabili».

Vedere anche solo allenarsi, durante allenamenti e captain’s run in Coppa del Mondo tra Cairns, Townsville e Canberra un anno fa, Mantellato nei calci piazzati, con la cura nella pulizia del gesto tecnico, valeva il viaggio e il sogno, viene da dire. 
Altrettanto rispetto meritano l’esperienza e la tenacia di Gioele Celerino, il miglior prodotto ad oggi del sistema del rugby league federale su territorio italiano. Un ragazzo, classe 1993, che ha già giocato in Inghilterra (Newcastle Thunder) e Australia (Tully Tigers), reduce ora da una stagione coi Queanbeyan Blues di Terry Campese nella zona di Canberra

Immagine dopo Italia-Malta del 2017

«Sono molto emozionatoconfessa Gioele, in rosa ai Mondiali 2013 e 2017, autentico veterano nonostante la giovane età, alla presenza n. 17 , che ne farà il recordman in azzurro. – in vista di questo test match col Sudafrica. Per me significa tanto scendere nuovamente in campo al Marconi di Sydney, dove l’anno scorso sono stato co-capitano della squadra contro Malta.  Per me è sempre bello rappresentare l’Italia e sarà interessante farlo in Australia, dopo le stagioni coi Tully Tigers e i Queanbeyan Blues. Conosco molti dei giocatori in rosa e con diversi di loro ho già giocato, ma vedo anche tanti volti nuovi, talentosi e di prospettiva».

Foto SportsCode

Ci presenta l’incontro coach Epifania: «Mi aspetto di vedere in campo giocatori pronti a giocare e dare tutto per l’Italia e l’uno per l’altro, per i compagni. Ci sarà una combinazione di giocatori italiani con base nel Queensland e a Sydney, diversi elementi d’esperienza, ma è anche bella l’idea che trovino spazio facce nuove ed elementi pronti a emergere. Questi rugbisti sono parte di una grande pool di talenti pronti a rappresentare l’Italia e serve prepararci innanzi tutto per le gare di qualificazione mondiale del prossimo anno. Un’opportunità importante e sta a questi ragazzi non farsela sfuggire».

 

Nel confermare che diversi giovani prospetti troveranno spazio sia nella sfida di venerdì al Sudafrica che in quella contro Samoa, il selezionatore azzurro si è confidato sul suo sentimento di appartenenza all’Italia: «Per me e per quello che sento dentro, non importa in quale emisfero mi trovo, rappresento l’Italia, i miei genitori e i miei antenati, senza compromessi. Sono grato per la possibilità di essere coinvolto nella Nazionale».
Sullo sviluppo del league in Italia, su cosa sia possibile fare per migliorarne lo standard: «Serve una competizione locale concreta, consistente, che si articoli su molti mesi e per un periodo più lungo di tempo durante l’anno, ogni anno. Ciò spingerà i giocatori italiani a dedicarsi al 100% al rugby league. Certo non è più facile a dirsi che a farsi, però le persone che sono impegnate nello sviluppo stanno facendo un grande lavoro e dando tutto perché ciò avvenga».

 

Oltre a Celerino, campo anche per Simone Boscolo, un altro prodotto del sistema del rugby league italiano, ormai da due stagioni emigrato nel nord del Queensland coi Tully Tigers. Recentemente premiato col Coaches’ Trohpy col Reserve Grade dei Tigers, ha indossato la maglia della Nazionale a più livelli ed è pronto a farlo dopo aver, la settimana scorsa, avuto l’onore di scendere in campo per QLD Italy nella sfida a QLD Samoa (24-28 ai Tully Showgrounds).
Da segnalare anche la presenza nel 2017 nella sfida di rep football tra QLD Italy e NSW Italy.  

La presenza, meritata alla luce del dato del campo e della serietà mostrata nel dedicarsi in toto al rugby a XIII, di Celerino e Boscolo, conferma la bontà delle opportunità verso lo sport di alto livello offerta dalla Federazione Italiana Rugby League (FIRL), col suo network di relazioni col know how  e il radicamento in diversi importanti club in area italo-australiana. Diversi altri rugbisti nati e cresciuti in Italia hanno avuto, grazie a questa rete di amicizia e collaborazione, opportunità simili, come Edoardo Pezzano, Giovanni Ruscica e Antonio Arrigo, tutti transitati per Tully. E nuove chance sono a disposizione di chi vorrà cimentarsi col rugby league in terre, come Australia, Gran Bretagna e Francia, dove questo sport gode di ampio seguito popolare. 


 Il Test Match di domani – diretta video verrà attivata sui canali social della FIRL, diretta testuale disponibile in italiano su Twitter – si inserisce dunque in continuità col lavoro svolto con gli stage in Italia, la crescita dell’Under 19 reduce dalla partecipazione all’Europeo di categoria in Serbia ad agosto e il doppio obiettivo dello sviluppo e della preparazione alle qualificazioni iridate (2019, avversari ancora da definire). 

L’invito è a sintonizzarsi domani sulla diretta video e sulla testuale, fare il tifo per chi darà tutto per la maglia della Nazionale e venire a conoscere e apprezzare una disciplina imprevedibile e ricca d’adrenalina e colpi di scena. Come mostrato dai recenti playoff NRL e Super League.
Italia-Sudafrica non annoierà

Di seguito, la formazione scelta da coach Leo Epifania. Accanto al nome del giocatore, il club di appartenenza. 
Fischio d’inizio alle 10:30 (ora italiana). 

ITALIA LEAGUE

1 Sam Dolores​ ​​​– Ryde Eastwood Hawks
2 Dallas Greco​ ​​​– Campbelltown City
3 Nick Okladnikov​​​ – Parramatta Eels
4 Josh Mantellato ​​​– Wyong Roos
5 Rocco Battagliolo ​​​– Ryde Eastwood Hawks
6 Daniel Petralia ​​​– Western Suburbs Magpies
7 Terry Campese ​​​– Queanbeyan Blues
8 Brenden Santi​​​ ​– Townsville Blackhawks
9 Vinnie Ripepi ​​​​– East Campbelltown
10 John Trimboli ​​​– Penrith Panthers
11 Matthew Bonanno
12 Gioele Celerino​​​ – Queanbeyan Blues
13 Rhys Sciglitano ​​​– Blacktown City

A disp.:

14 Simone Boscolo – Tully Tigers
15 Nick Serafino – Cairns Kangaroos
16 Dominic Biondi – Wests Brisbane
17 Anthony Curcio
​​​
18 Brock Pelligra ​​​

Coach: Leo Epifania


Italia v Sudafrica, venerdì 12 ottobre 2018, Bossley Park, Sydney
Racing Club Caumont XIII v Saluzzo NWR, domenica 14 ottobre, Stade Belle Isle, Caumont-sur-Durance (Cuneo)



Published 11/10/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

 

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Terry Campese: “Mi sto preparando alla Rugby League World Cup. Girone duro, ma l’Italia ce la può fare” (MondoSportivo.it)

 di Matteo Portoghese per MondoSportivo.it

Nell’immaginario collettivo del rugby italiano, il cognome Campese rimanda subito a David, tre quarti ala dell’Australia, capace di mettere insieme 101 presenze in maglia Wallabies nonostante nell’era pre pro si giocassero molti meno test.
Nativo di Queanbeyan, figlio degli italiani Gianantonio and Joan Campese, David passò anche per il campionato italiano, con una parentesi al Petrarca Padova (1984-88) e un’altra all’Amatori Milano tra il 1988 e il 1993. L’uomo del goose-step (passo dell’oca), autentico innovatore dell’ovale in entrambi gli emisferi, specialmente considerando che non si era ancora arrivati al professionismo.

Ma al professionismo ci era arrivato, e da parecchio, il rugby league, l’altro ‘codice’ del mondo ovale. Qui, con 2 giocatori in meno, fasi statiche ridotte e meno ‘respiro’, ecco che il cognome Campese si è fatto strada grazie a Terry, nipote del famoso David e anch’egli giocatore molto popolare presso il pubblico australiano. 1 presenza con i Kangaroos, 2 col Prime Minister XIII (la nazionale ‘A’ dell’Australia) e 1 con New South WalesCampo si è distinto soprattutto a livello di club – come Five-eighth e Halfback – con la maglia dei Canberra Raiders tra il 2004 e il 2014.

La sua squadra del cuore (Queanbeyan, 37 mila abitanti, dista solo 15 chilometri da Canberra) ma soprattutto l’ex squadra di Mal Meninga, la leggenda: un pubblico ben abituato, difficile da accontentare eppure soddisfatto da 10 anni ad alto livello, 139 presenze e oltre 300 punti.

Brian King / Per concessione KingsPix e FIRL

Passato per il campionato inglese (Hull KR, 2015–16), Terry decise già nel 2013 di onorare le origini familiari del padre e della famiglia e di indossare la casacca azzurra alla Coppa del Mondo, ma dovette rinunciare per un infortunio.
Questa volta invece nemmeno il ritiro dal league che conta – dopo l’esperienza in Super League è tornato ai Queanbeyan Blues come allenatore/giocatore – sembra poterlo fermare: ha preso parte, dirigendo le operazioni in mediana e facendo la differenza con la sua visione di gioco, alle qualificazioni iridate lo scorso autunno a Belgrado (14-62 alla Serbia), Monza (14-20 dal Galles) e Leigh (76-0 alla Russia e premio di Man of the Match) e farà di tutto per convincere il ct Cameron Ciraldo e i suoi assistenti Anthony Minichiello e KellyRolleston a inserirlo nella lista dei convocati alla Rugby League World Cup di questo autunno (26 ottobre/2 dicembre).

La sensazione è che quando il livello si alza a un mediano con la competenza e il talento di Campese non si possa rinunciare. Per questo lo abbiamo intervistato, nel pieno della stagione dei Blues, a poco più di 100 giorni dal Mondiale.

Ciao Terry. Ti stai preparando per la Coppa del Mondo? 
Sì, mi preparo per il Mondiale, giocando con i Queanbeyan Blues. Sarò pronto a scendere in campo e dare il mio contributo se convocato, come spero. 

Per gentile concessione Federazione Italiana Rugby League

Hai giocato per la Nazionale lo scorso autunno, dopo esserci stato molto vicino nel 2013. Cosa significa per te rappresentare l’Italia? 
Sai, è stata una bella esperienza giocare le qualificazioni mondiali. Mi sono trovato bene in ritiro coi ragazzi e abbiamo fatto davvero gruppo. Rappresentare l’Italia è per me soprattutto un onore, essendo mio padre nato lì e avendone lui sempre parlato con trasporto. 

Quali sono le tue radici italiane? 
Come detto, mio padre è nato in Italia, per poi trasferirsi a Queanbeyan, in Australia. La maggior parte dei suoi fratelli e delle sue sorelle tuttavia rimasero in Italia, nel nord est vicino Verona. Abbiamo passato un paio di settimane in quella zona in visita, quando ho giocato in Inghilterra. 

Di sicuro, rispetto alle qualificazioni, il livello si alza quando si passa alla Coppa del Mondo. Pensi che possiamo pensare ai quarti? 
Nel rugby league tutto è possibile. Sicuramente l’Italia ha un gruppo difficile (Figi, Stati Uniti e l’incrocio con l’Irlanda dal gruppo C) ma sono sicuro che, quando servirà, lo staff tecnico avrà fra le mani una squadra pronta a giocarsela. 

Tra i giocatori dell’Italia, chi può spiccare secondo te? 
Difficile esprimersi prima delle convocazioni. Ma i nomi più ovvi sono quelli di James Tedesco e Paul Vaughan; c’è da dire che entrambi sono così forti e stanno giocando così bene che potrebbero essere considerati anche dalla nazionale australiana. 

10 novembre, Figi-Italia al Canberra Stadium sarebbe per te un modo per salutare ancora una volta i tuoi tifosi di sempre. Ti senti ancora un Raider?
È la squadra che ho tifato sin da bambino, ci sono cresciuto. Ho così tanti bei ricordi dei mio periodo con la maglia di Canberra e ci sono ancora diversi miei buoni amici in rosa. Devo comunque dire che mi son trovato bene anche durante la mia militanza in Inghilterra (Hull KR, ndr) e che mi piace il mio ruolo attuale con i Queanbeyan Blues. Mi piace lavorare con i ragazzi e c’è davvero tanto talento in squadra: vorrei un giorno vedere qualcuno di questi giocatori giocare a livello più alti. Mi piacerebbe poi continuare ad allenare, magari a livello professionistico se dovesse arrivare questa possibilità in futuro. 

Ti manca la NRL? 
No, nel senso che tuttora lavoro per la lega come ambasciatore del rugby league: amo rappresentare e portare avanti il nostro bellissimo sport. La NRL sta facendo tante ottime cose per la comunità e farne parte e dare una mano mi rende felice. 

In Italia, il cognome Campese fa pensare al rugby union più che al rugby league. Cosa pensi si potrebbe fare per far appassionare gli italiani a questo sport? 
Il modo migliore per incoraggiare le persone a seguire il rugby league è semplicemente portarle alle partite. È un gioco bellissimo da vedere: una volta viste le partite e seguita la Coppa del Mondo, i tifosi verranno. 

Chi pensi sarà la stella della Rugby League World Cup? 
Beh, Cameron Smith ha dimostrato pochi giorni fa nello State of Origin di poter essere tuttora la stella assoluta. Del resto gioca in un ruolo che io considero il più importante nel gioco e lo ha dominato per più di dieci anni. 

N.B.: per facilitare la diffusione internazionale del contenuto, pubblichiamo di seguito il testo in inglese dell’intervista.

Hi Terry. Are you preparing for the World Cup?
Yes I am preparing for the world cup by playing for the Queanbeyan Blues.  If hopefully I am picked and I will be ready to play.

You played Int football for Italy last Autumn, but you had come very close to it in 2013. What does it mean for you to represent the country?
It was a great experience playing in the qualifiers I enjoyed camp and we all got along really well, it’s a great honor to represent Italy: my pop was born there and always talked fondly of Italy.

Tell me something about your family’s roots in Italy…
My pop was born in Italy and moved to Queanbeyan. The majority of his brothers and sisters remained in Italy: they are from North Italy, near Verona. While we were playing in the UK we spent a few weeks in that area.

World Cup games are more difficult than Qualifiers. Do you think we have chance to get to the QF?
Anything is possible in Rugby League Italy have a tough pool but I am sure the coaching staff will have the team ready to go come game time.

Name an Italian International who will surprise at the World Cup.
It’s hard until the side is picked but the two obvious choices are Tedesco and Vaughan but both of these players have all I think are playing so well that they will be in contention to make the Australian side. 

Playing in Canberra at the RLWC could mean having a farewell with the Raiders’ fans. Do you still feel a Raider?
It’s the team I grew up loving and I have many fond memories of my time in green and still have some good mates playing in the team but in saying that I enjoyed my time in the Uk and I am loving my role with the Queanbeyan Blues at the moment.  I enjoy working the boys and there is a lot of talent there and I would really like to see some of these guys go on to play at a higher level.  I would love to continue coaching professionally if I ever have the opportunity. 

Do you miss the NRL?
I am working for the NRL as an ambassador of the game and I love representing our great game.  The NRL are doing some wonderful things in the community and I enjoy being a part of that. 

In Italy, your surname is more famous for rugby union than rl. How can the Azzurri make people like rugby league?
The best way to encourage more people to follow rl is to get people to the games the game of rl is great to watch and I think if more people got to the games and watched the world cup then the fans will follow. 

Who do you see as the star player of the tournament?
Cameron Smith just proved in Origin that he will be the player to watch. He plays the position that I think is the most important in the game and he has dominated this position for over a decade.

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