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Rugby League femminile, ripartiamo da Francia-Italia

Terzo test match per l’Italia femminile di rugby league. La nazionale guidata dal duo Tiziano Franchini-Matthew Sands ha affrontato la Francia sabato 10 novembre 2018 a Carcassonne.

La partita ha fatto da curtin raiser al Francia-Scozia maschile, gara conclusiva dell’Europeo 2018 vinto dagli stessi transpalpini con 3 vittorie in altrettante partite. Se i Chanticleers si sono così qualificati alla Rugby League World Cup 2021 in Inghilterra, gli scozzesi saranno costretti a passare per le forche caudine dei gironi di qualificazione il prossimo autunno, evento che coinvolgerà anche l’Italia.

Né Francia né Italia hanno partecipato al Mondiale 2017 in Australia, tuttavia l’obiettivo di entrambe le federazioni è quello di crescere e mettersi alla prova sui palcoscenici più prestigiosi. Allo Stade Albert Domec, le francesi sono scese in campo con una formazione competitiva, composte da giocatrici dei club più prestigiosi del paese, espressione di un movimento solido, consolidato eppure in crescita.

Dall’altra parte l’Italia, al suo terzo test match dopo quelli in Libano nel 2017 e a Tolone lo scorso inverno, ha pagato evidentemente l’inesperienza e la poca abitudine a questo codice del rugby. Se è vero infatti che negli ultimi mesi sono stati svolti su territorio italiano – nord ovest, nord est e Sicilia-Calabria – diversi stage zonali e nazionali con tecnici federali, le ragazze sono ancora lontane dall’intensità e dalla velocità nella giocata offensiva e difensiva necessaria per competere con le migliori.
Eppure, proprio giocando contro gli avversari più competitivi può essere la chiave dello sviluppo, con l’obiettivo sul medio e lungo termine di esporsi a un league di livello senza sfigurare. E un pensiero alla Coppa del Mondo.

In cronaca, sin dall’inizio del test di Carcassonne la Francia ha mostrato la sua superiorità, nella capacità di stimolare l’errore avversario e soprattutto andare in meta. Sul piano fisico, gli avanti sono stati di un altro pianeta e lo stesso si può dire delle giocate dei tre quarti. Tuttavia, nella fase centrale dell’incontro l’Italia ha giocato per almeno 20′ alla pari.

Se è impossibile, con 60 punti sul groppone, dirsi soddisfatti o contenti del risultato, c’è da dire che la squadra ha tenuto bene sul piano mentale e ha dato tutto quello che aveva. Diverse le debuttanti scese in campo, assieme alla conferma di alcune rugbiste ormai punto fermo di questa Nazionale. La necessità, è palese, è alla lunga quella di costituire un campionato, o comunque qualche competizione ufficiale che impegni con continuità nel rugby a 13 le giocatrici, così da limitare gli errori dovuti all’inesperienza e sprigionare definitivamente l’ottimo potenziale mostrato nei 3 incontri ufficiali disputati sinora.

È arrivato anche il primo cap internazionale per Alessandra Menotti, la più giovane azzurra di sempre, a meno di 17 anni di età. L’ala destra, nativa di Monselice (Padova), è un prodotto del Progetto Scuole portato avanti dalla federazione.

Foglio gara alla mano, l’Italia League femminile partiva con Alessia Babini nel ruolo di estremo, coadiuvata alle ali da Menotti stessa (destra) e Martina Viglianisi (sinistra); i centri erano rispettivamente Giulia Colangela a destra e Cecilia Piva a sinistra; mediana affidata invece a Rosaluna Gavagna, mediano d’apertura/five-eighth, e Giada Arlenton (mediano di mischia/half back), a completare i tre quarti.
Per quanto riguarda gli avanti, il pack azzurro era composto dai piloni destro e sinistro Enrica Landolfo e Rosa Bettolatti, dalle seconde linee Erica Neri e Virginia Pinarello e dalla terza linea/lock Eva Pellegrini, oltre al tallonatore Simona Gazzera.

Dalla panchina sono subentrate Giulia Iozzia, Siria Rasia, Francesca Isaia e Silvia Capello.

Delle pietre miliari nella storia del league femminile italiano non se ne è persa una Virginia Pinarello, capitano della Nazionale. C’era a Beirut in quello storico primo successo a livello di test, c’era nella sfida tra rappresentative italiane a Manta (casa dei Saluzzo North West Roosters, ndr) e anche nella trasferta di Tolone. «Ci siamo trovati davanti – racconta il n. 12una Francia veramente tosta, molto competitiva e di alto livello, dotata da giocatrici fisicamente ben strutturate e con molta esperienza tecnica nel league. Possiamo dire che l’80% delle francesi scese in campo partecipano al campionato di rugby a 13 di club e il restante gioca anche a XV. Quindi atlete abituate a giocare insieme da molto tempo in questo codice. Per quanto riguarda noi, in generale abbiamo un’esperienza nettamente inferiore in confronto a loro, anche perché purtroppo in Italia non c’è ancora un campionato di XIII. C’è da lavorare sull’esperienza di giocare tutte assieme, le occasioni sinora sono state poche ma il progetto c’è e andremo a migliorarci per eliminare il gap con le altre squadreC’è il pensiero dei mondiali, la federazione c’è così come le ragazze. Siamo nel ranking e l’intenzione è migliorare noi e migliore questo sport nel paese».
Il racconto della partita: «I primi 20′ li abbiamo un po’ sofferti e c’è voluto un po’ per ingranare la marcia; poi però la seconda metà dal primo tempo ci ha visto partecipanti attive della partita: brave in difesa loro a impedirci di concretizzare i nostri attacchi ed è un peccato perché quando giochiamo lo meritiamo. Secondo tempo abbiamo tenuto bene nei primi 10-20′, dove abbiamo mantenuto l’inerzia del finale di prima frazione, cariche nonostante il punteggio. Abbiamo difeso tanto e chi conosce il league sa di cosa parlo: lunghi tratti in difesa vogliono dire pochi palloni e grande dispendio di energia, ma non ci siamo rilassate. Poi nel finale le francesi hanno “resistito”, mettendoci loro una marcia in più andando ad arrotondare».
«Sono contenta della nostra difesa – prosegue il capitano magari il punteggio non lo dice ma è stato così. Nell’impatto, sia in attacco che in difesa, ci siamo fatte sentire senza farci intimorire dalla loro presenza fisica. Non è stata certo una passeggiata per loro e abbiamo messo in campo quanto ci è stato insegnato. Certo c’è stata “frenesia” nel giocare, ma giocatrici e staff sono usciti contenti, il che non è poco: l’umore è alto e la voglia c’è. Si sono viste delle belle cose e delle ottime giocatrici. Peccato per la frenesia, un po’ il fisico e un po’ l’esperienza. Si può e si deve lavorare su tutto ciò. Si è vista una bella squadra, che ha voglia di imparare e divertirsi. Siamo un gruppo aperto, a ogni raduno sono venute una decina di ragazze nuove, e invito le giocatrici incuriosite a venire a provare questo sport, ne vale la pena».

«Per me il rugby league è una novità – confessa Giulia Iozzia, 19enne nata a Genzano di Roma e trapiantata a Ragusa in Sicilia da 9 anni – e la convocazione è stata una piacevole sorpresa. Abbiamo fatto pochi allenamenti al Sud ma ho capito in fretta le regole e il meccanismo del gioco. Ho preso molto sul serio questa convocazione e la possibilità di questo test in Francia. Ci ho messo un impegno doppio per prepararmi fisicamente».
«Le emozioni che ho provato in questa esperienza sono davvero tante. Dopo qualche difficoltà nel primo allenamento pre-match, probabilmente dovute alla mancanza di affiatamento tra le ragazze, sono arrivate solo emozioni positive, a partire dalle sedute di allenamento successive. Sono riuscita a integrarmi nel gruppo, grazie anche alla disponibilità delle ragazze nell’aiutarmi e farmi sentire a mio agio». Poi, i brividi da test match: «Appena entrata allo stadio, mi si è bloccato il fiato: ero proprio lì, in quel meraviglioso campo, che di lì a poco avremmo giocato e avrei fatto il mio esordio in nazionale. L’ansia c’è stata ma l’ho scacciata subito, dicendomi fra me e me di giocare normalmente come so, di non avere altri pensieri se non la concentrazione sulla partita».
Avere l’azzurro dentro: «Poi siamo entrate in campo, durante l’inno nazionale ho provato tante di quelle emozioni: gioia, fierezza, paura, ansia, determinazione, desiderio, soddisfazione e potrei andare avanti… avevo gli occhi lucidi, mi tremavano le gambe ed ero fiera di trovarmi lì, abbracciata alle compagne a rappresentare la mia nazione».
«Tornata da questa meravigliosa esperienza, nuova per me, ho avuto subito la curiosità di riguardarmi tutta la partita per capacitarmi del secco risultato. Dal punteggio – prosegue il pilone genzanese–uno potrebbe pensare che sia stato un incontro scontato, per niente alla nostra portata, ma in realtà non è stato così: sì, le francesi si sono dimostrate fisicamente più forti e preparate di noi italiane, ma poste queste condizioni e dati i pochi allenamenti sulle gambe possiamo dire di aver dato tutte il massimo».
«Ho notato, riguardando la partita, che le nostre avversarie hanno tenuto per molto più tempo il possesso dell’ovale. Noi abbiamo lottato per fermarle e tenerle lontane dalla nostra linea di meta, ma sono riuscite a passare più volte. È anche vero che abbiamo provato anche noi a passare, ad abbattere la loro difesa, ma erano sistemate molto bene. Con più allenamenti in futuro potremmo sicuramente ottenere risultati migliori: la sostanza c’è, le ragazze ci sono, come l’impegno, la grinta e la serietà. Non vedo l’ora arrivi anche quell’affiatamento che nasce quando vivi molti allenamenti e momenti assieme. Bisogna diffondere e far conoscere cos’è il rugby league, partendo in primis dalle scuole e successivamente dai club».

FRANCIA-ITALIA 60-0 (32-0)
Francia : Goubairate, Olm Rouppert, Biville, Moinache, Himoudi, Coll-Colette, Varela, Guehaseim, Anton, Alvernhe, Legout, Bedu, Mikalef.
Subentrate: Bessahli, Bouguessa, Bernard, Fourage.
Italia: Babini, Menotti, Colangeli, Piva, Viglianisi, Gavagna, Arzenton, Pandolfo, Gazzera, Bettolatti, Neri, Pinarello, Pellegrini.
Subentrate: Iozzia, Raisa, Aria, Capello.
Mete: 1′ Guehaseim, 5′ Bessahli, 8′, 53′ Anton, 11′ Bedu, 34′ Olm Rouppert, 37′ Fourage, 40′, 76′ Moinache, 50′ Alverhne, 64′ Himoudi, 66′ Bouguessa, 6′ T Coll.


Published 20/11/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

 

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Progetto Scuole, l’azzurra più giovane e i test match: Francia e Italia femminile scaldano i motori

Come annunciato, l’Italia League femminile affronterà la Francia sabato 10 novembre. Tanti i temi in scaletta, a partire dall’esordio internazionale di Alessandra Menditti, la più giovane azzurra di sempre, e la ricerca di punti utili a migliorare il rankinkg. Francesi avversarie ostiche ma la Nazionale è pronta a giocarsela. 

Teatro dello storico Test Match, replica dell’incontro giocato in inverno a Tolone, sarà lo Stade Albert Domec di Carcassonne, città francese capoluogo del dipartimento dell’Aude, nella regione dell’Occitania. L’impianto è uno dei “templi” del rugby à XIII e ha ospitato storicamente tantissimi incontri di alto livello nel maschile, soprattutto match di Coppa del Mondo.

Risale al 1967 il primo test giocato in questo stadio, con la Gran Bretagna abile a imporsi 16-13 sulla Francia davanti a oltre 10 mila spettatori. Nello stesso anno, il prato del Domec ospitava anche il successo della nazionale transalpina addirittura sull’Australia (tour 1967); ecco nelle stagioni successive altre sfide di cartello alla Nuova Zelanda, alla stessa Inghilterra (sconfitta 28-15 all’Europeo 1977), per non menzionare un nuovo successo sui Kangaroos nel 1978 e altri test negli anni ottanta e novanta. In mezzo, diverse Rugby League World Cup: il 21-4 dei Chanticleers sulla Papua Nuova Guinea nell’edizione 1985-1988, la doppia sfida ai papuani e ai Kiwis nel torneo 1989-1992, l’exploit  francese su Tonga nel 2000. Da segnalare, sempre su questo terreno, i numerosi incontri tra l’Australia e squadre rappresentative e di club locali, nell’ambito di quelle tournée che appartengono ai ricordi del rugby league di una volta e che ogni tanto vale la pena ricordare con romantica nostalgia. Degne di menzione anche le finali di campionato e di Lord Derby Cup.

In questo contesto, acquista ancora più prestigio e “peso” la partita di sabato tra la Francia e l’Italia femminile. Sia perché quegli spalti hanno ammirato le gesta di grandissimi campioni e si godono oggi quelle dell’Association Sportive Carcassonne XIII nel rugby league e dell’Union sportive Carcassonne XV, sia perché si va costruendo una bella, accesa ma sana rivalità tra le azzurreLes Tricolores.
In più, l’incontro farà da “curtain raiser” a Francia-Scozia dell’Europeo maschile, coi francesi già qualificati al prossimo mondiale e alla ricerca di un titolo continentale che manca dal 2005; i Bravehears, in fase di ricostruzione dopo i successi dell’era Danny Brough e la corona d’alloro europea del 2014, potrebbero essere uno degli avversari dell’Italia maschile nelle qualificazioni iridate l’anno prossimo.

Ma oltre a scaldare i motori e dare il benvenuto al pubblico del Domec, Francia e Italia metteranno in campo i loro progressi come movimento, gruppo e squadra. Nella lista di ragazze convocate dai ct azzurri Tiziano Franchini e Matt Sands, spiccano diversi nomi già noti e premiate nell’ultimo anno e mezzo con caps ufficiali, ma anche parecchie novità.
Su tutte, vale la pena menzionare Alessandra Menditti, classe 2001 che, in caso di esordio, diverrebbe la più giovane nazionale italiana di sempre nel rugby league. Proveniente da Este (Padova), una delle roccaforti di questo codice del rugby, può giocare sia nella posizione di tallonatore (n. 9) che in quella di ala destra (n. 2); ha conosciuto il league grazie al Progetto Scuole della FIRL, che sta portando questo sport negli istituti scolastici e mira a diffonderne la conoscenza e la pratica a livello sia maschile che femminile.
Da non dimenticare inoltre i numerosi raduni (stage) svolti sul territorio, al sud come al nord.

«Siamo fiduciosi e altrettanto consapevoli che questa gara sarà impegnativa e molto fisica – commenta Matthew Sands, uno dei due allenatori della nazionale italiana di Rugby League femminile – nelle ultime settimane abbiamo lavorato molto bene e abbiamo strutturato un gruppo di lavoro interessante; ora sarà il campo a parlare, ma molte ragazze già si conoscono e sono convinto che faranno un gran bene. Il futuro? Dobbiamo continuare a lavorare, questo è sicuramente un gruppo da far crescere e sui cui puntare guardando ai prossimi impegni internazionali».

Il rugby league femminile è in rapida espansione in Europa e in Oceania. Si sono sinora giocate 5 edizioni della Coppa del Mondo, dal 2000 a oggi; primatista di titoli iridati è la Nuova Zelanda, n. 1 nel 2000, 2005 e 2008, ma sono in netto recupero le Jillaroos australiane, campioni nel 2013 in Inghilterra e nel 2017 in casa; un anno fa, il torneo iridato ha visto 6 nazionali ai nastri di partenza. L’Italia non ha mai partecipato ma l’obiettivo sul breve e lungo termine può essere sicuramente lavorare localmente per avvicinarsi alle migliori e pianificare l’assalto alla Women’s Rugby League World Cup.

Per gentile concessione NRL Photos

Di seguito, l’elenco delle atlete convocate. 
Seguiranno informazioni sulla copertura social e tv dell’evento. 

Giada Arzenton, Alessia Babini, Giulia Colangeli, Rosaluna Gavagna, Erica Neri, Virginia Pinarello, Cecilia Piva, Alessandra Menotti, Siria Raisa, Silvia Capello (comitato Nord Est), Bettolatti Rosa, Simona Gazzera, Vincenza Aria (comitato Nord Ovest), Giulia Iozzia, Enrica Pandolfo, Martina Viglianisi, Eva Pellegrini (comitato Sud)

Sotto, le convocate della Francia.

Elisa Akpa, Gaëlle  Alvernhe, Aurore Anton, Elsa Bedu, Jeanne Bernard, Leila Bessahli, Lauréane Biville, Meisa Bouguessa, Ophélie Coll, Emma Fourage, Aude Goubairate, Jessika Guehaseim, Marie-Clémence Guillet, Chahrazad Himoudi, Inès  Legout, Cyndia Mansard, Anaïs Mikalef, Elodie Moinache, Nadia Rouppert Olm, Elodie Pittana, Alice Varela


Francia Italia, sabato 10 novembre ore 15:30, Stade Albert Domec, Carcassonne
Saluzzo North West Roosters Vedène Rugby XIII Les Lynx, sabato 10 novembre 2018 ore 20:00Centro Sportivo Manta (Cuneo)


Published 07/11/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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L’Italia League Femminile sfiderà la Francia a Tolosa

L’Italia League Femminile sfiderà la Francia a Tolosa
Il Rugby League italiano riprende l’attività e lo fa andando in Francia a sfidare la nazionale di casa femminile: il giorno 10 novembre 2018, infatti, a Carcassone, ci sarà FRANCIA vs ITALIA amichevole internazionale di rugby league femminile, si giocherà alle 15:30, prima della partita FRANCIA vs SCOZIA maschile valida per l’EUROPEAN CUP 2018.
Si tratta di un’occasione importante per la FIRL di testare un movimento, quello femminile, in grande crescita in Italia e che, a livello di rugby League, ha sempre dato grandi soddisfazioni alla federazione e alle stesse giocatrici; ricordiamo la bella vittoria in Libano, all’esordio assoluto a livello internazionale, la prestazione positiva in Francia lo scorso febbraio a Tolone. Senza dimenticare i tanti stage federali sul territorio che sono diventati una costante del programma della Federazione Italiana Rugby League. A tal proposito ci sarà domani a Catania un allenamento di selezione, assieme ai tecnici federali, così come a Stanghella, in provincia di Padova, dove lo stesso stage si ripeterà il fine settimana del 3 e 4 novembre.
«Siamo molto orgogliosi del nostro movimento femminile – commenta Orazio D’aerò, presidente della Federazione Italiana di Rugby League – stiamo lavorando molto per dare quante maggiori opportunità possibili alle nostre atlete. Abbiamo un programma importante per loro e sono certo che guardando al futuro riusciremo a toglierci non poche soddisfazioni».
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In Sicilia, cuore pulsante del rugby league italiano. E ora si va in Calabria

Ormai da tempo, la Sicilia è uno dei cuori pulsanti del rugby league italiano.
Già si sono svolti nell’isola, in passato, diversi Test Match ufficiali della Nazionale e quest’estate è stata scritta una pietra miliare nella storia di questo sport in Italia col tour degli English Lionhearts, che hanno affrontato la Selezione Sicilia prima e l’Italia Emerging poi. Tale visibilità è figlia dell’intraprendenza e competenza dei tecnici e dirigenti locali, ma anche della voglia di mettersi in gioco, aggiornarsi, imparare e formare. Prova ne sono stati i corsi di livello internazionale con certificazioni Rugby League European Federation svolti negli anni; prova ne è il fitto calendario di eventi che coinvolge Catania e dintorni. 

È sotto gli occhi di tutti la competenza di Salvatore Pezzano, allenatore dell’Italia U19 e membro del board FIRL, così come quella di Massimiliano Vinti che gestisce la logistica delle nazionali italiane, senza dimenticare Tino Magrì, tecnico federale, uno dei motori dello sviluppo.  Ed è recente il rientro dentro l’assetto del rugby league siciliano di Massimo Nicotra, uomo di sport a 360°, che continuerà a prestare la sua professionalità e la sua preparazione nello sviluppo e nella diffusione del rugby a XIII nella zona.

Foto © Antonella Principato / FIRL

Gli Spartans Catania, leader di questo movimento, hanno già disputato diverse finali scudetto e mai come nel 2017-2018 sono andati vicino all’agognato tricolore. L’età media, piuttosto bassa, promette bene in vista della seconda parte del campionato #IL13 2018 e ovviamente della partita decisiva. Ma questo, come gli altri progetti di club, vuole e deve guardare all’indomani, non solo all’hic et nunc: l’obiettivo è formare giocatori a tuttotondo, prepararli per confrontarsi con palcoscenici competitivi, pronti a brillare nel league internazionale. 

L’intraprendenza e i rapporti della FIRL con le roccaforti di questo sport aiuta, in tal senso.
Così come la voglia di rimboccarsi le maniche, l’olio di gomito, l’ambizione dei giocatori siciliani, ormai dei giramondo: Edoardo Pezzano, Antonio Arrigo e Giovanni Ruscica hanno negli anni indossato la casacca dei Tully Tigers, società australiana dal cuore e dalla radici italo-australiane con base nel Queensland del Nord. E portano con sé tanta esperienza maturata là dove il rugby league è sport-mania, codice dominante, vera e propria ragione di vita. 
Altri atleti di alto profilo hanno rappresentato l’azzurro a più livello, sia nei Test che nelle giovanili. Un buon nucleo degli Azzurrini scesi in campo in Serbia all’Europeo Under 19 lo scorso agosto viene dalla Sicilia. 
Siciliane sono le origini familiari di molti degli italiani d’Australia che stanno tenendo alta la fiammella azzurra nell’Emisfero Sud e si tratta di un legame da apprezzare, alimentare, ispirare, in uno scambio di competenze e una contaminazione reciproca, in positivo. 


 «Non ci sono parole per spiegare – ha raccontato Salvatore Virzì degli Spartans Catania al mensile Rugby League Worldquanto onorato mi sia sentito a rappresentare, da capitano, la Nazionale agli Europei. Nonostante avessi già indossato la maglia azzurra in precedenza, farlo in una manifestazione come l’Europeo è stato qualcosa di unico e in qualche modo “diverso”. Ci siamo confrontati con grandi atleti e giocatori molto forti, ma non mi sono mai sentito fuori posto e anzi è un’occasione meritata per il duro lavoro mio e dei compagni. Sono fiero di loro, da capitano».

Oltre al coinvolgimento di numerosi atleti nel maschile, in Sicilia si è sviluppato e si sta sviluppando un bel movimento femminile. Tante delle ragazze scese in campo nello storico Test Match del 2017 in Libano (prima vittoria assoluta) e in quello di Tolone nel 2018 vengono da quest’area ed è qualcosa su cui sarà necessario investire ancora risorse, voglia ed energia

Foto Antonella Principato

Ma se Spartans e compagnia godono ormai di una reputazione importante in tutto lo Stivale, nessuno ha dimenticato il dovere di espandere il codice, anzi. Proprio in tal senso, su impulso dei membri del board con base in Sicilia e dei tecnici locali, si terrà domenica 30 settembre uno stage di rugby league a Rende (Cosenza), nella vicina Calabria. 
L’obiettivo? Far assaggiare alla platea calabrese lo sport più bello del mondo, col duplice target di espandere il campionato italiano e di allargare territorialmente questa disciplina. 

«Siamo lieti di annunciare – comunica Massimo Nicotrache il 30 a Rende  si unirà allo Stage di Rugby League, targato FIRL, una selezione di atleti catanzaresi capitanata dalla atleta di interesse nazionale Eva Pellegrini e dal tecnico Fulvio Tolomeo». 

«Stiamo lavorando per l’aumento dei club siciliani e calabreseaggiunge Nicotra, che da quest’anno si dedicherà in toto al rugby league – perché l’obiettivo è farvi nascere almeno 1 o 2 club, anche in prospettiva di un campionato che veda coinvolti club che s’affacciano sul Mar Mediterraneo. È ripreso poi il lavoro sul femminile, con lo scopo di far giocare non appena possibile e con la giusta preparazione le nostre ragazze con altre rappresentative del territorio e magari con nazionali di area mediterranea».

Un’attenzione e una devozione al league, questa del territorio del Sud Italia, che non è passata inosservata in federazione.  Lo conferma Tiziano Franchini, vice-presidente FIRL: «La realtà siciliana è prospera di talenti per il rugby League, lo ha dimostrato sino ad ora e lo dimosterà sicuramente nel futuro, fornendo atleti di spessore per il movimento del rugby league italiano. Tutto ciò è possibile grazie alla dedizione e alla preparazione dei nostri delegati allo sviluppo in Sicilia». 

Appuntamento allora a domenica 30 settembre a Rende (Cosenza) per lo stage coi tecnici FIRL e i giocatori di Calabria e dintorni. Prestissimo in arrivo nuove news sul campionato italiano, giunto alle sue fasi decisive, e sul lavoro sul territorio e internazionale per far crescere il movimento e la nazionale tutta. 


Stage Rugby League, domenica 30 settembre 2018, Rende (Cosenza)

 


Published 29/09/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer 

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Verso Francia-Italia – Intervista alle azzurre Silvia Capello e Rosaluna Gavagna

Nella seconda delle partite di sabato pomeriggio a Tolone, l’Italia League femminile scenderà in campo per il secondo test della sua storia. Dopo il successo 0-22 a Beirut nel febbraio 2017, una nuova occasione di brillare per tante ragazze che con spirito di sacrificio si sono ritagliate, negli ultimi mesi, il tempo di dedicarsi alla disciplina del rugby league

È già una veterana Silvia Capello, al secondo cap internazionale dopo il tour in Libano. Abbiamo dato voce a lei e a Rosaluna Gavagna, alla ricerca del primo gettone con la Nazionale e in arrivo dalla Danimarca, dove vive e fa sport da diversi anni. 


Silvia Capello

«Ho tantissimi ricordi, uno più bello dell’ altro. La FIRL sta investendo tanto su di noi»

Foto Lebanese Rugby League Federation

Ciao Silvia, congratulazioni per la tua seconda convocazione in azzurro. Ti aspettavi di essere nuovamente chiamata dal ct Franchini?
Devo dire la verità: in realtà no, non mi aspettavo questa convocazione ma è una notizia che mi ha reso proprio felice. Diciamo che sono qua anche per un po’ di fortuna, ma mi è stata data questa possibilità e voglio sfruttarla al meglio; mi hanno sempre insegnato a non sprecare le occasioni, quindi ho tantissima voglia di mettermi in gioco e di imparare!

Un anno fa eravate in Libano. Che ricordi hai conservato?
Un anno fa e sembra ieri! Ho tantissimi ricordi, uno più bello dell’ altro. Tra quelli più significativi ed indelebili, che sento proprio miei, cito il momento prima di entrare in campo per il match. Eravamo sotto le gradinate e si sentiva il tifo tuonare da sopra gli spalti. Noi fremevamo dall’adrenalina  un momento cruciale. Pieno di emozioni: davanti a noi lo stadio libanese, circondato da una città devastata dalla guerra. Sono sipari che non lasciano indifferenti e che ti segnano. Inoltre, stavamo facendo la storia del rugby league femminile e vedere il tuo nome scritto sui libri gara, beh, ti lascia un segno dentro. Poi a cantare l’inno eravamo emozionate come bambine e con addosso la responsabilità di una nazionale, questi sono momenti che non dimenticherò mai.

Nel frattempo, a quali eventi/stage di rugby league hai partecipato?
Dopo l’esperienza con l’Italia, sono rimasta nel giro del league e ho partecipato agli stage di Brescia e di Bologna con tante altre ragazze. 

In che ruolo giochi a rugby a XV?
Nel rugby union faccio il pilone, anche se per la mia fisicità mi è stato detto che renderei meglio come seconda o terza linea.

E invece a league? Che posizione occupi?
Nel rugby league vengo schierata come pilone. 

Veniamo a sabato, Tolone, Francia. Previsioni?
Previsioni non è facile farne ma guardando il ranking qualcosa si può dire.  La Francia è un posto sopra a noi: ciò non significa nulla perché sabato conterà solo il campo, ma sicuramente sarà un incontro acceso. Dovremo mantenere sempre altissima la concentrazione e creare e alimentare molta coesione nel gruppo. Come prima di ogni partita, preferisco non esprimermi sul risultato: ci sono così tante varianti che possono influire che sarebbe azzardata qualsiasi ipotesi. Sicuramente se la squadra attuale sarà determinata come quella delle atlete convocate contro il Libano, posso dire che vedremo un bel gioco!

Conosci già tutte le compagne?
Ne conosco solo alcune. Della vecchia guardia siamo rimaste poche. 

Cosa ti aspetti dal futuro del rl femminile?
Sul futuro del femminile c’è un enorme punto di domanda: noi atlete siamo tante e vogliamo crescere, sia numericamente, sia qualitativamente. Confidiamo che la federazione investa su di noi, come sta facendo la FIRL. Abbiamo dei buoni numeri da giocare, basta darci fiducia. Il femminile è un settore che si sta espandendo sempre di più e le giocatrici più giovani si stanno davvero facendo valere. Dobbiamo essere positive e determinate, e i risultati arriveranno. Nel frattempo ringraziamo delle opportunità che ci stanno dando!


rosaluna gavagna

«Non vedo l’ora di entrare in campo! Lo sport femminile ha un grande futuro. »

Foto FRK

Ciao Rosaluna, parlaci di te e della tua storia.
Ho 24 anni (1993), nata e cresciuta a Ferrara con papà italiano e mamma danese. Vivo in Danimarca da quando avevo 19 anni, mi sono trasferita per conoscere il paese d’origine di mia madre e per studiare all’università. Ho conosciuto il rugby al CUS Ferrara dove Le Velenose (la seniores femminile del Ferrara) e gli allenatori mi hanno fatto appassionare a questo sport. In Danimarca gioco a 7s, mediano d’apertura per il Frederiksberg rugby Klub e la nazionale danese [rugby union, ndr].  

Come ti sei avvicinata al rugby league?
A farmi avvicinare al mondo del rugby league è stato Matthew Sands. Già l’hanno scorso mi aveva parlato di questo fantastico progetto di una nazionale femminile italiana, invitandomi a partecipare a un raduno.
Finalmente quest’anno sono riuscita ad andare a uno stage. Vivendo in Danimarca, sono riuscita a partecipare a soltanto due raduni (uno a gennaio e uno a febbraio).

Come ti sei trovata negli stage?
Le mie aspettative per i raduni erano andare a conoscere il rugby League, impararne le regole e divertirmi. La convocazione è stata una magnifica sorpresa.

Cosa ti aspetti dalla sfida di Tolone?
In Francia il rugby league femminile è una realtà più grande di quella italiana. Sono sicura sarà una partita tosta da giocare, ma tutte le mie compagne di squadra hanno grinta e talento da vendere.
Non vedo l’ora di entrare in campo!

Quale futuro per il league e in generale per lo sport femminile?
Lo sport femminile ha un grande futuro. Donne forti e determinate stanno raggiungendo grandi successi in tutte le discipline. Basta guardare il medagliere degli sport invernali in corso a Pyeongchang.
Per quanti riguarda il rugby league siamo tutte determinate a diffondere la disciplina nel nostro paese. Siamo fiduciose che crescerà nei prossimi anni con il bellissimo programma che Tiziano Franchini, Matt Sands, Salvatore Pezzano e tutta la famiglia della FIRL stanno portando avanti.


 


Published 23/02/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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Verso Francia-Italia – Intervista ai ct Tiziano Franchini e Salvatore Pezzano [MondoSportivo.it]

Tutto pronto per la sfida di rugby league Francia-Italia under 19 e femminile. Nella giornata di venerdì la comitiva azzurra partirà alla volta di Tolone (Var, regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

Città che, oltre a essere il porto principale della marina militare francese, vive e respira rugby: il Rugby club toulonnais, squadra di rugby a 15, ha vinto 4 campionati francesi, 2 Coupe de France e 3 Heineken/Champions Cup, mentre lo Sporting treiziste toulonnais ha vinto il Nationale 1 nel 2017 ed è in piena crescita.

Animeranno la giornata di sabato 24 febbraio due sfide ricche di fascino e importanti tanto per la Fédération française de rugby à XIII (FFR XIII) quanto per la Federazione Italiana Rugby League (FIRL). Uno snodo importante verso gli appuntamenti futuri e un possibile incrocio ai quarti di finale dell’Europeo Under 19 in Serbia (Belgrado, agosto) e a livello femminile.

Allenano le spedizioni azzurre i tecnici Tiziano Franchini, vice-presidente FIRL e ct dell’Italia League femminile, e Salvatore Pezzano, membro del board federale e Responsabile per lo sviluppo delle Giovanili, tecnico degli azzurrini. Oltre al lavoro svolto sul campo alla guida dei club Leoni Veneti e Spartans XIII Catania, i due coach sono stati recentemente impegnati in Australia nello staff della Nazionale alla Rugby League World Cup 2017, hanno nel curriculum certificazioni Rugby League European Federation (RLEF) e tengono stage e corsi durante tutto l’anno.

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Published 22/02/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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La Federazione Italiana di Rugby League programma il suo 2018

La Federazione Italiana Rugby League si appresta a vivere un 2018 ricco di attività e novità. Nell’ultimo consiglio direttivo fderale, infatti, la Federazione ha approvato un piano di sviluppo per i prossimi 4 anni che si prefissa di raggiungere obiettivi ambiziosi e importanti per il movimento del XIII italiano. Ma di cosa stiamo parlando?

Per prima cosa la FIRL vuole aumentare il numero dei tesserati, lavorare ancor meglio sul territorio al fine di creare delle realtà che operino nel Rugby League per tutto il corso della stagione. Allo stesso tempo, poi, si lavorerà sul creare un campionato italiano sempre di maggior interesse, tanto dal punto di vista del maschile, quanto di quello femminile.

Per quanto riguarda le giovanili, invece, che rappresentano le fondamenta di qualsiasi movimento, si sta pensando a strutturare un torneo U19, questo anche in vista dello spareggio Europeo che la nazionale giocherà a maggio a Fogliano di Redipuglia, in vista del Campionato Europeo di agosto in Serbia.

Questo investimento sulla base, si fonderà, anche, su un cambio di mentalità degli operatori del rugby League italiano che cercheranno di sviluppare il gioco del rugby League attraverso nuove metodologie di allenamento e di formazione

Sono, infatti, previsti in previsione per il 2018, gli ormai usuali corsi di allenatori e di arbitri di primo livello CATO (programma di formazione RLEF), corsi di secondo livello, e corsi di formazione per dirigenti FIRL.

Dal 2018, poi, oltre al campionato italiano maschile seniores e juniores, si creerà un campionato femminile e uno dedicato al Wheelchair, dopo la positiva esperienza della partecipazione alla Coppa del Mondo in Francia. 

ATTIVITA’ INTERNAZIONALE SENIORES – MASCHILE

La volontà della FIRL è quella di creare dei gruppi di lavoro sul territorio che permettano agli atleti di accrescere il proprio livello, questo per strutturare un lavoro che porterà i migliori giocatori del territorio a giocare il mondiale inglese del 2021. Le amichevoli dell’Italia si stanno decidendo assieme alle tante nazionali emergenti e ad alcune più strutturate del panorama League Europeo

© SportsCode

ATTIVITA’ INTERNAZIONALE SENIORES – FEMMINILE

LA FIRL sta lavorando per diffondere la disciplina e ha già creato dei gruppi di lavoro. Per le ragazze ci saranno incontri internazionali per accrescere il livello e l’esperienza nel codice. Si partirà dalla Francia, per poi affrontare il Libano e, sicuramente, una nazionale d’oltremanica.

ATTIVITà INTERNAZIONALE JUNIORES

LA FIRL intende lavorare sul territorio al fine di strutturare un gruppo di lavoro che porterà alla costituzione della nazionale di categoria che sfiderà in amichevole la Serbia – data ancora da decidere – e si giocherà la partecipazione all’Europeo di Agosto giocando lo spareggio il 19 maggio contro l’Ucraina, a Fogliano di Redipuglia.



Comunicato Stampa Federazione Italiana Rugby League

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