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Wheelchair Rugby League: tutto è pronto per l’esordio dell’Italia al Mondiale in Francia

Gli Azzurri esordiranno domani alle 16.30 contro la Scozia. Nell’amichevole pre – Mondiale vittoria di misura sulla Spagna (32 – 30)

L’Italia FIRL (Federazione Italiana Rugby League) è pronta ad esordire nella Coppa del Mondo di Wheelchair Rugby League: gli azzurri, guidati dal tecnico francese Robert Fassolette, esordiranno domani alle 16.30 contro la Scozia presso lo stadio di Carcassonne; poi ci sarà la gara a Pamiers contro la Spagna il 22 luglio, sempre alle 16.30. SI tratta della prima partecipazione dell’Italia alla manifestazione Mondiale XIII di Wheelchair, ma gli Azzurri hanno già ben figurato nell’amichevole contro la Spagna dove sono riusciti ad imporsi di misura: 32 – 30 il risultato finale. Prima di Scozia-Italia, spazio ad Australia-Galles, che apriranno la manifestazione; alle 20, dopo la cerimonia d’apertura, il clou con la sfida tra i padroni di casa e campioni del mondo della Francia e l’Inghilterra. Sarà a tutti gli effetti la replica della finalissima iridata del 2013 (44-40 a Gillingham). <<Sono entusiasta della partecipazione dei ragazzi a questa Coppa del Mondo e fiero dell’atteggiamento che fin da subito hanno messo in campo – commenta Orazio D’Arrò, presidente della Federazione Italiana di Rugby League – mi aspetto che questa squadra cresca, si diverta e si tolga tante più soddisfazioni possibile. Per il futuro cercheremo di dare spazio e coinvolgere quanti più ragazzi riusciremo, abbiamo un progetto di sviluppo da portare avanti assieme al nostro head coach Robert Fassolette, un’istituzione di questa disciplina. Come vedo l’esordio con la Scozia? Non sarà facile, sicuramente, Questa squadra, tuttavia, ha cuore, grande qualità e voglia di vincere>>. 

Di seguito i convocati dell’Italia di Wheelchair Rugby League: Lodico, Ferrari, Filice, Howarth, Pennella, Guttadoro, Verdi, Barat, Guigou; All. Robert Fassolette. 

Per chi volesse avere maggiori informazioni scrivere a info@firl.it 

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Terry Campese: “Mi sto preparando alla Rugby League World Cup. Girone duro, ma l’Italia ce la può fare”

Per gentile concessione E’ Rugby/FIRL

Nell’immaginario collettivo del rugby italiano, il cognome Campese rimanda subito a David, tre quarti ala dell’Australia, capace di mettere insieme 101 presenze in maglia Wallabies nonostante nell’era pre pro si giocassero molti meno test.
Nativo di Queanbeyan, figlio degli italiani Gianantonio and Joan Campese, David passò anche per il campionato italiano, con una parentesi al Petrarca Padova (1984-88) e un’altra all’Amatori Milano tra il 1988 e il 1993. L’uomo del goose-step (passo dell’oca), autentico innovatore dell’ovale in entrambi gli emisferi, specialmente considerando che non si era ancora arrivati al professionismo.

Ma al professionismo ci era arrivato, e da parecchio, il rugby league, l’altro ‘codice’ del mondo ovale. Qui, con 2 giocatori in meno, fasi statiche ridotte e meno ‘respiro’, ecco che il cognome Campese si è fatto strada grazie a Terry, nipote del famoso David e anch’egli giocatore molto popolare presso il pubblico australiano. 1 presenza con i Kangaroos, 2 col Prime Minister XIII (la nazionale ‘A’ dell’Australia) e 1 con New South WalesCampo si è distinto soprattutto a livello di club – come Five-eighth e Halfback – con la maglia dei Canberra Raiders tra il 2004 e il 2014.

La sua squadra del cuore (Queanbeyan, 37 mila abitanti, dista solo 15 chilometri da Canberra) ma soprattutto l’ex squadra di Mal Meninga, la leggenda: un pubblico ben abituato, difficile da accontentare eppure soddisfatto da 10 anni ad alto livello, 139 presenze e oltre 300 punti.

Brian King / Per concessione KingsPix e FIRL

Passato per il campionato inglese (Hull KR, 2015–16), Terry decise già nel 2013 di onorare le origini familiari del padre e della famiglia e di indossare la casacca azzurra alla Coppa del Mondo, ma dovette rinunciare per un infortunio.
Questa volta invece nemmeno il ritiro dal league che conta – dopo l’esperienza in Super League è tornato ai Queanbeyan Blues come allenatore/giocatore – sembra poterlo fermare: ha preso parte, dirigendo le operazioni in mediana e facendo la differenza con la sua visione di gioco, alle qualificazioni iridate lo scorso autunno a Belgrado (14-62 alla Serbia), Monza (14-20 dal Galles) e Leigh (76-0 alla Russia e premio di Man of the Match) e farà di tutto per convincere il ct Cameron Ciraldo e i suoi assistenti Anthony Minichiello e KellyRolleston a inserirlo nella lista dei convocati alla Rugby League World Cup di questo autunno (26 ottobre/2 dicembre).

La sensazione è che quando il livello si alza a un mediano con la competenza e il talento di Campese non si possa rinunciare. Per questo lo abbiamo intervistato, nel pieno della stagione dei Blues, a poco più di 100 giorni dal Mondiale.

Ciao Terry. Ti stai preparando per la Coppa del Mondo? 
Sì, mi preparo per il Mondiale, giocando con i Queanbeyan Blues. Sarò pronto a scendere in campo e dare il mio contributo se convocato, come spero. 

Per gentile concessione Federazione Italiana Rugby League

Hai giocato per la Nazionale lo scorso autunno, dopo esserci stato molto vicino nel 2013. Cosa significa per te rappresentare l’Italia? 
Sai, è stata una bella esperienza giocare le qualificazioni mondiali. Mi sono trovato bene in ritiro coi ragazzi e abbiamo fatto davvero gruppo. Rappresentare l’Italia è per me soprattutto un onore, essendo mio padre nato lì e avendone lui sempre parlato con trasporto. 

Quali sono le tue radici italiane? 
Come detto, mio padre è nato in Italia, per poi trasferirsi a Queanbeyan, in Australia. La maggior parte dei suoi fratelli e delle sue sorelle tuttavia rimasero in Italia, nel nord est vicino Verona. Abbiamo passato un paio di settimane in quella zona in visita, quando ho giocato in Inghilterra. 

Di sicuro, rispetto alle qualificazioni, il livello si alza quando si passa alla Coppa del Mondo. Pensi che possiamo pensare ai quarti? 
Nel rugby league tutto è possibile. Sicuramente l’Italia ha un gruppo difficile (Figi, Stati Uniti e l’incrocio con l’Irlanda dal gruppo C) ma sono sicuro che, quando servirà, lo staff tecnico avrà fra le mani una squadra pronta a giocarsela. 

Tra i giocatori dell’Italia, chi può spiccare secondo te? 
Difficile esprimersi prima delle convocazioni. Ma i nomi più ovvi sono quelli di James Tedesco e Paul Vaughan; c’è da dire che entrambi sono così forti e stanno giocando così bene che potrebbero essere considerati anche dalla nazionale australiana. 

10 novembre, Figi-Italia al Canberra Stadium sarebbe per te un modo per salutare ancora una volta i tuoi tifosi di sempre. Ti senti ancora un Raider?
È la squadra che ho tifato sin da bambino, ci sono cresciuto. Ho così tanti bei ricordi dei mio periodo con la maglia di Canberra e ci sono ancora diversi miei buoni amici in rosa. Devo comunque dire che mi son trovato bene anche durante la mia militanza in Inghilterra (Hull KR, ndr) e che mi piace il mio ruolo attuale con i Queanbeyan Blues. Mi piace lavorare con i ragazzi e c’è davvero tanto talento in squadra: vorrei un giorno vedere qualcuno di questi giocatori giocare a livello più alti. Mi piacerebbe poi continuare ad allenare, magari a livello professionistico se dovesse arrivare questa possibilità in futuro. 

Ti manca la NRL? 
No, nel senso che tuttora lavoro per la lega come ambasciatore del rugby league: amo rappresentare e portare avanti il nostro bellissimo sport. La NRL sta facendo tante ottime cose per la comunità e farne parte e dare una mano mi rende felice. 

In Italia, il cognome Campese fa pensare al rugby union più che al rugby league. Cosa pensi si potrebbe fare per far appassionare gli italiani a questo sport? 
Il modo migliore per incoraggiare le persone a seguire il rugby league è semplicemente portarle alle partite. È un gioco bellissimo da vedere: una volta viste le partite e seguita la Coppa del Mondo, i tifosi verranno. 

Chi pensi sarà la stella della Rugby League World Cup? 
Beh, Cameron Smith ha dimostrato pochi giorni fa nello State of Origin di poter essere tuttora la stella assoluta. Del resto gioca in un ruolo che io considero il più importante nel gioco e lo ha dominato per più di dieci anni. 

N.B.: per facilitare la diffusione internazionale del contenuto, pubblichiamo di seguito il testo in inglese dell’intervista.

Hi Terry. Are you preparing for the World Cup?
Yes I am preparing for the world cup by playing for the Queanbeyan Blues.  If hopefully I am picked and I will be ready to play.

You played Int football for Italy last Autumn, but you had come very close to it in 2013. What does it mean for you to represent the country?
It was a great experience playing in the qualifiers I enjoyed camp and we all got along really well, it’s a great honor to represent Italy: my pop was born there and always talked fondly of Italy.

Tell me something about your family’s roots in Italy…
My pop was born in Italy and moved to Queanbeyan. The majority of his brothers and sisters remained in Italy: they are from North Italy, near Verona. While we were playing in the UK we spent a few weeks in that area.

World Cup games are more difficult than Qualifiers. Do you think we have chance to get to the QF?
Anything is possible in Rugby League Italy have a tough pool but I am sure the coaching staff will have the team ready to go come game time.

Name an Italian International who will surprise at the World Cup.
It’s hard until the side is picked but the two obvious choices are Tedesco and Vaughan but both of these players have all I think are playing so well that they will be in contention to make the Australian side. 

Playing in Canberra at the RLWC could mean having a farewell with the Raiders’ fans. Do you still feel a Raider?
It’s the team I grew up loving and I have many fond memories of my time in green and still have some good mates playing in the team but in saying that I enjoyed my time in the Uk and I am loving my role with the Queanbeyan Blues at the moment.  I enjoy working the boys and there is a lot of talent there and I would really like to see some of these guys go on to play at a higher level.  I would love to continue coaching professionally if I ever have the opportunity. 

Do you miss the NRL?
I am working for the NRL as an ambassador of the game and I love representing our great game.  The NRL are doing some wonderful things in the community and I enjoy being a part of that. 

In Italy, your surname is more famous for rugby union than rl. How can the Azzurri make people like rugby league?
The best way to encourage more people to follow rl is to get people to the games the game of rl is great to watch and I think if more people got to the games and watched the world cup then the fans will follow. 

Who do you see as the star player of the tournament?
Cameron Smith just proved in Origin that he will be the player to watch. He plays the position that I think is the most important in the game and he has dominated this position for over a decade.

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Davide Lodico (Italia Wheelchair Rugby League): “Allenarmi mi fa star bene con me stesso. Il Mondiale? Una gradita sorpresa”

Prende il via giovedì 20 luglio la terza edizione della Wheelchair Rugby League World Cup, la Coppa del Mondo di rugby a XIII in carrozzina. La nazionale italiana, alla prima partecipazione in assoluto, affronterà Scozia e Spagna a Carcassonne e Pamiers; prima però spazio a un’amichevole preparatoria martedì 18 a Limoux (ore 15) contro gli stessi spagnoli, in double header con la supersfida Francia-Australia.

La Nazionale gode del privilegio di essere guidata da Robert Fassolette, l’ideatore del gioco ed ex team manager della Francia detentrice del titolo iridato.
Tra i convocati figura il siciliano Davide Lodico (WCR Catania), che abbiamo intervistato.
La Wheelchair Rugby Catania è la prima società di rugby in carrozzina del Sud Italia. Nata un anno e mezzo fa, ha fatto da portabandiera alla Giornata dello Sport a Catania ed è – per numero di iscritti – la seconda società italiana. La convocazione di Davide alla Coppa del Mondo è ovviamente frutto del lavoro di club, staff tecnico e giocatori, soprattutto degli juniores. Allena il Catania Antonio Luca Cuddètecnico e arbitro di rugby union e rugby League.

Ciao Davide, parlaci un po’ di te.
Ho 25 anni e sono un ragazzo disabile dalla nascita. Vengo da Gravina di Catania [comune di 25 mila abitanti, 20 minuti dal capoluogo, ndr]. Ho praticato come sport il nuoto, per parecchi anni ma non a livello agonistico. Ultimamente sono passato al basket in carrozzina, per 2 anni, mentre da circa 1 anno ho aggiunto anche il rugby in carrozzina. Faccio anche palestra.

Immagine fornita dall’intervistato

Come ti sei avvicinato al Wheelchair Rugby League? Ci sono molte differenze rispetto al Wheelchair Rugby?
Mi sono avvicinato prima al rugby, perché vedevo che con il basket avevo un po’ di difficoltà a livello fisico. Ho conosciuto Salvatore Mirabella, presidente della mia squadra di rugby, e ho scoperto così uno sport molto più pratico e semplice per me. Sulle differenze tra rugby e rugby league in carrozzina, ce ne sono parecchie. A iniziare dal tipo di palla usata (ovale nel league), per non parlare dei vari tipi di passaggio e le regole.

Cosa ti aspetti da questo Mondiale? Ti aspettavi la convocazione?
La chiamata sinceramente non me la sarei mai aspettata. Certo, mi ero posto un traguardo già da quando mi allenavo a basket: poter partecipare a un campionato ufficiale con una squadra ma sinceramente non avrei pensato di partecipare a una competizione di questi livelli, che ovviamente spero vada al meglio per l’Italia. Questa è la mia prima esperienza a competizioni internazionali.

Cosa significa per te lo sport in carrozzina? 
Lo sport per me è tutto! Oltre a servirmi a stare bene fisicamente, mi serve pure come sfogo. Lo sport così come la palestra. Cerco allora di saltare il minor numero di allenamenti possibile, perché proprio mi sento bene con me stesso quando mi alleno. 

Grazie e in bocca al lupo per il Mondiale!
Grazie mille, spero che questo Mondiale possa essere la prima di tante esperienze in questo sport emozionante!

Immagine fornita dal Wheelchair Rugby Catania
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FI – TA sponsor tecnico dell’Italia League

Accordo biennale tra la FIRL e il marchio rugbistico specializzato nel rugby a XIII 

 

FI – TA è il nuovo sponsor tecnico dell’Italia League: la Federazione Italiana Rugby League, infatti, è riuscita a chiudere un accordo di due anni con il marchio d’abbigliamento dedicato al rugby a XIII; la FI – TA garantirà supporto alla nazionale italiana, a quella Emergenti, al settore femminile, a quello iuniores e anche al campionato italiano. <<Sono orgoglioso e soddisfatto di essere riuscito a chiudere questo accordo di partnership – commenta Orazio D’Arrò, presidente della FIRL, Federazione Italiana Rugby League – nell’anno della Coppa del Mondo volevamo stabilizzarci anche dal punto di vista del materiale tecnico e con questo legame ci siamo riusciti. Stiamo lavorando sodo, a 360°, per garantire il massimo al nostro movimento. Dobbiamo strutturarci sempre meglio e questo è un altro piccolo, grande passo verso quegli standard internazionali di organizzazione che vogliamo raggiungere. Il materiale, poi, sarà disponibile sul sito della FI – TA (www.shop.fi-ta.com.eu), nell’apposito shop e su quello della FIRL, di prossima pubblicazione>>. 

 

 

 

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Rugby League: tre italiani giocheranno in Australia, nei Tully Tigers

Gli atleti FIRL, Celerino, Pezzano e Boscolo, vivranno un’esperienza di vita e sport in Australia 

 

 

Tre italiani hanno abbracciato un progetto della FIRL (Federazione Italiana Rugby League) e giocheranno in Australia, nei Tully Tigers (www.tigersleaguesclub.com.au/rsl): Celerino, il veterano del gruppo, con all’attivo già un Mondiale sulle spalle, Boscolo e Pezzano, infatti, si trasferiranno nel Queensland per accrescere le proprie doti di giocatori di rugby a XIII. La Federazione ha instaurato questo progetto legato al Rugby League nel tentativo di dare la possibilità a giocatori ed appassionati di provare l’esperienza del XIII direttamente in Australia. Non è la prima volta che la FIRL manda in Australia dei giocatori italiani per crescere: nel 2012, infatti, Matthew Sands e Fabio Nannini avevano giocato con i Liverpool Saints. Questo scambio permetterà ai singoli di vivere un’esperienza di vita incredibile e, allo stesso tempo, crescere come giocatori di League. Tutte e tre gli atleti, poi, sono nel giro della nazionale italiana e, in vista dei prossimi Mondiali (tra ottobre e novembre, proprio in Australia) questa esperienza li metterà sicuramente in condizione di potersi giocare un posto nel gruppo azzurro che vi parteciperà. Ma a chi è rivolto questo scambio di giocatori con l’emisfero australe? Questo progetto è aperto a tutti i tesserati FIRL cha vogliano crescere attraverso le opportunità che la Federazioneconcede ai propri giocatori. <<L’’obiettivo della FIRL è quello di sviluppare e propagandare il rugby League in Italia, ma altresì è quello di far crescere sia i giocatori che, di conseguenza, il movimento italiano di rugby a XIII – commenta Orazio D’Arrò, presidente della Federazione Italiana Rugby League – Queste opportunità sono alla portata di tutti i nostri tesserati. Sono orgoglioso dei giocatori che stanno iniziando questa splendida esperienza, tutti si sono già distinti con i colori azzurri e sono sicuro che dopo questa esperienza torneranno con un bagaglio importante sia tecnico, che culturale>>.

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Con Robert Fassolette alla scoperta del Wheelchair Rugby League

Esordio assoluto per la nazionale italiana alla Coppa del Mondo di Wheelchair Rugby League (rugby league in carrozzina). Una disciplina nata in Francia, in crescita e in grado di coinvolgere sia atleti disabili che atleti normodotati: un modo molto efficace di avvicinare le persone e facilitare la comprensione dell’altrui punto di vista, dello sguardo dell’altro.
Il Wheelchair Rugby League, ideato e sviluppato da Robert Fassolette e Wally Salvannel 2004, vive quest’anno il suo terzo Mondiale, dopo Australia 2008 e Inghilterra 2013; inserita nell’ampio programma del Festival of World Cups (Forze Armate, Mondiale Studentesco, league femminile), la manifestazione sembra riservare alla Francia padrona di casa il ruolo di favorita, per il livello raggiunto dal gioco localmente e per la competitività dimostrata nelle edizioni passate. Ma occhio anche agli inglesi, dal sicuro dente avvelenato dopo la finale persa 4 anni fa.

Immagine fornita dall’intervistato

Per la prima volta, ci siamo anche noil’Italia di Wheelchair Rugby League affronterà Spagna e Scozia. Difficile dire chi parta coi favori del pronostico, ma la presenza dello stesso Fassolette, italo-francese ex team manager dei transalpini, autorizza un certo ottimismo: non siamo oltralpe per fare numero, questo è sicuro.

Per capirne di più e delineare un quadro generale, abbiamo contattato – grazie al tramite della FIRL (Federazione Italiana Rugby League) – proprio il ct della Nazionale. Che di parlare di rugby in carrozzina ha una voglia matta e non smette di stupirci per passione, orgoglio e competenza durante tutta l’intervista.

N.B.: per facilitare la diffusione internazionale dell’intervista, data l’imminenza della Coppa del Mondo, pubblichiamo anche il testo in inglese.

Per gentile concessione FFR XIII – Fédération Française de Rugby à XIII

Ciao Robert. Se cerco in rete qualcosa sul Wheelchair rugby league, leggo subito il tuo nome accanto a quello di Wally Salvan. Siete i pionieri di questo sport. Mi puoi raccontare come è stato creato e da dove è venuta l’idea?
Nel 2000, sia io che Wally provammo a far nascere un club di rugby league a…Vichy. Vuoi per un residuo degli anni della Seconda Guerra Mondiale, vuoi per altro, le autorità locali – legate al mondo del rugby union – si opposero al progetto. A questo punto, per permettere veramente al league di irrompere nella scena, decidemmo di organizzare una partita di rugby league in carrozzina e di farla trasmettere dal programma tv Telethon. E così si fece! Venne richiesto a una squadra di basket in carrozzina di unirsi al nostro progetto. L’accordo era di allenare questi atleti per il Wheelchair rugby league, di sfruttare la loro esperienza sportiva e di farli giocare a league contro la squadra di normododati del Roanne, allora in Elite 2. I giocatori del Roanne non avevano mai usato le carrozzine e il risultato fu netto: 56-0 a favore dei giocatori di basket in carrozzina! 
Dopo questa fase embrionale, molti disabili si mostrarono interessati e così si decise di andare avanti. A scrivere delle regole vere e proprie per il gioco mi convinse un giocatore di basket in carrozzina, che mi disse: “Quando gioco a basket, non tocco mai il pallone. Faccio soltanto blocchi, essendo la mia disabilità molto grave. Invece a WChair RL gioco molto spesso il pallone e mi diverte giocare…“. 
Se un giocatore di pallacanestro si divertiva, allora potevano farlo tutti…
Successivamente, Wally lasciò il progetto e rimasi io a lanciare il gioco a livello internazionale. Ci fu un primo pionieristico tour in Australia nel 2004 e ne arrivò un altro in Gran Bretagna nel 2005. Sorprendentemente, né l’una né l’altra delle roccheforti del rugby league aveva pensato sin lì di adattare il gioco e crearne una versione per atleti disabili…
Devo comunque essere sincero: non si sarebbe potuto realizzare nulla senza il contributo finanziario di Axa Assicurazioni, con la loro associazione “AXA Atout Cœur“. 

Qual è il segreto di questo sport? 
La cosa bella del Wchair RL è che è uno sport aperto, giocato sia da normodati che da disabili. Gli atleti normodotati accettano solamente di “fare un passo” verso i loro colleghi disabili, dovendo restare legati alla carrozzina (grembo, ginocchia e caviglie). È il modo migliore per facilitare e favorire la comprensione reciproca tra normodati e disabili. In generale, la società cerca di facilitare le persone colpite da disabilità ed è una cosa buona, ma solo una delle possibilità. Il Wheelchair Rugby League offre un’altra dimensione: apre il mondo del disabile agli altri. Dice: proviamo a porci nel punto di vista dell’altro. 

Sei attivo anche nel rugby union, oltre al league?
No, il mio unico rugby è il rugby league. Non potrei mai impegnarmi nel rugby a XV per via dell’atteggiamento di questo movimento sportivo e dei suoi dirigenti durante la Repubblica di Vichy e l’occupazione tedesca (Seconda Guerra Mondiale), quando l’union si avvantaggiò del fatto di avere molti collaborazionisti tra i propri dirigenti e approfittò per sradicare il league dalla Francia. Portandone via beni e proprietà…Col pretesto di “riunificare” il gioco del rugby nel paese. Nessuno ha restituito nulla al rugby league e tuttora come sport soffriamo a causa dei fatti di Vichy.

Eppure la Francia ha una grande e antica tradizione di rugby league, nonostante lo sport non sia popolare come il calcio e il rugby union stesso. C’è qualche cambiamento in atto?
Direi di no, anzi le cose stanno peggiorando. Il problema principale è che al rugby league non viene permesso di essere insegnato nelle scuole, essendoci “un solo rugby ufficiale in Francia”. Senza le scuole, uno sport non riesce a sopravvivere su scala nazionale: la scuola ti dà non solo i giocatori ma anche soprattutto potenziali spettatori e tifosi e l’interesse e la passione di amministratori, insegnanti, docenti universitari, giornalisti, manager d’industria…Tutti di supporto allo sport.

Ci sono giocatori che praticano altri sport oltre a questo? 
Molti giocatori hanno un percorso parallelo anche nel basket in carrozzina. 

Veniamo al Mondiale. Francia favorita, da detentrice del titolo e padrona di casa?
Decisamente. Penso proprio che la Francia sarà un osso duro per tutti. Se i francesi sfruttano tutto il loro potenziale, la vedo male per gli altri.

Piccolo passo indietro. È il 2013 e la Francia batte l’Inghilterra a Gillingham, in finale. Non capita spesso di vedere la nazionale francese battere gli inglesi nel rugby league. O almeno, non capitava da tantissimo…
All’epoca, gli inglesi furono davvero un osso duro e non lasciarono nulla di intentato, cedendo il titolo mondiale vinto nel 2008 in Australia. Tra l’altro giocavano in casa, per cui le motivazioni erano ancora maggiori…La Francia era comunque molto competitiva e ben messa in campo, venendo da una semifinale persa nel 2008 in maniera un po’ controversa (20-22), che le impedì di trovare già nella prima Wheelchair Rugby League World Cup l’Inghilterra, arcirivale. Diciamo che la finale fu solo “rinviata” a 4 anni più tardi e che andammo ad affermarci finalmente come la nazionale più forte del mondo. Vincere un trofeo iridato contro gli inglesi campioni in carica e a casa loro non era mai successo in 80 anni di storia del league in Francia. La squadra di rugby league in carrozzina scrisse la storia. Sono molto fiero di essere stato il loro team manager e di aver dato alla nazione il primo titolo mondiale in questo sport. Peraltro, vincere quel trofeo impedì agli australiani di fare il  Grand Slam di Coppe del Mondo quell’anno. 

E adesso ci provi con l’Italia. Come sei arrivato ad allenare gli azzurri?
Ho origini italiane: i miei nonni venivano da Biella (Piemonte) e il nostro cognome originale era “Fassoletto”, senza la “doppia z” italiana visto che la pronuncia e la graffia venivano “francesizzate” in Piemonte. Per aumentare l’audience dello sport e promuoverlo, abbiamo deciso di chiedere a giocatori francesi di nascita ma italiani o spagnoli di origini familiari di mettersi in gioco per le loro terre d’origine. È stato così possibile allargare il numero delle nazionali partecipanti, rispetto al passato. Sfortunatamente l’Irlanda non è riuscita a esserci, altrimenti sarebbero stati pensabili due pool da 4…
Per l’Italia, oltre a giocatori di origini italiane, giocheranno 3 giocatori di provenienza e produzione italiana. 
Circa il mio coinvolgimento, dato che ormai la nazionale francese è già ben avviata e rodata col suo staff, ho scelto di aiutare il mio paese d’origine, con la mia esperienza e competenza nel gioco. Spero così di dare una mano e di contribuire a far crescere in Italia il WChair RL. 

Per gentile concessione RFL Wheelchair Rugby League

Affronteremo Scozia e Spagna. Come valuti queste squadre? 
La Scozia può essere un buon target per l’Italia, dato che sono una forza ancora a livello emergente nel WRL. La Spagna assomiglia molto all’Italia per organico e qualità e potrebbe uscirne un buon test. Sicuramente gli spagnoli saranno un avversario duro da battere. 
L’obiettivo per noi è passare il turno dalla pool 2, per giocare i quarti di finale (potenzialmente contro Australia o Galles) e, perché no?, magari qualificarci alla semifinale. Francamente, credo che Francia e Inghilterra siano ancora una spanna sopra il resto del mondo, nella disciplina. 
L’Australia è un po’ un’incognita, dato che non l’abbiamo vista giocare dall’ultima edizione, dove fu battuta nettamente dai francesi. Ma proprio per questo, non ci sono dubbi che arriverà in Europa più pronta che mai. E teniamo a mente che quella Coppa del Mondo avrebbero dovuto ospitarla loro: sicuramente avranno preparato la loro squadra!

Pensi che il Wheelchair Rugby League possa diventare popolare anche in Italia? 
Non vedo perché no. Ovunque è stato portato, è stato un vero successo. Non c’è nessuna ragione perché questo sport non si radichi anche in Italia. 
L’unica difficoltà, anche qui, può essere di tipo politico, se per esempio il rugby union si mettesse in mezzo e andasse a ostacolare l’espansione del codice ‘rivale’. Nelle sue corde tuttavia non c’è la capacità di adattarsi bene al wheelchair rugby: immagina soltanto una maul fatta di carrozzine! 

Per facilitare la comprensione del gioco, potresti brevemente riassumercene le regole?
Il Wheelchair Rugby League ha esattamente le stesse regole e gli stessi principi di tutti i “running games”. Palla ovale, al chiuso, 5 contro 5 in un campo da pallamano; il pallone si passa all’indietro e l’obiettivo è segnare una meta prima del sesto tackle. I ‘calci’ si fanno con il pugno. Per le conversione e le penalità usiamo un “high tee” che permette di mettere la palla all’altezza giusta, prima di essere colpita per andare verso i pali, ovviamente di dimensioni ridotte (traversa alta 2 metri da terra, con pali distanti 3 metri uno dall’altro e alti 5). Si placca piazzando un nastro di velcro su entrambe le maniche delle maglie dei giocatori (sulla parte alta della spalla, vedi video).

Grazie Robert per le risposte e per il lavoro che fai. Ti va di dire qualcosa agli appassionati italiani, perché si appassionino al Wheelchair Rugby League? 
Cari tifosi italiani di rugby league, vi divertirete davvero a guardare il WChair RL. È uno sport eccezionale e ha tutte le caratteristiche dei running game. Vi “scorderete” subito delle carrozzine e vi concentrerete soltanto sul gioco: un vero rugby league giocati da atleti top. 

Per gentile concessione FFR XIII – Fédération Française de Rugby à XIII
 

Hi Robert. When I search online about Wheelchair rugby league, I find your name together with Wally Salvan’s as the games developers. Can you tell me how WRL was created and where the idea came from?
In 2000 both Wally and I tried to create a RL club in… Vichy. Was it a survival of the War years (see below)… the local authorities – RU connected and linked – opposed the project. To put RL on the scene, we decided to have Rugby on wheelchairs to be shown for the Charity TV program called ‘Telethon’. And that happened!
We went and asked a Wchair Basket-ball team to join the idea. The deal was to train them at RL on wheelchairs and to use their expertise to oppose 1st division RL players (able bodied/AB) of neighbor Elite 2 club of Roanne who will use wheelchairs for the 1st time. Score : dasbled basket-ball players 56 – Roanne RL ABs… 0 !!
The principle was born and the interest emerged for the disabled as what decided me to go further in writing proper rules came from a ‘lower point’ basket player who told me : “when I play basket I never get the ball, only making ‘blocks’ as I am heavily disabled ; at WChair RL I get the ball quite often and I enjoy it much…”
If one basket player enjoyed it, all could…
Then Wally left and I remained the one that launched the International part of the sport with pioneer tours to Australia in 2004 and GB in 2005. Quite surprisingly, the ‘majors of the sport’ never thought that RL could be adapted to the wheelchair practice.
But, nothing could have happened without the financial help of AXA Insurances , with their AXA “Atout Coeur” (brave heart) association – corporate funding.
The great thing of Wchair RL is that it is an open sport, played by both ABs and disabled : ABs just accept to make a step towards the disabled as the must be strapped to the wheelchair (lap, knee and ankles). The best way to enforce the mutual comprehension between ABs and the disabled. The general society tries to make it easier for the disabled and it’s a good thing, but just one way ; WChair RL provides another dimension : it opens the world of the disabled to the ABs. Let also see things the other way round.

10Are you involved in ru and rl both?
My one and unique Rugby is RL. No chance for me to get any involvement in RU because of the attitude of RU during the Vichy WW 2 years –German Occupation – when RU took benefit of having some of their high rank directors among the servants of the régime of the time (ministers and administrators) and they seized that “opportunity” to eradicate RL and steal all their assets and belongings… under the pretext of reunifying the game of Rugby in France. Nothing has been given back to RL that still suffers in France because of the “Vichy treatment”.

France does have a long rugby league tradition, though the code is not as popular as football and rugby union. Are thing changing?
Not at all. Things are even getting worse. The key question is that RL is not allowed to be taught in French schools as there is “only one official Rugby in France, RU”. Without school, a sport can’t survive nationally as school not only provides players, but mainly potential spectators and fans, politicians, teachers, university professors, journalists, industry managers… all good support for the sport. RL in France is deprived of all that help.

Are there players who play other sports while playing WRL?
Quite a few have a parallel carrier at WChair Basket-Ball.

This is going to be the third WRL World Cup, the 2nd to be held in Europe. France are the World Champions and are hosting this year’s tournament; are they the favourites?
Clearly YES. I really think that France will be a pain in the neck on the floor for all their opponents. If the host country can play full steam, it may be difficult to.

Back on 2013. It is not happening very often to see a French rl team beating England and it happended in Gillingham in the final. Can history be made again?
England were very keen to keep their World Trophy, conquered in Australia in 2008, as they were defending it on their home soil. France were extremely well prepared to combat their deception of the first World event when they were favorites. And only finished third after a controversial semi-final lost to Australia (20-22) that impeded them to play the more expected Final against England, the arch-rival. That Final was only postponed by 4 years and France made it finally clear that they were the top nation. Winning a World Trophy against English holders on their home soil had never happened before in the 80 years of the history of French RL. The wheelchair team did it. I am very proud of having been their national team manager and to have brought back to France the first ever World title of the sport.
In 2013, the French WChair team prevented Australia of achieving the Grand Slam of WCup victories as Wheelchair was the only title not to be conquered by the Aussies.

Now on Italy. How have you become Italy National Team coach?
I am of Italian extraction as my grand-parents were both from Piemonte (Biella) and my original name is FASSOLETTO, without the Italian “double z” as both pronunciation and writing are more ‘frenchized’’ in Piemonte.
As we’ve decided to take advantage of the RL international rule for eligibility to improve the audience of the sport, we just realized that quite a few French players were of Italian extraction (same for Spain). That’s why two new comers can emerge in the World of WChair RL, thus bringing to one more the participating nations (7), in comparison with the last edition of Medway (6). Unfortunately Ireland could not make it : that would have allowed 2 fool pools of 4…
Italy will play with 5 Italian-French, 2 Italian-Australian and 3 Italian homegrown players.
As France is well organized with their national team staff, I’ve decided to help my country of origin with both my experience and my expertise : I hope they will help to set Italy on the road to the future in WChair RL.

We are playing Spain and Scotland. How do you value these teams?
Scotland may be a good target for Italy as they are still emerging in the sport.
Spain, as they are built on the same shape of Italy, may be a good test and will represent a strong opposition.
The aim is to get out of the pool 2 to play the ¼ final (potentially against Australia or Wales) and why not qualify for the semis… In my opinion, France and England are still one step ahead of the rest of the world.
Australia remains unknown as we’ve not seen them since the last edition where they were heavily defeated by France. So, we have no doubt that they will come back to Europe much stronger than ever. And just bear in mind that they were supposed to host that WChair WCup : they might have prepared their team!

Do you think Wheelchair Rugby League can be developed and become popular in Italy?
There is no reason that the sport does not expand in Italy. Anywhere you try it, it’s a real success.
The difficulty will be once again on the political side that will see RU interfere to stop the expansion of a rival sport as they not in capacity to produce an adaptation of their sport to wheelchair : just imagine a maul of wheelchairs!

Briefly, could you summarise the rules of the game?
Exactly the same rules and principles of the running games : oval ball played indoor by 2 teams of 5 on a hand-ball floor, passing the ball backwards to score tries before the sixth tackle; kicks are made with the fist : for conversions and/or penalties we use a “high tee” allowing to put the ball at the correct height before being struck to go through reduced in size posts (cross bar at 2m from the ground with posts 3m apart and 5m high).
Tackles are made by seizing a tag, velcroed on each sleeve of the players’ jerseys (shoulder high).

Thanks Robert for your answer and for the work you do. Say something to Italian rugby fans to make them stay close to Italy WRL Team!
Dear Italian RL fans : you will really enjoy watching WChair RL as it is an exceptional sport with all the specificities of the running game; you will soon forget the wheelchairs only concentrating on the real game of RL played by top athletes.

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Rugby League: dal 2018 ritornerà il Campionato Europeo U19

L’Italia si giocherà la partecipazione in uno spareggio contro l’Ucraina XIII U19 

La Rugby League European Federation (RLEF) ha annunciato che dal 2018 ci sarà nuovamente il Campionato Europeo U19: dopo 12 anni di nulla, la macchina organizzativa del Rugby League Europeo ha, infatti, deciso di tornare ad investire in maniera programmata e costruttiva sul rugby giovanile. La prima edizione si terrà nell’agosto 2018 in Serbia e più precisamente a Belgrado. Vi parteciperanno nazionali come l’Inghilterra, la Francia, l’Irlanda, il Galles, la Scozia, la Russia, la Serbia, mentre l’Italia League dovrà giocarsi la qualificazione in una partita da “dentro o fuori” contro l’Ucraina, la prossima primavera sul campo del Rugby Fogliano Asd.

<<Sono molto orgoglioso ed entusiasta di sostenere un progetto giovanile così ambizioso – commenta Tiziano Franchini,vice – presidente della FIRL (Federazione Italiana Rugby League) – siamo contenti, in particolare, perché questo ci permetterà di mettere alla prova i nostri giovani in un livello internazionale e sostenerli così nella loro crescita rispetto al rugby league. Il rugby giovanile rappresenta le fondamenta del nostro movimento e l’entrata in questo torneo ci permetterebbe di testare quanto stiamo provando a seminare in Italia con allenamenti mirati e campionato juniores, Abbiamo un anno per preparare al meglio la gara contro l’Ucraina, ma sono fiducioso perché vedo sempre più giovani avvicinarsi a questo sport>>.

EUROPEO U19 – BELGRADO (SERBIA) 2018, le squadre partecipanti:

Inghilterra
Francia
Serbia
Russia
Scozia
Galles
Irlanda
Una tra Italia e Ucraina

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