--- SERBIA vs ITALIA: 14 – 42 ---I nostri sono riusciti a rimanere aggrappati alla Coppa Europa battendo nettamente la Serbia.
La differenza tra le due formazioni è stata l'apporto dei ragazzi australiani che sono stati inseriti nel team italiano. Infatti le due formazioni hanno battagliato nell'apertura del match sostanzialmente alla pari. E' stata la Serbia inizialmente a portarsi avanti con un'azione iniziata dalla terza linea (13) Dalibor Vukanovic che ripartendo dopo il 5^ placcaggio è riuscito a liberarsi e a consegnare l'ovale a Radovanovic che al 13° ha varcato la linea di meta. Ancora peggio sembrava mettersi al 16° quando Quintadano, commettendo avanti subito dopo la ripartenza, consegnava una mischia alla Serbia vicinissima alla linea di meta, che è stata superata facilmente dopo qualche azione da Pesic, mentre BrKic trasformava il 10 – 0. Da qui in poi è stata (quasi) solo Italia. E' Falcone a segnare meta al 28° dopo aver rotto diversi placcaggi. Viene seguito di li a poco da Vicelich, Veronese converte entrambe, 10-12. La Serbia al rientro in campo mostra una forte determinazione e sembra possibile una rimonta dopo la meta di Vukanovic. La risposta italiana porta la sfortunata firma di Veronese al quale viene negata una meta sulla bandiera. L'Italia poi finisce in attacco marcando meta con Falcone e Vicelich, nuovamente i due riescono a smontare la difesa balcana e dopo aver attraversato parte del campo marcano meta entrambi. L'indisciplina serba costa un'altra meta. Sulla ripartenza di un fallo commesso da Sic, Falcone va infatti ancora una volta al di la della linea al 76°. Veronese mantiene al 100% la sua media di trasformazione per il match portando il definitivo punteggio sul 14 – 42.
ITALIA: 1.Robert Quitadamo, 2.Pierluigi Gentile, 3.Andrea Tagliavento, 4.Shane Pavan, 5.Filippo Veronese, 6.Benjamin Falcone, 7.Raymond Nasso, 8.Paul Stanica, 9.John Grasso, 10.Ryan Tramonte, 11.Dean Vicelich, 12.Marco Ferrazzano, 13.Ludovico Torregriani. A disposizione: 14.Angelo Ricci, 15.Matthew Sands, 16.Jason Dubas-Fisher, 17.Eduardo Lerna
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