Categoria: Nazionale

Notizie Relative alla Nazionale

Playoff Europeo Under 19 – Ecco i nostri azzurrini!

L’Italia under 19 di rugby league (rugby a XIII) affronterà i pari età dell’Ucraina nello spareggio playoff che vale l’accesso al Campionato Europeo 2018. Si gioca sabato 19 maggio a Fogliano Redipuglia, comune di 3 mila abitanti in provincia di Gorizia. Non è la prima volta che la regione Friuli Venezia Giulia e nella fattispecie Fogliano ospitano un evento internazionale di rugby a 13 e lo stesso capoluogo ha ospitato pochi mesi fa Italia-Inghilterra del 6 Nazioni under 20 di rugby union.

Fervono i preparativi a Belgrado in vista dell’Europeo, in programma in agosto allo Sports Center Makis. È attivo il sito internet ufficiale della manifestazione [rugbyleagueu19euro.com], sottoposto a costante aggiornamento. Sulla destra della home page, ecco il conto alla rovescia della sfida tra azzurrini e ucraini, che vale un posto nel quarto di finale del 5 agosto (ore 18) con la Francia.

Leggi l’articolo completo su MondoSportivo.it


Italia v Serbia u19, domenica 13 maggio, Campo Sportivo di Fogliano Redipuglia (Gorizia)
Italia v Ucraina u19, sabato 19 maggio, Campo Sportivo di Fogliano Redipuglia (Gorizia) 

Stage RL femminile, 9-10 giugno, Stanghella (Padova)

Corso Arbitri Rugby League, sabato 16 giugno, presso la società Elephant Rugby Gossolengo, in via G. Mazzini 30, Gossolengo (Piacenza)



Published 10/05/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer


 

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Francia-Italia e un augurio per il futuro

Due sconfitte ma tante indicazioni positive. É questo il bilancio della Nazionale di rugby league, chiamata ora a trarre un bilancio dal doppio tour a Tolone, in Francia.

 

Sabato 24 febbraio l’Italia under 19 e la femminile si sono arrese a colleghi e colleghe francesi con punteggio di 20-6 e 12-4.

Si sapeva che non sarebbe stato facile contro selezioni, quelle transalpine, ricche di giocatori e giocatrici abituati a praticare rugby league tutto l’anno.
«Sono soddisfatto e allo stesso tempo consapevole di dover lavorare molto – commenta Salvatore Pezzano, ct dell’Italia League U19 – ho visto dei ragazzi che hanno giocato a viso aperto e hanno osato. Certo hanno commesso errori, ma con un lavoro mirato sono certo che limeremo queste inesattezze di gioco e ci toglieremo tante soddisfazioni. Il nostro obiettivo rimane la conquista della qualificazione all’Europeo di Belgrado. Mi piacerebbe rincontrare i transalpini in Serbia e su un terreno di gioco meno pesante. Staremo a vedere, ora c’è tanta voglia di lavorare da parte di tutti, staff e giocatori».

Gli fa eco Tiziano Franchini, coach dell’Italia femminile: «Dispiace perdere, quello è chiaro. Tuttavia sono contento di come le ragazze si siano rese disponibili al lavoro e per il modo con cui hanno affrontato tutti e quattro i giorni di raduno. Il futuro? Lo vedo positivo, molto. Dobbiamo lavorare tanto, ma con un gruppo che ha così tanta voglia, tutto è molto più facile da programmare e mettere in atto».

L’augurio è che, accanto alla soddisfazione di aver messo in difficoltà il quotato ‘cugino’ francese, questo doppio test alimenti ulteriormente relazioni e collaborazioni tra FFRXIII e FIRL.

Il rugby dei ‘treiziste’, troppo spesso soffocato e dal roboante e dispersivo rugby union di Top 14 e dintorni, e da un league inglese che ha digerito ma non del tutto presenza ed exploit di Catalano Dragons e Toulouse, da questo rapporto può trarre solo giovamento. Al XIII italiano, ça va sans dire, queste sfide servono come il pane: bravi, bis. Presto.

N.B.Foto fornite da Francesco Bergamo e FIRL.

FRANCIA-ITALIA 20-6 (under 19)
Man of the Match: Damiano D’Aleo.

FRANCIA-ITALIA 12-4 (femminile)
Woman of the Match: Virginia Pinarello.

 

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Verso Francia-Italia – Intervista alle azzurre Silvia Capello e Rosaluna Gavagna

Nella seconda delle partite di sabato pomeriggio a Tolone, l’Italia League femminile scenderà in campo per il secondo test della sua storia. Dopo il successo 0-22 a Beirut nel febbraio 2017, una nuova occasione di brillare per tante ragazze che con spirito di sacrificio si sono ritagliate, negli ultimi mesi, il tempo di dedicarsi alla disciplina del rugby league

È già una veterana Silvia Capello, al secondo cap internazionale dopo il tour in Libano. Abbiamo dato voce a lei e a Rosaluna Gavagna, alla ricerca del primo gettone con la Nazionale e in arrivo dalla Danimarca, dove vive e fa sport da diversi anni. 


Silvia Capello

«Ho tantissimi ricordi, uno più bello dell’ altro. La FIRL sta investendo tanto su di noi»

Foto Lebanese Rugby League Federation

Ciao Silvia, congratulazioni per la tua seconda convocazione in azzurro. Ti aspettavi di essere nuovamente chiamata dal ct Franchini?
Devo dire la verità: in realtà no, non mi aspettavo questa convocazione ma è una notizia che mi ha reso proprio felice. Diciamo che sono qua anche per un po’ di fortuna, ma mi è stata data questa possibilità e voglio sfruttarla al meglio; mi hanno sempre insegnato a non sprecare le occasioni, quindi ho tantissima voglia di mettermi in gioco e di imparare!

Un anno fa eravate in Libano. Che ricordi hai conservato?
Un anno fa e sembra ieri! Ho tantissimi ricordi, uno più bello dell’ altro. Tra quelli più significativi ed indelebili, che sento proprio miei, cito il momento prima di entrare in campo per il match. Eravamo sotto le gradinate e si sentiva il tifo tuonare da sopra gli spalti. Noi fremevamo dall’adrenalina  un momento cruciale. Pieno di emozioni: davanti a noi lo stadio libanese, circondato da una città devastata dalla guerra. Sono sipari che non lasciano indifferenti e che ti segnano. Inoltre, stavamo facendo la storia del rugby league femminile e vedere il tuo nome scritto sui libri gara, beh, ti lascia un segno dentro. Poi a cantare l’inno eravamo emozionate come bambine e con addosso la responsabilità di una nazionale, questi sono momenti che non dimenticherò mai.

Nel frattempo, a quali eventi/stage di rugby league hai partecipato?
Dopo l’esperienza con l’Italia, sono rimasta nel giro del league e ho partecipato agli stage di Brescia e di Bologna con tante altre ragazze. 

In che ruolo giochi a rugby a XV?
Nel rugby union faccio il pilone, anche se per la mia fisicità mi è stato detto che renderei meglio come seconda o terza linea.

E invece a league? Che posizione occupi?
Nel rugby league vengo schierata come pilone. 

Veniamo a sabato, Tolone, Francia. Previsioni?
Previsioni non è facile farne ma guardando il ranking qualcosa si può dire.  La Francia è un posto sopra a noi: ciò non significa nulla perché sabato conterà solo il campo, ma sicuramente sarà un incontro acceso. Dovremo mantenere sempre altissima la concentrazione e creare e alimentare molta coesione nel gruppo. Come prima di ogni partita, preferisco non esprimermi sul risultato: ci sono così tante varianti che possono influire che sarebbe azzardata qualsiasi ipotesi. Sicuramente se la squadra attuale sarà determinata come quella delle atlete convocate contro il Libano, posso dire che vedremo un bel gioco!

Conosci già tutte le compagne?
Ne conosco solo alcune. Della vecchia guardia siamo rimaste poche. 

Cosa ti aspetti dal futuro del rl femminile?
Sul futuro del femminile c’è un enorme punto di domanda: noi atlete siamo tante e vogliamo crescere, sia numericamente, sia qualitativamente. Confidiamo che la federazione investa su di noi, come sta facendo la FIRL. Abbiamo dei buoni numeri da giocare, basta darci fiducia. Il femminile è un settore che si sta espandendo sempre di più e le giocatrici più giovani si stanno davvero facendo valere. Dobbiamo essere positive e determinate, e i risultati arriveranno. Nel frattempo ringraziamo delle opportunità che ci stanno dando!


rosaluna gavagna

«Non vedo l’ora di entrare in campo! Lo sport femminile ha un grande futuro. »

Foto FRK

Ciao Rosaluna, parlaci di te e della tua storia.
Ho 24 anni (1993), nata e cresciuta a Ferrara con papà italiano e mamma danese. Vivo in Danimarca da quando avevo 19 anni, mi sono trasferita per conoscere il paese d’origine di mia madre e per studiare all’università. Ho conosciuto il rugby al CUS Ferrara dove Le Velenose (la seniores femminile del Ferrara) e gli allenatori mi hanno fatto appassionare a questo sport. In Danimarca gioco a 7s, mediano d’apertura per il Frederiksberg rugby Klub e la nazionale danese [rugby union, ndr].  

Come ti sei avvicinata al rugby league?
A farmi avvicinare al mondo del rugby league è stato Matthew Sands. Già l’hanno scorso mi aveva parlato di questo fantastico progetto di una nazionale femminile italiana, invitandomi a partecipare a un raduno.
Finalmente quest’anno sono riuscita ad andare a uno stage. Vivendo in Danimarca, sono riuscita a partecipare a soltanto due raduni (uno a gennaio e uno a febbraio).

Come ti sei trovata negli stage?
Le mie aspettative per i raduni erano andare a conoscere il rugby League, impararne le regole e divertirmi. La convocazione è stata una magnifica sorpresa.

Cosa ti aspetti dalla sfida di Tolone?
In Francia il rugby league femminile è una realtà più grande di quella italiana. Sono sicura sarà una partita tosta da giocare, ma tutte le mie compagne di squadra hanno grinta e talento da vendere.
Non vedo l’ora di entrare in campo!

Quale futuro per il league e in generale per lo sport femminile?
Lo sport femminile ha un grande futuro. Donne forti e determinate stanno raggiungendo grandi successi in tutte le discipline. Basta guardare il medagliere degli sport invernali in corso a Pyeongchang.
Per quanti riguarda il rugby league siamo tutte determinate a diffondere la disciplina nel nostro paese. Siamo fiduciose che crescerà nei prossimi anni con il bellissimo programma che Tiziano Franchini, Matt Sands, Salvatore Pezzano e tutta la famiglia della FIRL stanno portando avanti.


 


Published 23/02/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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Verso Francia-Italia – Intervista ai ct Tiziano Franchini e Salvatore Pezzano [MondoSportivo.it]

Tutto pronto per la sfida di rugby league Francia-Italia under 19 e femminile. Nella giornata di venerdì la comitiva azzurra partirà alla volta di Tolone (Var, regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra).

Città che, oltre a essere il porto principale della marina militare francese, vive e respira rugby: il Rugby club toulonnais, squadra di rugby a 15, ha vinto 4 campionati francesi, 2 Coupe de France e 3 Heineken/Champions Cup, mentre lo Sporting treiziste toulonnais ha vinto il Nationale 1 nel 2017 ed è in piena crescita.

Animeranno la giornata di sabato 24 febbraio due sfide ricche di fascino e importanti tanto per la Fédération française de rugby à XIII (FFR XIII) quanto per la Federazione Italiana Rugby League (FIRL). Uno snodo importante verso gli appuntamenti futuri e un possibile incrocio ai quarti di finale dell’Europeo Under 19 in Serbia (Belgrado, agosto) e a livello femminile.

Allenano le spedizioni azzurre i tecnici Tiziano Franchini, vice-presidente FIRL e ct dell’Italia League femminile, e Salvatore Pezzano, membro del board federale e Responsabile per lo sviluppo delle Giovanili, tecnico degli azzurrini. Oltre al lavoro svolto sul campo alla guida dei club Leoni Veneti e Spartans XIII Catania, i due coach sono stati recentemente impegnati in Australia nello staff della Nazionale alla Rugby League World Cup 2017, hanno nel curriculum certificazioni Rugby League European Federation (RLEF) e tengono stage e corsi durante tutto l’anno.

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Published 22/02/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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Doppia sfida internazionale per l’Italia League: la nazionale femminile e l’U19 sfidano la Francia

Sabato 24 febbraio a Tolone, presso lo Sporting Treiziste Toulon Métropole e il calcio d’inizio è previsto per le 14 con l’U19 e per le 15.30 con la Femminile

 

La FIRL – Federazione Italiana Rugby League riprende la sua attività internazionale e lo fa con una doppia sfida di grande prestigio: sabato 24 febbraio, infatti, saranno l’Italia League U19 e l’Italia League Femminile a scendere in campo a Tolone per sfidare la Francia.

Alle ore 14.00, presso lo  Sporting Treiziste Toulon Métropole saranno gli Azzurrini U19 ad aprire la giornata, mentre alle 15.30 sarà il momento dell’Italia League Femminile.

C’è grande attesa attorno a queste due gare perché gli Under 19 iniziano un percorso di formazione che li porterà allo spareggio per l’Europeo in Serbia, che giocheranno a Fogliano Redipuglia (Friuli-Venezia Giulia.) a maggio contro l’Ucraina, mentre le Azzurre dovranno dimostrare di essere cresciute dopo la bella vittoria della passata stagione contro il Libano.

Immagine concessa da Carlo Bertolotto

Dopo le recenti sfide nella Coppa del Mondo di Wheelchair e in vista di un possibile quarto di finale all’Europeo under 19 di Belgrado (agosto 2018), FFR XIII e FIRL proseguono nella collaborazione, costruendo sul campo una rispettosa rivalità.

«Sono grato al presidente della Federazione Francese di rugby a XIII per questa collaborazione – commenta Orazio D’Arro, presidente della FIRL – noi come federazione vogliamo investire sui giovani e sulle ragazze, perché sono due movimenti fondamentali per il Rugby League. Gli U19 rappresentano il futuro del XIII in Italia, mentre le ragazze hanno il carattere e la mentalità giusta per poter eccellere e noi vogliamo aiutarle a crescere a livello internazionale. Arriviamo da un Mondiale e dobbiamo costruire al meglio il nostro prossimo quadriennio Olimpico». 

«Questa partita sarà un test molto importante per il movimento e per lo sviluppo del rugby League femminile in Italia – aggiunge Tiziano Franchini, allenatore dell’Italia League Femminile – questo test ci permetterà di valutare il nostro reale livello contro una nazione che a livello femminile gioca da svariati anni. Si giocherà contro una nazionale forte, organizzata e con esperienza. Questo è il primo passo verso l’obiettivo che ci siamo posti, ossia quello di creare una Nazionale Femminile competitiva per i prossimi mondiali del 2021. Il prossimo passo è quello di organizzare per questa estate un campionato femminile che possa fornire alla Nazionale Azzurra di rugby a XIII sempre più valide giocatrici da coinvolgere in questo gruppo».


DOPPIO TEST INTERNAZIONALE
sabato 24 febbraio 2018

Ore 14 – Francia v Italia under 19
Ore 15:30 – Francia v Italia Femminile

Complexe Sportif Léo Lagrange, 157 Avenue René Cassin – 83100 Toulon


Di seguito i convocati:

Italia League Femminile

Giada Arzenton
Marika Ascione
Alessia Babini
Anna Barro
Maria Chiara Benini
Ludovica Buonaccorsi
Giulia Colangeli
Rosaluna Gavagna
Erica Neri
Virginia Pinarello
Cecilia Piva
Federica Renosto
Emanuela Stecca (comitato Nord Est)
Rosa Bettolatti
Lee De Meyer
Ottavia Piovano (comitato Nord Ovest)
Alessandra Palermo
Enrica Pandolfo
Martina Viglianisi (comitato Sud)

Allenatori: Tiziano Franchini, Matthew Sands

Italia League U19

Giordano Arena
Leonardo Baciocchi
Nicolò Barletta
Werther Bartolini
Antonio Cacopardo
Davide Calabria
Damiano D’Aleo
Stefano Dalmasso
Mario Di Sano
Nicholas Ferrero
Alfio Laudani
Emanuele Lucignano
Simone Leotta
Francesco Mendosa
Michelangelo Mistretta
Fabio Morosi
Luca Nicotra
Leonardo Raveggi
Giovanni Sciacca
Paolo Viani
Antonio Virzì

Allenatori: Salvatore Pezzano, Riccardo Dodi, Gabriele Oriani


 


Published 19/02/2018 by FIRL

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La Federazione Italiana di Rugby League programma il suo 2018

La Federazione Italiana Rugby League si appresta a vivere un 2018 ricco di attività e novità. Nell’ultimo consiglio direttivo fderale, infatti, la Federazione ha approvato un piano di sviluppo per i prossimi 4 anni che si prefissa di raggiungere obiettivi ambiziosi e importanti per il movimento del XIII italiano. Ma di cosa stiamo parlando?

Per prima cosa la FIRL vuole aumentare il numero dei tesserati, lavorare ancor meglio sul territorio al fine di creare delle realtà che operino nel Rugby League per tutto il corso della stagione. Allo stesso tempo, poi, si lavorerà sul creare un campionato italiano sempre di maggior interesse, tanto dal punto di vista del maschile, quanto di quello femminile.

Per quanto riguarda le giovanili, invece, che rappresentano le fondamenta di qualsiasi movimento, si sta pensando a strutturare un torneo U19, questo anche in vista dello spareggio Europeo che la nazionale giocherà a maggio a Fogliano di Redipuglia, in vista del Campionato Europeo di agosto in Serbia.

Questo investimento sulla base, si fonderà, anche, su un cambio di mentalità degli operatori del rugby League italiano che cercheranno di sviluppare il gioco del rugby League attraverso nuove metodologie di allenamento e di formazione

Sono, infatti, previsti in previsione per il 2018, gli ormai usuali corsi di allenatori e di arbitri di primo livello CATO (programma di formazione RLEF), corsi di secondo livello, e corsi di formazione per dirigenti FIRL.

Dal 2018, poi, oltre al campionato italiano maschile seniores e juniores, si creerà un campionato femminile e uno dedicato al Wheelchair, dopo la positiva esperienza della partecipazione alla Coppa del Mondo in Francia. 

ATTIVITA’ INTERNAZIONALE SENIORES – MASCHILE

La volontà della FIRL è quella di creare dei gruppi di lavoro sul territorio che permettano agli atleti di accrescere il proprio livello, questo per strutturare un lavoro che porterà i migliori giocatori del territorio a giocare il mondiale inglese del 2021. Le amichevoli dell’Italia si stanno decidendo assieme alle tante nazionali emergenti e ad alcune più strutturate del panorama League Europeo

© SportsCode

ATTIVITA’ INTERNAZIONALE SENIORES – FEMMINILE

LA FIRL sta lavorando per diffondere la disciplina e ha già creato dei gruppi di lavoro. Per le ragazze ci saranno incontri internazionali per accrescere il livello e l’esperienza nel codice. Si partirà dalla Francia, per poi affrontare il Libano e, sicuramente, una nazionale d’oltremanica.

ATTIVITà INTERNAZIONALE JUNIORES

LA FIRL intende lavorare sul territorio al fine di strutturare un gruppo di lavoro che porterà alla costituzione della nazionale di categoria che sfiderà in amichevole la Serbia – data ancora da decidere – e si giocherà la partecipazione all’Europeo di Agosto giocando lo spareggio il 19 maggio contro l’Ucraina, a Fogliano di Redipuglia.



Comunicato Stampa Federazione Italiana Rugby League

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A tu per tu con Meme, l’australiano di Piacenza

Se lo cerchi su Google capiti subito sul sito di Eurosport.
Sono passati parecchi anni ma gli archivi registrano il suo profilo per via dei trascorsi nelle competizioni europee di rugby union. È sceso in campo a Headingley contro i Leeds Carnegie, si è tolto lo sfizio di giocare contro i parigini dello Stade Français. È tuttora uno dei punti di riferimento e giocatori chiave del Rugby Noceto nell’altro codice eppure è stato il league a concedergli, più volte, la possibilità di girare il Vecchio Continente e non solo

Se lo è meritato, intendiamoci: solidissimo centro della Nazionale a XIII, ha girato l’Europa in lungo e in largo a partire dall’esordio contro i russi nell’EuroShield. Da lì in poi tanto campionato italiano (il XIII del Ducato è una garanzia) e un chilometraggio di tutto rispetto: ecco Ucraina e Serbia, per non parlare di Libano e altre trasferte

Per cullare e in qualche modo vivere, in fin dei conti, il sogno mondiale. Inserito dal ct Cameron Ciraldo nella lista dei pre-convocatisopravvissuto alla penultima scrematura nonostante la concorrenza di tanti giocatori professionisti e semipro, è sceso in campo a Sydney nello storico Test Match con Malta al Club Marconi, casa degli italiani nel mondo. Si è allenato con campioni del calibro di Mark Minichiello, Campese, Vaughan e Tedesco

In ritiro a Innisfail, Cairns, Townsville e Canberra era uno dei punti di riferimento. Senatore con tanti test alle spalle, pronto a mettersi in gioco e imparare da chi del rugby league ha fatto la sua principale attività
Lo abbiamo intervistato a inizio 2018, per vivere di nuovo insieme i momenti più salienti dell’anno appena trascorso e capire come e perché FIRL e league italiano possono ancora crescere

Meme, ormai l’australiano di Piacenza, non è stato di poche parole. E non c’erano dubbi. 

Ciao Meme. Da quanti anni giochi a rugby league?
Ho iniziato a giocare a rugby league nel 2014, anno in cui Hogan [Fabio Berzieri, ndr] ha chiesto a me e ai miei due cari amici Alle e Deck di provare a giocare a XIII nel Ducato, squadra di Piacenza che esisteva già da diversi anni.

Ti ricordi quando hai indossato per la prima volta la maglia della nazionale?
Terminato il mio primo campionato di rugby league, venni convocato con la Nazionale per giocare l’European Shield. Arrivarono allora le sfide a Russia, Ucraina e Serbia. La prima sfida la giocai contro la Russia, l’emozione dell’esordio fu incredibile: cantare l’inno d’Italia e vestire la maglia della Nazionale ancora di più!

SportsCode

Attualmente giochi a Noceto a rugby union. In che ruolo giochi a union e in quale a league? Ci sono molte differenze tra uno sport e l’altro?
Gioco a Noceto da più di 15 anni. A rugby union gioco ala, ruolo che posso ricoprire anche a league quando non sono schierato tra i centri.
La differenza tra i due sport è tanta, il league è molto più fisico e atletico, con meno pause e più impatti. Union è più complicato con molte più regole e schemi.

Hai giocato in azzurro sia con giocatori prodotti in Italia che con professionisti di base in Australia. Cosa possiamo imparare da loro? È stata dura allenarsi col caldo del Queensland?
Dall’ultima esperienza in Australia ho imparato tantissimo. Ho avuto la possibilità di allenarmi con giocatori e staff professionisti che fanno del rugby league il loro lavoro. La preparazione atletica e l’organizzazione di ogni singolo allenamento è meticolosa e niente è lasciato al caso.
Per quanto riguarda le condizioni climatiche devo dire che siamo stati abbastanza fortunati, a Sydney ci allenavamo con 25°-26° gradi mentre in Queensland (Innisfail, Cairns  e Townsville) faceva molto più caldo. Alcuni giorni abbiamo raggiunto i 35° con tanta umidità: non ero proprio abituato a quelle temperature.

A Sydney sei sceso in campo in un test match contro Malta. Ci parli della comunità italiana in Australia?
La comunità italiana in Australia è meravigliosa e davvero ben integrata. Ovunque tu vada ci sono australiani con genitori e parenti italiani, che si sentono italiani al 100% , Tutte queste persone fanno il possibile per farti sentire a casa e stringersi intorno a te.

Poi son venute le partite di rugby league a livello rappresentativo, con FIRLA Queensland v FIRLA New South Wales. Tu con quale selezione hai giocato? Raccontami di quella partita.
Ho giocato lo State of Origin con NSW visto che siamo stati 2 settimane a Sydney e molti dei nostri compagni di squadra vivono in questa città! Devo dire che è stata una bellissima esperienza, la partita era molto sentita da entrambe le formazioni: in Australia lo State of Origin è l’evento dell’anno per quanto riguarda il rugby league e anche a livello locale-rappresentativo percepisci la rivalità. 
Siamo riusciti ad avere la meglio su Queensland, i miei compagni sentivano molto la partita e aver vinto contro questa selezione mi ha riempito d’orgoglio.

In QLD e NSW in league è sport-mania e la Rugby League World Cup era su tutti i giornali e in tutti i notiziari. Ti aspettati questa risonanza mediatica?
In Australia il rugby league è un’istituzione, molto più famoso del cugino Rugby Union, Tutti i negozi di sport vendono vestiario e gadget inerenti a NRL, State of Origin e nazionali, nei quotidiani trovi diverse pagine dedicate a questo sport mentre in TV c’è un canale che trasmette 24 ore su 24 rugby League. Non credevo di trovare questa risonanza mediatica. Figurati poi nel mese del mondiale che avviene ogni 4 anni!

Al Mondiale l’Italia ha raccolto 1 vittoria e 2 sconfitte. In cosa siamo mancati secondo te?
Purtroppo non siamo riusciti a qualificarci ai quarti, un po’ per come era formulato il mondiale visto che eravamo in un girone da 3 squadre e passava solamente la più forte. L’altro motivo è che dovevamo battere le Fiji per passare. Parliamo di una squadra che è arrivata in semifinale battendo la Nuova Zelanda!
Nella prima partita contro l’Irlanda siamo partiti male. Loro ci hanno colti un po’ impreparati e ne hanno approfittato segnando diverse mete, loro avevano preparato la partita nel migliore dei modi studiando anche i nostri migliori giocatori.

Dei tanti nazionali con cui hai diviso ritiro, allenamenti e spogliatoio, quale ti ha impressionato di più?
Dei giocatori con cui ho avuto l’onore ed il piacere di allenarmi non posso non citare il capitano Mark Minichiello, leader indiscusso. Mai una parola fuori posto, carisma da vendere e uno di quei professionisti che ammiri sin dal primo istante. Già dal primo giorno di raduno ha iniziato a farmi domande sia sportive che personali sulla mia vita in Italia, non me lo sarei mai aspettato. Devo dire che ci sono molti altri giocatori che mi hanno colpito, non voglio fare un torto a nessuno non citandoli ma diciamo che ho avuto modo di vedere all’opera stelle come Terry Campese, James Tedesco (fuoriclasse assoluto), Nathan Brown, Daniel Alvaro e Paul Vaughan.

Vi ho visto molto legati in ritiro. Ma con chi hai sviluppato un rapporto d’amicizia?
Un’altra persona con cui ho legato è Brenden Santi [fresco di passaggio ai Townsville Blackhawks, ndr], umile lavoratore che però in campo si fa sentire a suon di placcaggi, se devo essere sincero il mio MOM nelle prime 2 partite.
Con lui è nata subito una bella amicizia, prima di ogni allenamento mi prendeva sotto la sua ala insegnandomi esercizi per migliorare gli skills, esercizi che mai e poi mai avrei pensato si potessero fare. Purtroppo da noi non c’è questa cultura di allenarli ma sono esercizi fondamentali: nel league ogni movimento è importante come prendi la palla, come la tieni e come passi, ogni movimento è curato nel dettaglio.
Devo assolutamente menzionare anche i miei compagni di formazione italiana, da Gioele Celerino al mio compagno di stanza Giuseppe Pagani, Simone Boscolo, il campione Mirco Bergamasco e per finire Jaume Giorgis. Con loro ho un bellissimo rapporto che va al di là della sola amicizia. Abbiamo trascorso diverse settimane insieme condividendo questa meravigliosa avventura.

Tornando a te, sfide future? Ancora union e league? Nazionale? Cosa possiamo fare per migliorare il rugby league italiano e far appassionare nuove persone?
Per quanto riguarda il mio futuro non vedo l’ora di iniziare il campionato domestico la prossima estate ma soprattutto provare a partecipare al torneo internazionale che inizierà il prossimo ottobre.
Sarà fondamentale creare un bel campionato l’estate prossima e cercare di portare sempre più giocatori a provare questo bellissimo sport, solo così facendo riusciremo a competere a livello europeo e internazionale.
I presupposti ci sono, dobbiamo solo cercare di fare più propaganda con le società ed organizzare ancora più stage di allenamento in modo da coinvolgere quanti più giocatori possibili.
Il rugby league ti da davvero tante possibilità , vorrei che tante altre persone avessero la possibilità di vivere un’esperienza come la mia, sarebbe bello vedere sempre più italiani  di formazione coinvolti in queste partite internazionali e vedere ad alti livelli una nazionale fatta da giocatori della squadra ‘domestica’.

Di tutti i posti in cui hai giocato con l’Italia, quale ricordi più piacevolmente?
Ogni partita e luogo hanno un ricordo particolare, sono uno che cerca di godersi ogni momento al 100%, diciamo che la partita contro Malta in Australia ha avuto un sapore davvero particolare. Eravamo al Club Marconi, cantare l’inno d’Italia davanti a così tanti italiani è stato un momento toccante.
Poi vorrei citare la partita in Ucraina che ci ha dato la matematica certezza di poter partecipare alle qualificazioni mondiali e la partita in Libano, la trasferta più bella che ho fatto.

Grazie Meme e in bocca al lupo per tutto!
Permettimi di aggiungere ancora alcune cose. Non posso non ringraziare Tiziano Franchini, il nostro Vice Presidente ,e il presidente Orazio D’Arro per la meravigliosa possibilità che mi hanno dato e l’esperienza che mi hanno fatto vivere, Mic Pezzano e gli altri italiani che ci hanno fatto sentire a casa quando eravamo così lontani. I miei compagni d’avventura che ho citato sopra e tutti i miei compagni di squadra con cui ho giocato in questi anni, Te, Davide Macor e Fabio Di Pietro per il lavoro che svolgete ogni giorno: grazie davvero, per merito vostro il rugby league è sempre più conosciuto in Italia!


Saluzzo v Arles-Moules XIII, domenica 14 gennaio, Campo Sportivo di Verzuolo (Cuneo)

Stage femminile & under 19, sabato 20 gennaio, Caltanisetta
Stage femminile & under 19, sabato 20 gennaio, Este (Padova)



Published 10/01/2018 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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Rugby League, si chiude un 2017 formidabile e non solo per la Coppa del Mondo

Volge al termine un anno di crescita per il rugby league italiano. E non solo per la partecipazione della Nazionale alla Rugby League World Cup 2017: nel corso dell’anno ci sono state tante “prime volte”, a livello sia di squadra che di giocatori, e si è registrata una crescita dell’interesse attorno ai colori azzurri e al rugby a XIII. 

Foto Antonella Principato / FIRL

nuove nazionali, una famiglia

Tra le tappe fondamentali, la nascita e lo sviluppo di 2 nuove squadre nazionali. L’Italia femminile ha infatti vissuto il suo esordio nel test rugby league con la sfida al Libano lo scorso 25 febbraio. In una storia tournée completata poi in giugno dalla trasferta della nazionale maschile, le azzurre si sono aggiudicate la sfida di Beirut con un perentorio 0-22, guadagnandosi una posizione di prestigio nel nuovissimo ranking internazionale Women’s Rugby League

Oltre alle azzurre – che usufruiscono ora di una pagina FB loro esclusivamente dedicata e sono scese in campo in una sfida rappresentativa il 5 giugno a Manta (Cuneo) – nel 2017 della F.I.R.L. ha visto la luce la nazionale italiana rugby league in carrozzina. Disciplina in crescita la cui Coppa del Mondo, organizzata quest’anno dalla Francia, ha rappresentato lo scenario ideale per la nuova Italia.


l’italia wheelchair in semifinale mondiale

Grazie agli sforzi di un tecnico navigato come Robert Fassoletteuno dei creatori di questa variante del league, da sempre sensibili alle esigenze ed esperienze della disabilità nello sport – l’Italia Wheelchair ha portato a casa l’amichevole con la Spagna il 18 luglio in un tiratissimo 30-32, per poi ripetersi due giorni dopo contro la Scozia (6-110) e di nuovo al cospetto degli spagnoli (39-68). 

Storico anche il successo sul Galles (108-24), prima del ko contro la formidabile Francia padrona di casa nella semifinale del torneo il 25 luglio ad Albi. 
Il 58-45 dell’Australia nella finalina per il terzo posto non macchiava né cancellava l’exploit dell’Italia alla sua prima manifestazione iridata in una disciplina divertente e stimolante sia per il suo gameplay (uso del pallone ovale, set, mete, trasformazioni e intensità) che per la sua capacità di mettere assieme gli sforzi di diversamente abili e normodotati. Citando le parole del CT Fassolette

La cosa bella del Wchair RL è che è uno sport aperto, giocato sia da normodati che da disabili. Gli atleti normodotati accettano solamente di “fare un passo” verso i loro colleghi disabili, dovendo restare legati alla carrozzina (grembo, ginocchia e caviglie). È il modo migliore per facilitare e favorire la comprensione reciproca tra normodati e disabili. In generale, la società cerca di facilitare le persone colpite da disabilità ed è una cosa buona, ma solo una delle possibilità. Il Wheelchair Rugby League offre un’altra dimensione: apre il mondo del disabile agli altri. Dice: proviamo a porci nel punto di vista dell’altro. 

Attualmente, la federazione sta portando avanti diversi progetti legati alla diffusione del Wheelchair Rugby League nella penisola ed è alla ricerca di collaboratori tra i tecnici degli sport per disabili. Posta l’importanza dell’attività internazionale, sarà fondamentale nel 2018 radicare la disciplina in seno magari alle polisportive e a chi già pratica questi sport (basket in carrozzina, ecc.). 


Il league è (anche) donna

Nell’anno solare 2017 più di 150 atlete hanno calcato i campi di rugby league e ci si aspetta che molte altre si uniscano a rimpolpare i ranghi in vista della stagione 2018. 

Oltre all’esordio ufficiale a livello di test rugby league, l’attività del league “in rosa” ha visto l’organizzazione di numerosi stage sul territorio, a nord come a sud. Occasioni di crescita per le ragazzi, i concentramenti hanno messo a loro disposizione tecnici certificati e qualificati Rugby League European Federation (RLEF).

Tutto l’entusiasmo dell’esordio azzurro nelle parole della giocatrice Virginia Pinarello:  

La partita in Libano è stata proprio bella da giocare. Una prova che abbiamo superato molto bene, aiutandoci l’una con l’altra anche perché per la maggior parte di noi era la prima vera e propria partita ufficiale in questo codice: molte di noi giocano di solito a rugby union o nel 7s in Coppa Italia. Ad ogni modo, abbiamo vinto addirittura 0-22 in trasferta, con un’ottima difesa ma ti dico la verità avremmo potuto fare più punti e siamo state frenate dall’inesperienza. Nel primo tempo il nostro gioco è stato un po’ confusionario, con sprazzi di singoli come il capitano Valentina Virgili [nazionale ‘dual code’, ndr] per poi andare a mettere ordine in seguito. Con un gioco più pulito e ordinato, non più basato solo sul punto d’incontro ma con palloni più veloci ai tre quarti.

Un 2018 ricco di eventi attende l’Italia League femminile: tour all’estero nelle nazioni roccheforti di questo sport, passando per un’intensificazione degli stage sul territorio per qualità, frequenza e numero di partecipanti, con sguardo sul breve (amichevoli e test match) e lungo termine (Coppa del Mondo).
In particolare, l’obiettivo della qualificazione alla Women’s Rugby League World Cup può e deve diventare una priorità per le azzurre e il loro staff. 


il rimpianto libanese, la scorpacciata di manta

Foto © SportsCode-Images

Oltre alla nascita e al consolidamento delle selezioni seniores femminile e Wheelchair, il 2017 è stato un anno interessantissimo per la nazionale senior, impegnata in partite ufficiali sanzionate dalla Rugby League International Federation (RLIF) in Europa e in Australia/Oceania

Messa in ghiaccio la qualificazione nello spareggio playoff con la Russia a fine 2016, l’Italia League ha affrontato nel 2017 un’ostica trasferta in Libano, per un test giocato sotto domestic quota rule. Al cospetto di una squadra in crescita e nonostante il fattore campo, l’Italia ha venduto cara la pelle il 3 giugno alla Universite Libanais di Beirut, cedendo ai Cedars solo 6-4 dopo l’annullamento molto discusso di una meta finale.

Guidata sul campo da Mirco Bergamasconazionale ‘dual code’ che ai caps internazionali raccolti nel rugby union sta unendo ora un nuovo percorso nel league –oltre che da veterani come Matthew Sands, Gioele Celerino, Emanuele Passera e Giuseppe Pagani, l’Italia si distingueva sul campo per applicazione difensiva e caparbietà nella tenuta del campo. 

© SportsCode

Un weekend dopo, lo splendido scenario di Manta – casa dei Saluzzo North West Roosters, club italiano che partecipa grazie all’accordo tra F.I.R.L. e FFRXIII ai campionati francesi – accoglieva le nazionali di Italia e Spagna, dopo una sfida di league femminile e lo stesso match tra Azzurri e XIII del Toro a livello under 21.

Grazie al piede perfetto di Bergamasco (13 su 14 dalla piazzola, record personale di 26 punti) e a una prova maiuscola come collettivo e individualità, il XIII italiano piegava in quell’occasione una Spagna che si era arresa solo alla forte Irlanda nelle precedenti qualificazioni iridate


L’abbraccio degli italiani al marconi

In una data storica per lo sport italiano nel mondo, la Nazionale concludeva la preparazione alla Rugby League World Cup 2017 ricevendo l’abbraccio del Club Marconi (Bossley Park, Sydney). Non un luogo qualsiasi ma uno dei simboli – se non il simbolo – dello sport e della cultura italiana nel mondo

Fondato nel 1956 da 106 soci italiani e intitolato al celebre scienziato e inventore Guglielmo Marconi, il club ha visto italiani e italo-australiani eccellere nello sport e soprattutto nel calcio.
All’attività degli Stallions, attuale denominazione della società di calcio che ora milita in National Premier Leagues NSW 2 ma vanta in bacheca numerosi titoli nazionali nell’era pre A-League,  si affianca da tempo quella del rugby league e l’8 ottobre il test tra Italia e Malta ha celebrato proprio l’identità italiana

Con in campo alcuni dei prospetti più interessanti tra coloro che militano nelle giovanili dei campionati australiani e gli stessi Bergamasco, Passera, Pagani e Giorgis, un’Italia capitanata da Celerino strappava un’importante pareggio 24-24 a Malta, attuale 19/a forza del ranking mondiale. 


tigers italiani

Nel corso del 2017, 3 atleti italiani – Gioele Celerino (Saluzzo NWR), Edoardo Pezzano (Spartans XIII Catania) e Simone Boscolo (Leoni Veneti) si sono trasferiti a Tully in Australia, per disputare i campionati del Cairns District con la maglia dei Tully Tigers

Tale opportunità è stata offerta ai ragazzi grazie ai contatti e alla rete di collaboratori della FIRL e alla comunità italiana del North Queensland. La fiducia riposta in Gioele, Edoardo e Simone è stata ampiamente ripagata e i ragazzi sono stati dei perfetti ambasciatori del rugby league italiano, per comportamento dentro e fuori dal campo

Lavoro nelle farm di giorno, allenamenti e partite la sera, con ottimi risultati: Celerino ha vinto più volte il premio di Man of the Match con la prima squadra dei Tigers, mentre Pezzano e Boscolo si sono distinti aiutando il team a vincere il campionato di Seconda Divisione. 

Successivamente i giocatori – da tempo nel giro della Nazionale – sono scesi in campo in diverse sfide di prestigio nel rugby league internazionale e rappresentativo, accumulando un’esperienza che darà linfa vitale e competenze nuove al gioco sul territorio italiano. 


l’avventura alla rlwc

Il caldo del North Queensland, dove primavera vuol dire estate e ci si allena sotto sole e 35 gradi, ha accolto gli sforzi dell’Italia League nella Coppa del Mondo 2017

Alla seconda partecipazione consecutiva dopo quella del 2013, la Nazionale si è presentata ai nastri di partenza iridati con un mix di veterani (Minichiello, Riethmuller, Santi, Celerino, ecc.) ed elementi reduci da stagioni stellari nella NRL (Tedesco, Vaughan, Brown, Alvaro, ecc.). 

Photo: Keegan Carroll / NRLPhotos.com

Ottimo l’impatto nel rapporto con la comunità italo-australiana locale (molti i tricolori di Barrow Park, casa dei Northern Pride, piacevole l’abbraccio di Ingham), nonostante lo scivolone all’esordio contro l’Irlanda (32-12). Particolarmente penalizzata dall’assenza del suo cervello e regista Campese e dall’infortunio del giovane Johns a gara in corso, il XIII azzurro si inchinava all’organizzazione di una formazione irlandese comunque ricca di talento e sapientemente ispirata da Liam Finn sul campo e Mark Aston alla guida tecnica. 

Photo Courtesy of NRL Photos

A Townsville, nel secondo impegno, un’Italia finalmente più tenace e risoluta straripava sugli USA (46-0, successo secondo in stagione solo a quello sulla Spagna per scarto inflitto agli avversari) rimettendo in piedi il discorso qualificazione. 

Finalmente recuperato Campese e trovate motivazioni data le aperte chance di qualificazione ai quarti, gli azzurri lottavano poi a Canberra (ACT) tenendo botta nel primo tempo contro le Fiji, una delle nazionali più ostiche del torneo come confermato dalla successiva affermazione sulla Nuova Zelanda ai quarti). 

Canberra, Australia – November 10 : Rugby League World Cup – Italy V Fiji
Photo: Keegan Carroll / NRLPhotos.com

Dopo una prima frazione giocata ad armi pari nonostante il talento e la fisicità di Jarryd Hayne e compagni, l’Italia cedeva poi nella ripresa salutando la Coppa del Mondo a testa alta. Alla fine, è mancato solo l’esordio (quei 32 punti incassati dall’Irlanda rimarranno a lungo nella mente e nei rimpianti dei giocatori…) in un torneo chiuso in crescendo


sul territorio

Oltre ai vari stage, organizzati sia per i giocatori di interesse nazionale che per under, l’attività sul territorio italiano ha visto un campionato italiano giocato in estate e dominato da XIII del Ducato (girone nord) e Spartans Catania (girone sud). 

Particolarmente attesa la finale, posticipata al 4 febbraio 2018 a causa dell’impegno iridato.

Nella finalissima, i catanesi cercheranno il loro primo titolo nazionale, che sarebbe la ciliegina sulla torta dopo una crescita ragguardevole anno dopo anno e la produzione di diversi atleti poi giunti a rappresentare l’Italia nel league internazionale. 

Il XIII del Ducato, espressione di una delle roccheforti del XIII italiano, vanta in bacheca numerosi scudetti e ha festeggiato la vittoria del raggruppamento nord Italia piegando i Leoni Veneti

Sempre sul piano dello sviluppo domestico, da menzionare l’attività dei Saluzzo NWR, club passato definitivamente dal rugby union al rugby league e ora impegnato nella campionato francese Provence-Alpes-Côte d’Azur (PACA) –National Division 2 grazie agli sforzi della dirigenza e all’accordo di FIRL e federazione transalpina. 

Non pochi giocatori della Piuma hanno ottenuto grazie alle prestazioni sul campo convocazioni in azzurro

Per gentile concessione Ufficio Stampa Saluzzo NWR

Risale al 25 marzo lo storico 26-16 al Saint-Martin 2, prima vittoria nel campionato PACA; successivamente il club ha ospitato la sfida alla Spagna per poi prepararsi alla nuova stagione francese dando continuità all’esposizione internazionale e turistica di Saluzzo, Manta e di tutta l’area circostante. 

Nella stagione 2016-2017, i Roosters si sono tolti la soddisfazione di qualificarsi ai playoff e soprattutto di esordire in Coupe de France, una delle competizioni più antiche e prestigiose d’Europa. 

Per gentile concessione © Saluzzo NWR

prestigiosi traguardi

In aggiunta a questa attività, è stato un 2017 da ricordare sul piano dei riconoscimenti internazionale. L’Italia è diventata infatti Full Member della Rugby League European Federation (RLEF) prima e della Rugby League International Federation (RLIF). 

Due riconoscimenti di sostanza oltre che di forma, a premiare il lavoro svolto negli anni e il rispetto di certi standard

© SportsCode

«Per noi diventare Full Member era un passo fondamentale e siamo molto contenti che ci ci sia stata data l’opportunità di confrontarci con tutte le federazioni mondiali – commenta Orazio D’Arrò, presidente della FIRLaver avuto poi l’unanimità di voto, poi, è un aspetto che non può che farci molto piacere. Ora, per l’Italia e la FIRL, è veramente arrivato il momento di fare quel salto in avanti che tutti ci aspettiamo e per cui stiamo lavorando da almeno 10 anni».

Tali standard sono stati mantenuti e migliorati anche sul campo della formazione: un aspetto importantissimo se si vuole fare il salto di qualità e sviluppare seriamente un nuovo sport.  

 

Sono stati svolti diversi Corsi per Allenatori e Arbitri, tutti tenuti da tecnici e formatori qualificati. In particolare, nel 2017 le sedi di Abbiategrasso, Saluzzo e Catania hanno ospitato queste iniziative, volte alla formazione di una nuova classe di coach e arbitri.

Fiore all’occhiello dell’attività le giornate di formazione svolte dal 20 al 26 settembre presso gli impianti dell’Amatori Catania
Nel dettaglio, due le figure di riferimento, inviate dalla RLEF in Italia per gestire e sovraintendere le lezioni. Ha introdotto e guidato il lavoro dei tecnici l’inglese Martin Crick (General Manager of Coaches Education and Formation della RLEF), mentre il compatriota Danny Mc Neice, suo omologo a livello coi Match Officials, ha sovrainteso al lavoro del gruppo arbitrale. 

 

In particolare, la federazione italiana svolge un ruolo di primo piano nella formazione di allenatori e direttori di gara nell’area del mediterraneo, guidando corsisti e tecnici dei movimenti di Spagna e Grecia

Fondamentale, prima dopo e durante le attività, la presenza e la guida dei nostri Tiziano Franchini (vice-presidente FIRL e ct dell’Italia League femminile) e Guido Bonatti(Rappresentante Arbitri nel Consiglio Federale). 

Tanti e di diversa provenienza i corsisti: Catania ha ospitato la voglia di formazione e aggiornamento di coach e arbitri provenienti delle federazioni e dai club di Italia (Salvo Pezzano, Tino Magrì), SpagnaGrecia e Svezia.
Un gruppo variegato, con l’Italia capofila della zona mediterranea; un modo di e per scambiarsi pareri, esperienze, dati e punti di vista. 

«Questo corso – racconta Franchini – fa parte del progetto della RLEF di alzare il livello di formazione sia della classe arbitrale che degli allenatori, in ogni singola nazione europea affiliata alla RLEF. Questo corso di Catania è parte di un sistema di sviluppo della formazione tecnica dell’organo europeo del rugby league, iniziato nel 2016 e che si concluderà nel 2018 con altre attività di approfondimento tecnico/formativo». 

[…]

Tale progetto si chiama TEP e ha l’obiettivo, attraverso il sistema CATO, di alzare il livello della preparazione tecnica della classe degli allenatori e degli arbitri di tutto il Vecchio Continente. 
Ma cosa è il CATO? L’acronimo si forma dalle parole inglesi ConsolidateApplicationTeamObserve
L’urgenza è dunque consolidare le conoscenza acquisite nella formazione di primo livello, applicare concetti e metodologie, lavorare come e sulla squadra e ovviamente osservare

Una formazione continua e non a compartimenti stagni: «Per migliorare le conoscenze degli allenatori e degli arbitri è necessario che la formazione sia continua. Ma non solo quella teorica ma anche quella pratica.  Per esempio, se un candidato ottiene la qualifica di allenatori di primo livello, ma non pratica e non viene seguito nel suo percorso di ‘facilitatore’ (tecnico che facilita cioè l’apprendimento della pratica del rugby league in tutti i suoi movimenti sia tecnici che tattici) da personale qualificato, questo soggetto rischierà di perdersi mancando un’occasione di crescita consona alle proprie capacità». 

La formazione è una cosa seria:  «Per alzare il livello del league domestico serve avere una classe tecnica – allenatori e arbitri – ‘preparata’ con una metodologia unitaria e con principi corretti e solidi; bisogna evitare l’improvvisazione, la scarsa preparazione, l’approssimazione, cose che possono solamente partorire una formazione errata e/o inconsistente. È necessario che il movimento cresca parallelamente con la crescita di coach e direttori di gara. Noi educatori lavoriamo per questo».

«Allenare è un ruolo complesso – avverte Tiziano – che non deve essere preso sottogamba, perché si lavora con e su un gruppo di persone. L’allenatore deve trasmettere e insegnare una disciplina sportiva e per ottenere le migliori performance dai propri giocatori deve essere altamente competente. Deve sapere quello che fa e non ‘arrangiarsi’. Deve mettersi in gioco. Come FIRL, vogliamo formare allenatori in grado di insegnare, allenare e diffondere il rugby league nella maniera più efficace ed appropriata possibile. Tutto ciò è indispensabile, se si vuole alzare le competenze dei giocatori e di conseguenza il livello dell’attività domestica». 

 


Published 29/12/2017 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer 

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Nazionale femminile – Virginia Pinarello: “Sogno la Coppa del Mondo. Il rugby league è uno sport bellissimo, raccontiamolo per quello che è!”

Classe 1994, Virginia Pinarello ha indossato la casacca della Nazionale italiana nello storico test match in Libano lo scorso febbraio.
Woman of the Match nell’exploit azzurro (0-22), seconda linea sia a XIII che a XV, la giocatrice non vede l’ora di cimentarsi ancora col rugby league e ha accettato di parlare con noi delle prospettive di questo sport.

Dalle sue parole emerge la voglia di esserci, rappresentare l’Italia e mettersi in luce. Magari con un’esperienza di gioco all’estero, nei paesi dove il league è più diffuso. Nel frattempo, un occhio ai prossimi appuntamenti e magari alla Coppa del Mondo femminile 2021. 

Ciao Virginia e grazie di aver accettato di parlare con noi. Come ti sei avvicinata al rugby league?
Un saluto a tutti gli appassionati di rugby a 13. Mi sono avvicinata al league giusto un anno fa, quando sui social si iniziò a parlare diffusamente della Coppa del Mondo di quest’anno. Avevo già guardato delle partite su internet ma sono andata ad approfondire, per poi partecipare agli stage sul territorio organizzati dal nostro coach Tiziano Franchini.

In che ruolo giochi a league?
Per ora ho giocato seconda linea, che nel rugby a 13 è il n. 12 [nella nazionale maschile il 12 è Mark Minichiello, ndr].

Come ti descriveresti come giocatrice?
Diciamo che la mia caratteristica principale come rugbista è l’attitudine all’impatto, in attacco come in difesa.

Hai partecipato al test match in Libano. Ce lo racconti un po’?
Inizio col dire che la partita in Libano è stata proprio bella da giocare. Una prova che abbiamo superato molto bene, aiutandoci l’una con l’altra anche perché per la maggior parte di noi era la prima vera e propria partita ufficiale in questo codice: molte di noi giocano di solito a rugby union o nel 7s in Coppa Italia. Ad ogni modo, abbiamo vinto addirittura 0-22 in trasferta, con un’ottima difesa ma ti dico la verità avremmo potuto fare più punti e siamo state frenate dall’inesperienza. Nel primo tempo il nostro gioco è stato un po’ confusionario, con sprazzi di singoli come il capitano Valentina Virgili [nazionale ‘dual code’, ndr] per poi andare a mettere ordine in seguito. Con un gioco più pulito e ordinato, non più basato solo sul punto d’incontro ma con palloni più veloci ai tre quarti.

Come faresti crescere il league femminile nel nostro paese?
Dovremmo farlo crescere in generale, non solo nel femminile. Servono, con lo sforzo di tutti, più stage sul territorio e un aumento del numero di squadre. Da questo punto di vista, è importantissimo l’aspetto della costanza nella comunicazione e promozione del gioco ed è su questo che la federazione secondo me punterà.

La Rugby League World Cup femminile 2017 è stata spettacolare. Ti piacerebbe un giorno misurarti con le migliori del mondo?
Se mi piacerebbe? Sarebbe un sogno! Anche se cosciente del fatto che ne prenderai tante. Da quel che ho avuto modo di vedere sul web, le migliori sono veramente imponenti fisicamente e abituate a giocare a 13. Al mio coach ho accennato che potrei prendere in considerazione di fare un’esperienza per imparare dalle migliori in Australia o NZ.

Lo sport femminile subisce sempre qualche pregiudizio. In che modo il rugby league può avere successo fra le donne?               
Vanno sfatati i pregiudizi sia sulle atlete che sul rugby league. Si pensa sia solo un rugby più violento, ma in realtà con le regole modificate risulta anche meno duro dell’union in certe situazioni. Quindi può avere successo fra le donne solo trasmettendolo per il bellissimo sport che è in realtà. Già dopo il Libano, abbiamo raccontato la nostra bellissima esperienza e a giugno a Saluzzo c’erano schierate due squadre italiane: solo giocando, mostrando e raccontando quanto è bello questa disciplina possiamo far innamorare del league le italiane e gli italiani.


Rugby Marseille Treize Avenir v Saluzzo NWR, domenica 3 dicembre, Playoff Ligue PACA à XIII, Marsiglia (Francia)

Locandina fornita dal Saluzzo NWR

 


 


Published 01/12/2017 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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La madre di tutte le partite

Quella di venerdì 10 novembre a Canberra è una delle partite più importanti nella storia del rugby league italiano. E non solo per la cornice – lo splendido stadio dei Raiders nella NRL – o per la posta in palio (i quarti di finale ingolosiscono), ma soprattutto perché è il punto d’arrivo di un lungo percorso
I 17 giocatori che scenderanno in campo, tra XIII titolare e Interchange, al Canberra Stadium onoreranno una storia che ha visto in questi anni la Federazione Italiana Rugby League (FIRL) impegnarsi su più fronti, dalle giovanili al femminile al Wheelchair oltre nazionale alle competizioni d’élite e che vuol fare dello scambio di competenze ed esperienze tra l’Italia e i paesi in cui il rugby league è sport-mania la chiave per lo sviluppo futuro. 

Photo: Keegan Carroll / NRLPhotos.com

Battere le Isole Fiji, 7/a forza del ranking RLIF, porterebbe prestigio in termini di classifica mondiale e darebbe linfa vitale al progetto. L’intero pacchetto di eventi messo su a cornice della Rugby League World Cup – con il test Italia v Malta dell’8 ottobre a Sydney, il warmup Tonga-Italia a Innisfail, l’impiego dei giocatori prodotti in Italia Giuseppe Pagani, Emanuele Passera, Jaume Giorgis e Simone Boscolo per la sfida di football rappresentativo tra Italy NSW e Italy Queensland, ecc. – vuole far sì che giocatori e staff tornino in Europa con un know how nuovo e adatto ad affrontare le sfide future. 

Photo: Keegan Carroll / NRLPhotos.com

Formazioni alla mano, partita non facile per i ragazzi di coach Cameron Ciraldo, dopo l’opaco esordio con l’Irlanda (36-12) e la brillante reazione con gli Stati Uniti (46-0).  Rispetto alle prime due uscite, è cambiato il clima, perché l’Italia League si è spostata da una zona all’altra dell’Australia, paese-nazione-continente di impressionanti dimensioni: dall’estate del North Queensland ai timidi sprazzi di primavera di Canberra (Australian Capital Territory) cambia tutto. Anche per il diverso orario del calcio d’inizio: l’arbitro inglese Robert Hicks darà il via alle ostilità alle 19.45 ora locale (9:45 italiane). 
Italia che recupera finalmente Campese, vero metronomo della mediana, assoluto protagonista nelle qualificazioni iridata lo scorso autunno. Accanto a lui agirà Ghietti, con Tedesco nuovamente schierato estremo. 
Esordio iridato per Lepori, estremo-ala fresco di passaggio da Oldham a Rochdale (Championship inglese), da tanti anni nel giro nella Nazionale anche nelle competizioni ‘minori’. Agirà da titolare Calegari, tra i più esperti in gruppo a livello di caps in azzurro, dopo l’esordio mondiale da subentrato a Townsville. 

Photo: Keegan Carroll / NRLPhotos.com

Capitana Fiji Kevin Naiqama, stella dei Wests Tigers. Ma attenzione soprattutto a Jarryd Hayne, giocatore tanto forte quanto versatile: agirà al n. 6 a dare creatività e inventiva alla squadra. Incerto sul suo futuro nel league di club, l’ex Running back / return specialist dei San Francisco 49ers è solo uno dei tanti pericoli con cui la difesa italiana è chiamata a misurarsi.
Guida i Bati Mick Potter, australiano con un’ottima carriera di giocatore oltre che di allenatore alle spalle. 

Photo courtesy NRL Photos

Per la Nazionale, qualificarsi è una sfida dura. Occorre vincere e con ampio scarto, ma agli italiani piacciono le sfide e conta, in ogni caso, fare bene. 
Previsto il pubblico delle migliori occasioni, con grande coinvolgimento e partecipazione della comunità italo-australiana. Dei bus speciali partiranno da Sydney in direzione della capitale e la stessa comunità italiana di Canberra parteciperà all’evento. 
Stanti queste condizioni, ben figurare è un obbligo. Mentre vincere sarebbe la ciliegina sulla torta di una stagione di rugby league internazionale che ha visto l’Italia giocare 6 test tra Beirut (Libano), MantaSaluzzo, Sydney, Cairns, Townsville e adesso Canberra. Il resto, si vedrà. 


 


Italy v Fiji, venerdì 10 novembre, Canberra Stadium, Canberra
Saluzzo
Racing Club Caumont XIII, sabato 18 novembre, Centro Sportivo, Manta (Cuneo)

Foto © Red Elephant / Cultural Pulse

Published 09/11/2017 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

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