Categoria: FIRL

Notizie Federali

La Federazione Italiana di Rugby League programma il suo 2018

La Federazione Italiana Rugby League si appresta a vivere un 2018 ricco di attività e novità. Nell’ultimo consiglio direttivo fderale, infatti, la Federazione ha approvato un piano di sviluppo per i prossimi 4 anni che si prefissa di raggiungere obiettivi ambiziosi e importanti per il movimento del XIII italiano. Ma di cosa stiamo parlando?

Per prima cosa la FIRL vuole aumentare il numero dei tesserati, lavorare ancor meglio sul territorio al fine di creare delle realtà che operino nel Rugby League per tutto il corso della stagione. Allo stesso tempo, poi, si lavorerà sul creare un campionato italiano sempre di maggior interesse, tanto dal punto di vista del maschile, quanto di quello femminile.

Per quanto riguarda le giovanili, invece, che rappresentano le fondamenta di qualsiasi movimento, si sta pensando a strutturare un torneo U19, questo anche in vista dello spareggio Europeo che la nazionale giocherà a maggio a Fogliano di Redipuglia, in vista del Campionato Europeo di agosto in Serbia.

Questo investimento sulla base, si fonderà, anche, su un cambio di mentalità degli operatori del rugby League italiano che cercheranno di sviluppare il gioco del rugby League attraverso nuove metodologie di allenamento e di formazione

Sono, infatti, previsti in previsione per il 2018, gli ormai usuali corsi di allenatori e di arbitri di primo livello CATO (programma di formazione RLEF), corsi di secondo livello, e corsi di formazione per dirigenti FIRL.

Dal 2018, poi, oltre al campionato italiano maschile seniores e juniores, si creerà un campionato femminile e uno dedicato al Wheelchair, dopo la positiva esperienza della partecipazione alla Coppa del Mondo in Francia. 

ATTIVITA’ INTERNAZIONALE SENIORES – MASCHILE

La volontà della FIRL è quella di creare dei gruppi di lavoro sul territorio che permettano agli atleti di accrescere il proprio livello, questo per strutturare un lavoro che porterà i migliori giocatori del territorio a giocare il mondiale inglese del 2021. Le amichevoli dell’Italia si stanno decidendo assieme alle tante nazionali emergenti e ad alcune più strutturate del panorama League Europeo

© SportsCode

ATTIVITA’ INTERNAZIONALE SENIORES – FEMMINILE

LA FIRL sta lavorando per diffondere la disciplina e ha già creato dei gruppi di lavoro. Per le ragazze ci saranno incontri internazionali per accrescere il livello e l’esperienza nel codice. Si partirà dalla Francia, per poi affrontare il Libano e, sicuramente, una nazionale d’oltremanica.

ATTIVITà INTERNAZIONALE JUNIORES

LA FIRL intende lavorare sul territorio al fine di strutturare un gruppo di lavoro che porterà alla costituzione della nazionale di categoria che sfiderà in amichevole la Serbia – data ancora da decidere – e si giocherà la partecipazione all’Europeo di Agosto giocando lo spareggio il 19 maggio contro l’Ucraina, a Fogliano di Redipuglia.



Comunicato Stampa Federazione Italiana Rugby League

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

Rugby League, si chiude un 2017 formidabile e non solo per la Coppa del Mondo

Volge al termine un anno di crescita per il rugby league italiano. E non solo per la partecipazione della Nazionale alla Rugby League World Cup 2017: nel corso dell’anno ci sono state tante “prime volte”, a livello sia di squadra che di giocatori, e si è registrata una crescita dell’interesse attorno ai colori azzurri e al rugby a XIII. 

Foto Antonella Principato / FIRL

nuove nazionali, una famiglia

Tra le tappe fondamentali, la nascita e lo sviluppo di 2 nuove squadre nazionali. L’Italia femminile ha infatti vissuto il suo esordio nel test rugby league con la sfida al Libano lo scorso 25 febbraio. In una storia tournée completata poi in giugno dalla trasferta della nazionale maschile, le azzurre si sono aggiudicate la sfida di Beirut con un perentorio 0-22, guadagnandosi una posizione di prestigio nel nuovissimo ranking internazionale Women’s Rugby League

Oltre alle azzurre – che usufruiscono ora di una pagina FB loro esclusivamente dedicata e sono scese in campo in una sfida rappresentativa il 5 giugno a Manta (Cuneo) – nel 2017 della F.I.R.L. ha visto la luce la nazionale italiana rugby league in carrozzina. Disciplina in crescita la cui Coppa del Mondo, organizzata quest’anno dalla Francia, ha rappresentato lo scenario ideale per la nuova Italia.


l’italia wheelchair in semifinale mondiale

Grazie agli sforzi di un tecnico navigato come Robert Fassoletteuno dei creatori di questa variante del league, da sempre sensibili alle esigenze ed esperienze della disabilità nello sport – l’Italia Wheelchair ha portato a casa l’amichevole con la Spagna il 18 luglio in un tiratissimo 30-32, per poi ripetersi due giorni dopo contro la Scozia (6-110) e di nuovo al cospetto degli spagnoli (39-68). 

Storico anche il successo sul Galles (108-24), prima del ko contro la formidabile Francia padrona di casa nella semifinale del torneo il 25 luglio ad Albi. 
Il 58-45 dell’Australia nella finalina per il terzo posto non macchiava né cancellava l’exploit dell’Italia alla sua prima manifestazione iridata in una disciplina divertente e stimolante sia per il suo gameplay (uso del pallone ovale, set, mete, trasformazioni e intensità) che per la sua capacità di mettere assieme gli sforzi di diversamente abili e normodotati. Citando le parole del CT Fassolette

La cosa bella del Wchair RL è che è uno sport aperto, giocato sia da normodati che da disabili. Gli atleti normodotati accettano solamente di “fare un passo” verso i loro colleghi disabili, dovendo restare legati alla carrozzina (grembo, ginocchia e caviglie). È il modo migliore per facilitare e favorire la comprensione reciproca tra normodati e disabili. In generale, la società cerca di facilitare le persone colpite da disabilità ed è una cosa buona, ma solo una delle possibilità. Il Wheelchair Rugby League offre un’altra dimensione: apre il mondo del disabile agli altri. Dice: proviamo a porci nel punto di vista dell’altro. 

Attualmente, la federazione sta portando avanti diversi progetti legati alla diffusione del Wheelchair Rugby League nella penisola ed è alla ricerca di collaboratori tra i tecnici degli sport per disabili. Posta l’importanza dell’attività internazionale, sarà fondamentale nel 2018 radicare la disciplina in seno magari alle polisportive e a chi già pratica questi sport (basket in carrozzina, ecc.). 


Il league è (anche) donna

Nell’anno solare 2017 più di 150 atlete hanno calcato i campi di rugby league e ci si aspetta che molte altre si uniscano a rimpolpare i ranghi in vista della stagione 2018. 

Oltre all’esordio ufficiale a livello di test rugby league, l’attività del league “in rosa” ha visto l’organizzazione di numerosi stage sul territorio, a nord come a sud. Occasioni di crescita per le ragazzi, i concentramenti hanno messo a loro disposizione tecnici certificati e qualificati Rugby League European Federation (RLEF).

Tutto l’entusiasmo dell’esordio azzurro nelle parole della giocatrice Virginia Pinarello:  

La partita in Libano è stata proprio bella da giocare. Una prova che abbiamo superato molto bene, aiutandoci l’una con l’altra anche perché per la maggior parte di noi era la prima vera e propria partita ufficiale in questo codice: molte di noi giocano di solito a rugby union o nel 7s in Coppa Italia. Ad ogni modo, abbiamo vinto addirittura 0-22 in trasferta, con un’ottima difesa ma ti dico la verità avremmo potuto fare più punti e siamo state frenate dall’inesperienza. Nel primo tempo il nostro gioco è stato un po’ confusionario, con sprazzi di singoli come il capitano Valentina Virgili [nazionale ‘dual code’, ndr] per poi andare a mettere ordine in seguito. Con un gioco più pulito e ordinato, non più basato solo sul punto d’incontro ma con palloni più veloci ai tre quarti.

Un 2018 ricco di eventi attende l’Italia League femminile: tour all’estero nelle nazioni roccheforti di questo sport, passando per un’intensificazione degli stage sul territorio per qualità, frequenza e numero di partecipanti, con sguardo sul breve (amichevoli e test match) e lungo termine (Coppa del Mondo).
In particolare, l’obiettivo della qualificazione alla Women’s Rugby League World Cup può e deve diventare una priorità per le azzurre e il loro staff. 


il rimpianto libanese, la scorpacciata di manta

Foto © SportsCode-Images

Oltre alla nascita e al consolidamento delle selezioni seniores femminile e Wheelchair, il 2017 è stato un anno interessantissimo per la nazionale senior, impegnata in partite ufficiali sanzionate dalla Rugby League International Federation (RLIF) in Europa e in Australia/Oceania

Messa in ghiaccio la qualificazione nello spareggio playoff con la Russia a fine 2016, l’Italia League ha affrontato nel 2017 un’ostica trasferta in Libano, per un test giocato sotto domestic quota rule. Al cospetto di una squadra in crescita e nonostante il fattore campo, l’Italia ha venduto cara la pelle il 3 giugno alla Universite Libanais di Beirut, cedendo ai Cedars solo 6-4 dopo l’annullamento molto discusso di una meta finale.

Guidata sul campo da Mirco Bergamasconazionale ‘dual code’ che ai caps internazionali raccolti nel rugby union sta unendo ora un nuovo percorso nel league –oltre che da veterani come Matthew Sands, Gioele Celerino, Emanuele Passera e Giuseppe Pagani, l’Italia si distingueva sul campo per applicazione difensiva e caparbietà nella tenuta del campo. 

© SportsCode

Un weekend dopo, lo splendido scenario di Manta – casa dei Saluzzo North West Roosters, club italiano che partecipa grazie all’accordo tra F.I.R.L. e FFRXIII ai campionati francesi – accoglieva le nazionali di Italia e Spagna, dopo una sfida di league femminile e lo stesso match tra Azzurri e XIII del Toro a livello under 21.

Grazie al piede perfetto di Bergamasco (13 su 14 dalla piazzola, record personale di 26 punti) e a una prova maiuscola come collettivo e individualità, il XIII italiano piegava in quell’occasione una Spagna che si era arresa solo alla forte Irlanda nelle precedenti qualificazioni iridate


L’abbraccio degli italiani al marconi

In una data storica per lo sport italiano nel mondo, la Nazionale concludeva la preparazione alla Rugby League World Cup 2017 ricevendo l’abbraccio del Club Marconi (Bossley Park, Sydney). Non un luogo qualsiasi ma uno dei simboli – se non il simbolo – dello sport e della cultura italiana nel mondo

Fondato nel 1956 da 106 soci italiani e intitolato al celebre scienziato e inventore Guglielmo Marconi, il club ha visto italiani e italo-australiani eccellere nello sport e soprattutto nel calcio.
All’attività degli Stallions, attuale denominazione della società di calcio che ora milita in National Premier Leagues NSW 2 ma vanta in bacheca numerosi titoli nazionali nell’era pre A-League,  si affianca da tempo quella del rugby league e l’8 ottobre il test tra Italia e Malta ha celebrato proprio l’identità italiana

Con in campo alcuni dei prospetti più interessanti tra coloro che militano nelle giovanili dei campionati australiani e gli stessi Bergamasco, Passera, Pagani e Giorgis, un’Italia capitanata da Celerino strappava un’importante pareggio 24-24 a Malta, attuale 19/a forza del ranking mondiale. 


tigers italiani

Nel corso del 2017, 3 atleti italiani – Gioele Celerino (Saluzzo NWR), Edoardo Pezzano (Spartans XIII Catania) e Simone Boscolo (Leoni Veneti) si sono trasferiti a Tully in Australia, per disputare i campionati del Cairns District con la maglia dei Tully Tigers

Tale opportunità è stata offerta ai ragazzi grazie ai contatti e alla rete di collaboratori della FIRL e alla comunità italiana del North Queensland. La fiducia riposta in Gioele, Edoardo e Simone è stata ampiamente ripagata e i ragazzi sono stati dei perfetti ambasciatori del rugby league italiano, per comportamento dentro e fuori dal campo

Lavoro nelle farm di giorno, allenamenti e partite la sera, con ottimi risultati: Celerino ha vinto più volte il premio di Man of the Match con la prima squadra dei Tigers, mentre Pezzano e Boscolo si sono distinti aiutando il team a vincere il campionato di Seconda Divisione. 

Successivamente i giocatori – da tempo nel giro della Nazionale – sono scesi in campo in diverse sfide di prestigio nel rugby league internazionale e rappresentativo, accumulando un’esperienza che darà linfa vitale e competenze nuove al gioco sul territorio italiano. 


l’avventura alla rlwc

Il caldo del North Queensland, dove primavera vuol dire estate e ci si allena sotto sole e 35 gradi, ha accolto gli sforzi dell’Italia League nella Coppa del Mondo 2017

Alla seconda partecipazione consecutiva dopo quella del 2013, la Nazionale si è presentata ai nastri di partenza iridati con un mix di veterani (Minichiello, Riethmuller, Santi, Celerino, ecc.) ed elementi reduci da stagioni stellari nella NRL (Tedesco, Vaughan, Brown, Alvaro, ecc.). 

Photo: Keegan Carroll / NRLPhotos.com

Ottimo l’impatto nel rapporto con la comunità italo-australiana locale (molti i tricolori di Barrow Park, casa dei Northern Pride, piacevole l’abbraccio di Ingham), nonostante lo scivolone all’esordio contro l’Irlanda (32-12). Particolarmente penalizzata dall’assenza del suo cervello e regista Campese e dall’infortunio del giovane Johns a gara in corso, il XIII azzurro si inchinava all’organizzazione di una formazione irlandese comunque ricca di talento e sapientemente ispirata da Liam Finn sul campo e Mark Aston alla guida tecnica. 

Photo Courtesy of NRL Photos

A Townsville, nel secondo impegno, un’Italia finalmente più tenace e risoluta straripava sugli USA (46-0, successo secondo in stagione solo a quello sulla Spagna per scarto inflitto agli avversari) rimettendo in piedi il discorso qualificazione. 

Finalmente recuperato Campese e trovate motivazioni data le aperte chance di qualificazione ai quarti, gli azzurri lottavano poi a Canberra (ACT) tenendo botta nel primo tempo contro le Fiji, una delle nazionali più ostiche del torneo come confermato dalla successiva affermazione sulla Nuova Zelanda ai quarti). 

Canberra, Australia – November 10 : Rugby League World Cup – Italy V Fiji
Photo: Keegan Carroll / NRLPhotos.com

Dopo una prima frazione giocata ad armi pari nonostante il talento e la fisicità di Jarryd Hayne e compagni, l’Italia cedeva poi nella ripresa salutando la Coppa del Mondo a testa alta. Alla fine, è mancato solo l’esordio (quei 32 punti incassati dall’Irlanda rimarranno a lungo nella mente e nei rimpianti dei giocatori…) in un torneo chiuso in crescendo


sul territorio

Oltre ai vari stage, organizzati sia per i giocatori di interesse nazionale che per under, l’attività sul territorio italiano ha visto un campionato italiano giocato in estate e dominato da XIII del Ducato (girone nord) e Spartans Catania (girone sud). 

Particolarmente attesa la finale, posticipata al 4 febbraio 2018 a causa dell’impegno iridato.

Nella finalissima, i catanesi cercheranno il loro primo titolo nazionale, che sarebbe la ciliegina sulla torta dopo una crescita ragguardevole anno dopo anno e la produzione di diversi atleti poi giunti a rappresentare l’Italia nel league internazionale. 

Il XIII del Ducato, espressione di una delle roccheforti del XIII italiano, vanta in bacheca numerosi scudetti e ha festeggiato la vittoria del raggruppamento nord Italia piegando i Leoni Veneti

Sempre sul piano dello sviluppo domestico, da menzionare l’attività dei Saluzzo NWR, club passato definitivamente dal rugby union al rugby league e ora impegnato nella campionato francese Provence-Alpes-Côte d’Azur (PACA) –National Division 2 grazie agli sforzi della dirigenza e all’accordo di FIRL e federazione transalpina. 

Non pochi giocatori della Piuma hanno ottenuto grazie alle prestazioni sul campo convocazioni in azzurro

Per gentile concessione Ufficio Stampa Saluzzo NWR

Risale al 25 marzo lo storico 26-16 al Saint-Martin 2, prima vittoria nel campionato PACA; successivamente il club ha ospitato la sfida alla Spagna per poi prepararsi alla nuova stagione francese dando continuità all’esposizione internazionale e turistica di Saluzzo, Manta e di tutta l’area circostante. 

Nella stagione 2016-2017, i Roosters si sono tolti la soddisfazione di qualificarsi ai playoff e soprattutto di esordire in Coupe de France, una delle competizioni più antiche e prestigiose d’Europa. 

Per gentile concessione © Saluzzo NWR

prestigiosi traguardi

In aggiunta a questa attività, è stato un 2017 da ricordare sul piano dei riconoscimenti internazionale. L’Italia è diventata infatti Full Member della Rugby League European Federation (RLEF) prima e della Rugby League International Federation (RLIF). 

Due riconoscimenti di sostanza oltre che di forma, a premiare il lavoro svolto negli anni e il rispetto di certi standard

© SportsCode

«Per noi diventare Full Member era un passo fondamentale e siamo molto contenti che ci ci sia stata data l’opportunità di confrontarci con tutte le federazioni mondiali – commenta Orazio D’Arrò, presidente della FIRLaver avuto poi l’unanimità di voto, poi, è un aspetto che non può che farci molto piacere. Ora, per l’Italia e la FIRL, è veramente arrivato il momento di fare quel salto in avanti che tutti ci aspettiamo e per cui stiamo lavorando da almeno 10 anni».

Tali standard sono stati mantenuti e migliorati anche sul campo della formazione: un aspetto importantissimo se si vuole fare il salto di qualità e sviluppare seriamente un nuovo sport.  

 

Sono stati svolti diversi Corsi per Allenatori e Arbitri, tutti tenuti da tecnici e formatori qualificati. In particolare, nel 2017 le sedi di Abbiategrasso, Saluzzo e Catania hanno ospitato queste iniziative, volte alla formazione di una nuova classe di coach e arbitri.

Fiore all’occhiello dell’attività le giornate di formazione svolte dal 20 al 26 settembre presso gli impianti dell’Amatori Catania
Nel dettaglio, due le figure di riferimento, inviate dalla RLEF in Italia per gestire e sovraintendere le lezioni. Ha introdotto e guidato il lavoro dei tecnici l’inglese Martin Crick (General Manager of Coaches Education and Formation della RLEF), mentre il compatriota Danny Mc Neice, suo omologo a livello coi Match Officials, ha sovrainteso al lavoro del gruppo arbitrale. 

 

In particolare, la federazione italiana svolge un ruolo di primo piano nella formazione di allenatori e direttori di gara nell’area del mediterraneo, guidando corsisti e tecnici dei movimenti di Spagna e Grecia

Fondamentale, prima dopo e durante le attività, la presenza e la guida dei nostri Tiziano Franchini (vice-presidente FIRL e ct dell’Italia League femminile) e Guido Bonatti(Rappresentante Arbitri nel Consiglio Federale). 

Tanti e di diversa provenienza i corsisti: Catania ha ospitato la voglia di formazione e aggiornamento di coach e arbitri provenienti delle federazioni e dai club di Italia (Salvo Pezzano, Tino Magrì), SpagnaGrecia e Svezia.
Un gruppo variegato, con l’Italia capofila della zona mediterranea; un modo di e per scambiarsi pareri, esperienze, dati e punti di vista. 

«Questo corso – racconta Franchini – fa parte del progetto della RLEF di alzare il livello di formazione sia della classe arbitrale che degli allenatori, in ogni singola nazione europea affiliata alla RLEF. Questo corso di Catania è parte di un sistema di sviluppo della formazione tecnica dell’organo europeo del rugby league, iniziato nel 2016 e che si concluderà nel 2018 con altre attività di approfondimento tecnico/formativo». 

[…]

Tale progetto si chiama TEP e ha l’obiettivo, attraverso il sistema CATO, di alzare il livello della preparazione tecnica della classe degli allenatori e degli arbitri di tutto il Vecchio Continente. 
Ma cosa è il CATO? L’acronimo si forma dalle parole inglesi ConsolidateApplicationTeamObserve
L’urgenza è dunque consolidare le conoscenza acquisite nella formazione di primo livello, applicare concetti e metodologie, lavorare come e sulla squadra e ovviamente osservare

Una formazione continua e non a compartimenti stagni: «Per migliorare le conoscenze degli allenatori e degli arbitri è necessario che la formazione sia continua. Ma non solo quella teorica ma anche quella pratica.  Per esempio, se un candidato ottiene la qualifica di allenatori di primo livello, ma non pratica e non viene seguito nel suo percorso di ‘facilitatore’ (tecnico che facilita cioè l’apprendimento della pratica del rugby league in tutti i suoi movimenti sia tecnici che tattici) da personale qualificato, questo soggetto rischierà di perdersi mancando un’occasione di crescita consona alle proprie capacità». 

La formazione è una cosa seria:  «Per alzare il livello del league domestico serve avere una classe tecnica – allenatori e arbitri – ‘preparata’ con una metodologia unitaria e con principi corretti e solidi; bisogna evitare l’improvvisazione, la scarsa preparazione, l’approssimazione, cose che possono solamente partorire una formazione errata e/o inconsistente. È necessario che il movimento cresca parallelamente con la crescita di coach e direttori di gara. Noi educatori lavoriamo per questo».

«Allenare è un ruolo complesso – avverte Tiziano – che non deve essere preso sottogamba, perché si lavora con e su un gruppo di persone. L’allenatore deve trasmettere e insegnare una disciplina sportiva e per ottenere le migliori performance dai propri giocatori deve essere altamente competente. Deve sapere quello che fa e non ‘arrangiarsi’. Deve mettersi in gioco. Come FIRL, vogliamo formare allenatori in grado di insegnare, allenare e diffondere il rugby league nella maniera più efficace ed appropriata possibile. Tutto ciò è indispensabile, se si vuole alzare le competenze dei giocatori e di conseguenza il livello dell’attività domestica». 

 


Published 29/12/2017 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer 

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

Nazionale femminile – Virginia Pinarello: “Sogno la Coppa del Mondo. Il rugby league è uno sport bellissimo, raccontiamolo per quello che è!”

Classe 1994, Virginia Pinarello ha indossato la casacca della Nazionale italiana nello storico test match in Libano lo scorso febbraio.
Woman of the Match nell’exploit azzurro (0-22), seconda linea sia a XIII che a XV, la giocatrice non vede l’ora di cimentarsi ancora col rugby league e ha accettato di parlare con noi delle prospettive di questo sport.

Dalle sue parole emerge la voglia di esserci, rappresentare l’Italia e mettersi in luce. Magari con un’esperienza di gioco all’estero, nei paesi dove il league è più diffuso. Nel frattempo, un occhio ai prossimi appuntamenti e magari alla Coppa del Mondo femminile 2021. 

Ciao Virginia e grazie di aver accettato di parlare con noi. Come ti sei avvicinata al rugby league?
Un saluto a tutti gli appassionati di rugby a 13. Mi sono avvicinata al league giusto un anno fa, quando sui social si iniziò a parlare diffusamente della Coppa del Mondo di quest’anno. Avevo già guardato delle partite su internet ma sono andata ad approfondire, per poi partecipare agli stage sul territorio organizzati dal nostro coach Tiziano Franchini.

In che ruolo giochi a league?
Per ora ho giocato seconda linea, che nel rugby a 13 è il n. 12 [nella nazionale maschile il 12 è Mark Minichiello, ndr].

Come ti descriveresti come giocatrice?
Diciamo che la mia caratteristica principale come rugbista è l’attitudine all’impatto, in attacco come in difesa.

Hai partecipato al test match in Libano. Ce lo racconti un po’?
Inizio col dire che la partita in Libano è stata proprio bella da giocare. Una prova che abbiamo superato molto bene, aiutandoci l’una con l’altra anche perché per la maggior parte di noi era la prima vera e propria partita ufficiale in questo codice: molte di noi giocano di solito a rugby union o nel 7s in Coppa Italia. Ad ogni modo, abbiamo vinto addirittura 0-22 in trasferta, con un’ottima difesa ma ti dico la verità avremmo potuto fare più punti e siamo state frenate dall’inesperienza. Nel primo tempo il nostro gioco è stato un po’ confusionario, con sprazzi di singoli come il capitano Valentina Virgili [nazionale ‘dual code’, ndr] per poi andare a mettere ordine in seguito. Con un gioco più pulito e ordinato, non più basato solo sul punto d’incontro ma con palloni più veloci ai tre quarti.

Come faresti crescere il league femminile nel nostro paese?
Dovremmo farlo crescere in generale, non solo nel femminile. Servono, con lo sforzo di tutti, più stage sul territorio e un aumento del numero di squadre. Da questo punto di vista, è importantissimo l’aspetto della costanza nella comunicazione e promozione del gioco ed è su questo che la federazione secondo me punterà.

La Rugby League World Cup femminile 2017 è stata spettacolare. Ti piacerebbe un giorno misurarti con le migliori del mondo?
Se mi piacerebbe? Sarebbe un sogno! Anche se cosciente del fatto che ne prenderai tante. Da quel che ho avuto modo di vedere sul web, le migliori sono veramente imponenti fisicamente e abituate a giocare a 13. Al mio coach ho accennato che potrei prendere in considerazione di fare un’esperienza per imparare dalle migliori in Australia o NZ.

Lo sport femminile subisce sempre qualche pregiudizio. In che modo il rugby league può avere successo fra le donne?               
Vanno sfatati i pregiudizi sia sulle atlete che sul rugby league. Si pensa sia solo un rugby più violento, ma in realtà con le regole modificate risulta anche meno duro dell’union in certe situazioni. Quindi può avere successo fra le donne solo trasmettendolo per il bellissimo sport che è in realtà. Già dopo il Libano, abbiamo raccontato la nostra bellissima esperienza e a giugno a Saluzzo c’erano schierate due squadre italiane: solo giocando, mostrando e raccontando quanto è bello questa disciplina possiamo far innamorare del league le italiane e gli italiani.


Rugby Marseille Treize Avenir v Saluzzo NWR, domenica 3 dicembre, Playoff Ligue PACA à XIII, Marsiglia (Francia)

Locandina fornita dal Saluzzo NWR

 


 


Published 01/12/2017 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

L’Italia è Full Member della Rugby League International Federation

L’Italia è stata eletta all’unanimità Full Member della RLIF (Rugby League International Federation)
Photo Courtesy of NRL Photos

Sydney – Il Rugby League italiano ha fatto un grande passo in avanti, tanto a livello di rapporti internazionali, quanto di credibilità: nell’assemblea Mondiale svolta a Sydney, infatti, davanti a tutti i rappresentanti del Rugby League mondiale, la FIRL (Federazione Italiana Rugby League) è stata nominata Full Member della Rugby League International Federation. 

© SportsCode

Si tratta di un passo in avanti molto importante per il movimento League italiano, questa nomina porterà senza ombra di dubbio maggior stabilità al movimento italiano e anche alla Federazione stessa, che potrà prendere la parola nelle riunioni di organizzazione mondiale con maggior tranquillità e credibilità.

«Per noi diventare Full Member era un passo fondamentale e siamo molto contenti che ci ci sia stata data l’opportunità di confrontarci con tutte le federazioni mondiali – commenta Orazio D’Arrò, presidente della FIRL – aver avuto poi l’unanimità di voto, poi, è un aspetto che non può che farci molto piacere. Ora, per l’Italia e la FIRL, è veramente arrivato il momento di fare quel salto in avanti che tutti ci aspettiamo e per cui stiamo lavorando da almeno 10 anni».

 
Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

Quando la formazione è tutto

È proprio vero che, come si diceva una volta, gli esami non finiscono mai

Lo sa la Rugby League European Federation, che ha organizzato e tenuto a Cataniacapitale del rugby a 13 del Sud Italia – il Corso Allenatori e Arbitri di 2° livello. Uno step importante, questo, per andare avanti e come individui e come gruppi di lavoro: saper andare oltre alle basi, alla conoscenza delle regole di questo sport e di come trasmetterle, saper gestire una partita, confrontandosi anche psicologicamente con gli altri ‘attanti’ in gioco, siano essi arbitri, allenatori e giocatori avversari. 

Foto © Antonella Principato / FIRL

Nel dettaglio, due le figure di riferimento, inviate dalla RLEF in Italia per gestire e sovraintendere le lezioni. Ha introdotto e guidato il lavoro dei tecnici l’inglese Martin Crick (General Manager of Coaches Education and Formation della RLEF), mentre il compatriota Danny Mc Neice, suo omologo a livello coi Match Officials, ha sovrainteso al lavoro del gruppo arbitrale. 

Fondamentale, prima dopo e durante le attività, la presenza e la guida dei nostri Tiziano Franchini (vice-presidente FIRL e ct dell’Italia League femminile) e Guido Bonatti (Rappresentante Arbitri nel Consiglio Federale). 

Tanti e di diversa provenienza i corsisti: Catania ha ospitato la voglia di formazione e aggiornamento di coach e arbitri provenienti delle federazioni e dai club di Italia (Salvo Pezzano, Tino Magrì), Spagna, Grecia e Svezia.
Un gruppo variegato, con l’Italia capofila della zona mediterranea; un modo di e per scambiarsi pareri, esperienze, dati e punti di vista. 

«Questo corso – racconta Franchini – fa parte del progetto della RLEF di alzare il livello di formazione sia della classe arbitrale che degli allenatori, in ogni singola nazione europea affiliata alla RLEF. Questo corso di Catania è parte di un sistema di sviluppo della formazione tecnica dell’organo europeo del rugby league, iniziato nel 2016 e che si concluderà nel 2018 con altre attività di approfondimento tecnico/formativo». 

Foto © Antonella Principato / FIRL

Tale progetto si chiama TEP e ha l’obiettivo, attraverso il sistema CATO, di alzare il livello della preparazione tecnica della classe degli allenatori e degli arbitri di tutto il Vecchio Continente. 
Ma cosa è il CATO? L’acronimo si forma dalle parole inglesi ConsolidateApplicationTeamObserve
L’urgenza è dunque consolidare le conoscenza acquisite nella formazione di primo livello, applicare concetti e metodologie, lavorare come e sulla squadra e ovviamente osservare

Il CATO si articola in 4 passaggi: 

  • 1/a parte: ottenimento della licenza di allenatore di primo livello
  • 2/a parte: adempimenti per affinare le proprie conoscenze.
  • 3/a parte: una volta completati gli impegni richiesti si procede con la formazione di secondo livello
  • 4/a parte: adempimenti per affinare le proprie conoscenze di allenatore di secondo livello.

«Una volta completato questo percorso – continua il tecnico dell’Italia League femminilel’allenatore viene inserito in un contesto d’élite europea con la facoltà di approfondire le proprie conoscenze con realtà professionistiche inglesi». 
Una formazione continua e non a compartimenti stagni: «Per migliorare le conoscenze degli allenatori e degli arbitri è necessario che la formazione sia continua. Ma non solo quella teorica ma anche quella pratica.  Per esempio, se un candidato ottiene la qualifica di allenatori di primo livello, ma non pratica e non viene seguito nel suo percorso di ‘facilitatore’ (tecnico che facilita cioè l’apprendimento della pratica del rugby league in tutti i suoi movimenti sia tecnici che tattici) da personale qualificato, questo soggetto rischierà di perdersi mancando un’occasione di crescita consona alle proprie capacità». 

Da parte di Franchini – azzurro sul campo da giocatore e ora n. 2 federale – arriva un netto no alla faciloneria, a chi si improvvisa.
La formazione è una cosa seria:  «Per alzare il livello del league domestico serve avere una classe tecnica – allenatori e arbitri – ‘preparata’ con una metodologia unitaria e con principi corretti e solidi; bisogna evitare l’improvvisazione, la scarsa preparazione, l’approssimazione, cose che possono solamente partorire una formazione errata e/o inconsistente. È necessario che il movimento cresca parallelamente con la crescita di coach e direttori di gara. Noi educatori lavoriamo per questo».

Foto © Antonella Principato / FIRL

La federazione europea ha concesso al rugby league tricolore il ruolo di capogruppo dell’area Sud Europa/Mediterraneo, avendo tecnici, arbitri e formatori FIRL partecipato già negli anni (dal 2009/2010) ai primi corsi di sviluppo tecnico RLEF e RFL (Inghilterra), avendo poi col tempo e sul campo  acquisito le capacità di formare anche altre nazioni e federazioni. 

È importante cementare le sinergie tra allenatori e arbitri e in queste giornate siciliane si è operato anche e soprattutto in questa direzione. Coach e direttori di gara hanno lavorato congiuntamente, analizzando assieme alcune fasi di gioco per migliorare la propria conoscenza e acquisire un punto di vista ‘altro’ rispetto ai tradizionali ruoli

«Allenare è un ruolo complesso – avverte Tizianoche non deve essere preso sottogamba, perché si lavora con e su un gruppo di persone. L’allenatore deve trasmettere e insegnare una disciplina sportiva e per ottenere le migliori performance dai propri giocatori deve essere altamente competente. Deve sapere quello che fa e non ‘arrangiarsi’. Deve mettersi in gioco. Come FIRL, vogliamo formare allenatori in grado di insegnare, allenare e diffondere il rugby league nella maniera più efficace ed appropriata possibile. Tutto ciò è indispensabile, se si vuole alzare le competenze dei giocatori e di conseguenza il livello dell’attività domestica». 

Foto © Antonella Principato / FIRL

Una squadra arbitrale cosmopolita quella accorsa al Campo Benito Paolone: Raj Shah (Svezia), Andrew Pilkington e Tony Palacios (Spagna), Jim Minadakis, George Stilianos e Aris Dardamanis (Grecia), assieme allo stesso Bonatti e diversi arbitri italiani di 1° livello. 

«Contesto e approccio interessantissimi – ricorda in n. 1 dei fischietti italiani – specie perché s’è insistito tanto sulla gestione delle situazioni. Per esempio su come arrivare alla partita e condurla nel miglior modo possibile. È un focus che inizia da presto, tutti i giorni della settimana: abbiamo ragionato su come ci si deve allenare se si arbitra nel weekend, come distribuire l’attività, destreggiarsi con lavoro e vita privata. Bisogna essere più preparati possibile e poi capire la situazione che si sta verificando in campo e come gestirla».  

Accento posto non tanto sulle regole del rugby league – già parte dei corsi arbitrali di 1° livello – ma sullo step successivo: il salto di qualità è «capire che rapporto c’è o ci può essere coi giocatori, interagire con gli allenatori per venirsi incontro e, magari, afferrare l’uno il punto di vista dell’arbitro. Scopo di chi dirige una partita – chiarisce ancora Guido – è  seguire la partita nei suoi sviluppi, essere pronti se c’è uno strappo, cambiare il modo di correre, ecc». 

Sia coach che direttori di gara si sono cimentati, dopo l’approccio teorico e pratico (slides, simulazione contesti di gioco, ecc.) coi formatori inglesi, in un lavoro d’équipe, ponendo poi sé stessi sul piano dell’insegnante/istruttore: ognuno dei corsisti ha preparato un argomento, illustrandolo ai colleghi. 
Un modus operandi ben lontano dalla vecchia didattica frontale e a senso unico, un approccio utile a consolidare quanto appreso negli anni e nei corsi precedenti. 

 

«Ruck, zona placcaggio e play the ball sono, dal mio punto di vista, le zone più delicate. Ma è proprio quipropone ancora Bonatti – che serve collaborino arbitri e tecnici. Vedere noi cosa si aspettano i coach in questo o quel caso, e viceversa. L’ottica è unica, lo scopo è mettere i giocatori nelle condizioni migliori per giocare a rugby league, non ‘fregare’ l’avversario o l’arbitro». 

Il TEP è un piano triennale, investimento da 723 mila €.
Finanziato per 466 mila € dall’Unione Europea attraverso il progetto Erasmus+ e da Rugby League International Federation (RLIF) e 5 federazioni per il rimanente, il progetto divide l’area europea in 6 gruppi ‘regionali’ puntando, sul breve e lungo periodo attraverso formazione e mentoring, a migliorare la qualità del rugby league dell’Emisfero Nord e a spingerne lo sviluppo. 

Sia alla base che a un livello più avanzato, i giorni di Catania hanno confermato che quando si opera con competenza e ci si affida a professionisti la direzione presa non può essere che quella della crescita.
E che non ci si improvvisa mai, nello sport come nel lavoro. 

Published 28/09/2017 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer 


Read in EnglishRugby league level 2 coaching and match official courses held in Sicily [by the RLEF MEDIA DEPARTMENT]


Prezzi e offerte sui nostri kit mondiali!

 

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

Rugby League – Una settimana a Catania all’insegna della formazione

In accordo con la RLEF (Rugby League European Federation) la FIRL (Federazione Italiana Rugby League) organizza un corso allenatori di 2° livello e arbitri

La Rugby League European Federation – RLEF – in accordo con la Federazione Italiana di Rugby League ha strutturato un corso arbitri ed allenatori a Catania e più precisamente dal 20 al 26 settembre – presso gli impianti dell’Amatori Catania, dalle 9.00 alle 18.00.

Questo momento di formazione si inserisce nel progetto europeo che ha come obiettivo l’innalzamento tecnico del Rugby a XIII.
L’Italia del league, in questo caso – grazie all’esperienza accumulata negli ultimi anni – fa da capofila del gruppo “mediterraneo”, con Grecia e Spagna.

Parteciperanno al meeting catanese ben 20 persone – 10 allenatori e 10 arbitri – provenienti da Italia, Grecia e Spagna. L’obiettivo è  approfondire le tecniche di allenamento sotto la guida di tutor inglesi, inviati direttamente dalla RLEF. Questi ultimi verranno poi coadiuvati dai tecnici FIRL Guido Bonatti per quanto riguarda gli arbitri e Tiziano Franchini per quello che concerne gli aspetti tecnici e da coach.

«La formazione è un aspetto importantissimo del nostro progetto – commenta Orazio D’Arrò, presidente della FIRL / Federazione Italiana di Rugby League – abbiamo sempre puntato su questi corsi e con il supporto della RLEF siamo in grado di renderli sempre più coinvolgenti e strutturati. Dobbiamo e vogliamo supportare la crescita degli allenatori, come del resto quella dei giocatori. Maggiore sarà la nostra competenza in merito al League, maggiore sarà il coinvolgimento che riusciremo a creare sul territorio».

Successivamente la FIRL – oltre a organizzare questo corso per consolidare l’offerta formativa del movimento di rugby league italiano – ha in programma di strutturare dei corsi di allenatori e di arbitri di primo livello in varie località italiane nei mesi di dicembre 2017 e gennaio-febbraio 2018.

Date e località sono ancora da definire.

Per maggiori informazioni: d.macor@firl.it

Foto © SportsCode-Images

Prezzi e offerte sui nostri kit mondiali!

 

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

Newsletter Team Italia – Le parole di Orazio D’Arrò, presidente FIRL

di Cultural Pulse – Newsletter Team Italia

Parlaci del rugby league italiano a livello domestico.

“Il rugby league in Italia ha fatto enormi passi avanti negli ultimi anni, a partire dalla Coppa del Mondo del 2013, nonostante alcune scelte della locale federazione di rugby union. Il campionato si gioca da sud a nord, dalla Sicilia fino al confine con la Francia, dove c’è una squadra chiamata Saluzzo Roosters, che partecipa anche al campionato francese”.
“Ci sono diversi gironi regionali, per ridurre gli ovvi costi di viaggio e poi ci sono altre manifestazioni ed eventi. Il girone siciliano ad esempio sta crescendo molto in fretta e ha un approccio sempre più professionale; stiamo anche cercando di coinvolgere una squadra di Malta.”

Qual è il ruolo degli italo-australiani nella crescita del rugby league in Italia?

“Ciò che gli italiani d’Australia fanno è essenzialmente contribuire a metter su una struttura, una base da cui poi lo sport potrà crescere e svilupparsi. Ciò che ci serve è avere italiani sul campo, pronti a scoprire e occuparsi del gioco. Il nostro messaggio è: se giochi nel campionato italiano, puoi essere chiamato a giocare nella nostra squadra di Residenti e non solo.”
“A livello di Italia/squadra emergenti, ci sono 4-6 partite a stagione e i migliori passano alla squadra d’
élite, assieme a giocatori di NRL e Super League. È così che nascono le opportunità per tutti i giocatori di giocare in azzurro e mettersi in luce.”

Quanto è stretto il legame tra i giocatori di stanza in Australia e gli italiani prodotti del movimento locale?

“C’è uno slogan nella nostra squadra e dice che siamo Una famiglia. Lo usiamo dal 2013: i giocatori ci tengono veramente tanto e vivono con emozione la maglia azzurra. Per esempio, Aidan Guerra ha giocato per l’Italia ancora prima di esordire coi Kangaroos a livello di test e per lui è stato veramente il massimo poter rappresentare suo padre e suo nonno, la sua famiglia.”
“Come gruppo c’è un legame 
 so già che qualcuno non ci crederà, ma credetemi sono sincero!  forte e simile a quello che si crea in un ritiro di State of Origin. Questo ottobre e questo novembre saranno i mesi più belli della mia vita: si tratta di rugby league, sì, ma anche di amicizia, risate e divertimento.”
“I nostri ragazzi che giocano in NRL avrebbero potuto, in verità, tenersi la stagione estiva libera e ricaricare mente e corpo per il 2018, eppure sono qui, a darsi da fare per aiutare una nazionale emergente a lasciare il segno in Coppa del Mondo. Del successo dell’Italia beneficeranno soprattutto i giocatori prodotti e cresciuti in territorio italiano.”

Cosa farà la Coppa del Mondo per il league in Italia?

“Tutti vedranno che ogni centesimo che riceviamo dagli sponsor lo investiamo per garantire a giocatori e tecnici di poter lavorare al meglio, nella maniera più professionale possibile. Ciò che resta viene versato in un fondo che serve ad aiutare i club locali in Italia, fornendo loro kit da gioco, tackling bags e tutta l’attrezzatura necessaria a far scendere in campo le squadre in campionato, in allenamento come in partita. Quanto è importante la Rugby League World Cup per il campionato italiano? È tutto, è decisiva.”

Venite a supportare l’Italia!

Partite RLWC2017 Italia Pool D:

Italia v Irlanda, domenica 29 ottobre, Barlow Park, Cairns, 4:00 PM AEST, Townsville Stadium, Townsville

Italia v USA, domenica 5 novembre, Townsville Stadium, 7:40 PM AEDT, Canberra Stadium, Canberra

Italia v Fiji, venerdì 10 novembre, Canberra Stadium, 2:00 PM AEST, Barlow Park, Cairns 

I biglietti per il RLWC2017 partono da soli $10 per bambini/agevolazioni, $20 per gli adulti e $45 per una famiglia di quattro persone.  Disponibili ora su rlwc2017.com.

Fan Club: Per entrare nel Fan Club Italiano (gratuito) e ricevere aggiornamenti visita il sito www.culturalpulse.com.au/rugbyleaguefans


 


Prezzi e offerte sui nostri kit mondiali 🇮🇹

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

La parola ai tifosi italiani – Andrea ci racconta la sua passione per il rugby league e per St Helens

Manca ormai poco alla Coppa del Mondo e l’Italia si appresta a confrontarsi con le scena iridata per la seconda volta nella sua storia.
Vi abbiamo raccontato, sul nostro sito ufficiale e sui vari organi di stampa (cartacei e online) partite, raduni, corsi d’aggiornamento e quant’altro. Ma oggi passiamo il microfono a chi, in Italia o da una prospettiva italiana, ama e segue il nostro bellissimo sport, il rugby league. 

Nonostante una, ahinoi, pressoché inesistente copertura televisiva nel nostro paese, c’è chi non molla e non demorde. Specialmente se ai luoghi del league si è affezionato, per motivi sentimentali e familiari. Queste cose ce le ha raccontate Andrea Uberti, grande appassionato e tifoso di St Helens nel campionato inglese, che abbiamo intervistato. 

Ciao Andrea, parlaci di te. Quanto anni hai? Da Dove vieni?
Ciao a tutti, sono Andrea Uberti, ho 29 anni e vivo a San Bassano, un piccolo paese in provincia di Cremona.

Pratichi il rugby e/o il rugby league? 
Purtroppo no, non penso nemmeno di avere il fisico adatto [ride], ma mi piacerebbe comunque provarlo.

Come ti sei avvicinato al rugby league?
Mi sono avvicinato al League grazie a mio padre, che vive in Inghilterra a St. Helens. Andando a trovarlo mi raccontava sempre di Knowsley Road, dell’atmosfera che aveva quello stadio e di quello che rappresentava la squadra per la città. Così nel 2014 ho visto il mio primo derby contro Wigan, in trasferta purtroppo…Ma anche la mia prima vittoria! Tutto in un’atmosfera fantastica dentro e fuori dallo stadio.

So che sei un tifoso di St Helens. La Super League inglese è davvero distante dalla NRL come dicono?
La NRL ha una velocità e un impatto fisico maggiore, e la Super League farà fatica a colmarne il gap perché i migliori giocatori tentano l’avventura oltreoceano: per evitare ciò dovrebbero alzare il salary cap per cercare di trattenerli…  

Da quanti anni segui il campionato inglese?
Lo seguo dal 2014, l’ultimo anno che ci ha visto campioni.

Il più bel ricordo da tifoso dei Saints.
Josh Jones Try! 18 settembre 2015, St. Helens vs Wigan, sesto turno del Super 8s. Tre minuti alla fine, sotto 14 a 12 in un derby difficile e teso con 2 semi risse, try di Jones su gran calcio di Wilkin: è scoppiato il delirio nella West Stand!

Quanti stadi hai visitato?
Sono stato in quelli di St Helens, Warrington, Castleford, Perpignan e Leeds, che tra quelli che ho vissuto aveva l’atmosfera migliore secondo me; poi a Wembley per la finale di Challenge Cup nel 2015, e ad Old Trafford per la Grand Final del 2016.

Abbiamo visto posti peggiori di Old Trafford…

Con quali ambizioni si presenta l’Italia alla Coppa del Mondo?
Penso che la nostra Nazionale debba presentarsi senza troppe paure, con la voglia di stupire e giocarsela per il passaggio del girone; la cosa più importante è l’esperienza che si potrà accumulare giocando contro altre squadre del massimo livello.

Cosa potrebbe essere fatto per far conoscere il league agli italiani?
Noi italiani siamo fondamentalmente calciofili, ma il rugby a XV ha una buona diffusione e ha sempre un forte richiamo nonostante i risultati della nostra Nazionale e dei nostri club in Europa. Il rugby a XIII non è conosciuto se non dai rugbisti, non ha copertura mediatica: vero che la NRL trasmette in streaming gratuitamente il campionato ma noi non penso avremo alcuna copertura per i prossimi mondiali. Bisognerebbe iniziare a far conoscere il league attraverso questi grandi avvenimenti, perché senza un minimo di pubblicità anche il lavoro sul territorio territorio diventa difficile.

Anthony Laffranchi, 3 test con l’Italia nel 2013, ex St Helens

Quale giocatore di St Helens ti aspetti che brilli al Mondiale?
Sia Percival che Walmsley sono stati messi in secondo piano nel test match contro Samoa, quindi dico Fages con la Francia.

Grazie mille e in bocca al lupo per il finale di stagione!
Grazie a voi per questa opportunità! Se posso vorrei ringraziare mio padre per avermi contagiato con questa passione, Barry e Susan Jones suoi amici e veri hardcore fans, e infine Lisa Bate, Ian e Dave conosciuti nella trasferta di Perpignan che mi hanno fatto passare una giornata fantastica, facendomi sentire parte della famiglia del Rugby League.  Per il finale di stagione speriamo di riuscire ad arrivare ad Old Trafford. Come On You Saints!

Vi ricordiamo che è possibile iscriversi GRATUITAMENTE alla newsletter del ‘Fan Club Italia’ alla Rugby League World Cup.

Curata da Red Elephant e Cultural Pulse, la newsletter offre numerosi contenuti, da interviste ai giocatori azzurri più rappresentativi ai profili dei nostri Community Ambassadors, sino ad anticipazioni sugli eventi che accompagneranno le partite dell’Italia al Mondiale.

Al momento dell’iscrizione, scegliete se riceverla in ITALIANO o in inglese e il gioco è fatto!

fanclubs.rlwc2017.com

The Italy Rugby League World Cup 2017 Fan Club will provide updates on the tournament including:
· Italy – Team History
· Italian player/coach/federation profiles
· Ticket information
· Community Ambassador profiles
· Cultural Entertainment
· Venue information

It’s free to join!: fanclubs.rlwc2017.com

 

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

FI – TA sponsor tecnico dell’Italia League

Accordo biennale tra la FIRL e il marchio rugbistico specializzato nel rugby a XIII 

 

FI – TA è il nuovo sponsor tecnico dell’Italia League: la Federazione Italiana Rugby League, infatti, è riuscita a chiudere un accordo di due anni con il marchio d’abbigliamento dedicato al rugby a XIII; la FI – TA garantirà supporto alla nazionale italiana, a quella Emergenti, al settore femminile, a quello iuniores e anche al campionato italiano. <<Sono orgoglioso e soddisfatto di essere riuscito a chiudere questo accordo di partnership – commenta Orazio D’Arrò, presidente della FIRL, Federazione Italiana Rugby League – nell’anno della Coppa del Mondo volevamo stabilizzarci anche dal punto di vista del materiale tecnico e con questo legame ci siamo riusciti. Stiamo lavorando sodo, a 360°, per garantire il massimo al nostro movimento. Dobbiamo strutturarci sempre meglio e questo è un altro piccolo, grande passo verso quegli standard internazionali di organizzazione che vogliamo raggiungere. Il materiale, poi, sarà disponibile sul sito della FI – TA (www.shop.fi-ta.com.eu), nell’apposito shop e su quello della FIRL, di prossima pubblicazione>>. 

 

 

 

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus

L’Italia League passeggia sulla Spagna XIII

Vittorie anche per l’Italia League U21 contro i pari età iberici e per la Femminile

L’Italia League passeggia sulla Spagna XIII: 94 – 4 il risultato finale. Gli azzurri giocano una partita equilibrata e cinica, marcano ogni qualvolta ne hanno la possibilità e mettono in campo una buona organizzazione, segnale positivo guardando al futuro. In uno stadio, quello del Saluzzo, gremito di pubblico si sono alternate per tutto il corso della giornata partite di grande spessore: in primis le Azzurre che hanno giocato e vinto (34 – 16) una partita contro la squadra femminile del Saluzzo, poi l’Italia League U21 ha superato i pari età della Spagna XIII (40 – 16) ed infine le nazionali seniores. Tra Italia e Spagna hanno ben figurato Jaume Giorgis, l’esperto Gioele Celerino e Davide Spinnato, tra i migliori in assoluto. <<Sono molto orgoglioso per il risultato ottenuto e per come la squadra ha giocato e gestito la gara – commenta Orazio D’Arrò, presidente della Federazione Italiana di Rugby League – stiamo strutturando una squadra molto unita e di livello. Il futuro? Ora ci dobbiamo concentrare sul campionato italiano che partirà nel prossimo fine settimana e poi avremo modo di giocare ulteriori partite internazionali, per preparare al meglio la Coppa del Mondo di ottobre>>.

Le partite giocate a Saluzzo:

ITALIA FEMMINILE VS SALUZZO FEMMINILE 34 – 16

ITALIA LEAGUE U21 VS SPAGNA U21 40 – 16

ITALIA LEAGUE 94

SPAGNA XIII 4

ITALIA LEAGUE: 1 Fabrizio Ciaurro, 2 Davide Spinnato, 3 Alessio Rigo, 4 Mirco Bergamasco, 5 Edoardo Pezzano, 6 Jaume Giorgis, 7 Michele Morao, 8 Tommaso Nicoli, 9 Lorenzo Luccardi, 10 Giuseppe Pagani (n. 20), 11 Lucas Bruzzone, 12 Matthew Sands, 13 Gioele Celerino, 14 Carlo De Carli, 15 Francesco Di Trapani (10), 16 Paolo Radosta , 17 Ismael Byaoui (19); All.: Kelly Kelly Rolleston

SPAGNA LEAGUE: Iván Ordaz, Salvador Fajardo, Miguel Olivares, Sergio Perez, Samuel Baeza, Jonathan Infante, Vicente Cubes, Aitor Davila, Carlos Jane, Dani Morales, Aitor Romero, Raul Simo, Remy Bueno, Andrew Pilkington, Antoni Tolmos; All Darren Fisher.

Marcatori

1° tempo
1′ meta Bruzzone, non trasformata
5′ meta Spinnato, trasformazione Bergamasco
5′ meta Spagna, non trasformata
13′ meta Rigo, trasformazione Bergamasco
17′ meta Celerino, trasformazione Bergamasco
23′ meta Celerino, trasformazione Bergamasco
29′ meta Bruzzone, trasformazione Bergamasco
34′ meta Giorgis, trasformazione Bergamasco

2°tempo
2′ meta Giorgis, trasformazione Bergamasco
8′ meta Celerino, trasformazione Bergamasco
13′ meta De Carli, trasformazione Bergamasco
16′ meta Di Trapani, trasformazione Bergamasco
20′ meta Di Trapani, trasformazione Bergamasco
23′ meta Di Trapani, trasformazione Bergamasco
29′ meta Sands, trasformazione Sands
33′ meta Ciaurro, trasformazione Celerino
38′ meta Spinnato, trasformazione Bergamasco

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus