La grande bellezza di un sogno azzurro

Con l’approssimarsi del calcio d’inizio della Rugby League World Cup 2017, manca sempre meno alla scelta dei giocatori che faranno parte in maniera ufficiale e definitiva della rosa dell’Italia ai mondiali

Una Nazionale, questa, figlia del lavoro degli ultimi anni e dell’amore per i colori azzurri di tante persone che hanno a cuore l’Italia e il rugby league. 
In corsa per un posto, campioni di fama come Daniel Alvaro (Parramatta Eels) e Paul Vaughan (St George Illawarra Dragons, pilone tra i migliori della NRL 2017). Ma anche elementi di sicura esperienza e leadership come Ryan Ghietti – capitano dei Northern Pride nella Instrust Super Cup, ex Queensland Cup – insieme al compagno di squadra Joel Riethmuller, così come Chris Centrone, in forma smagliante quest’anno coi Wyong Roos (Super Premiership, ex NSW Cup). 
Tanti nomi legati all’Italia da radici familiari solide e mantenute negli anni, magari (anche) grazie alla palla ovale

© Brian King / Per concessione KingsPix

«La maglia della nazionale Italia è qualcosa che sento mia, nel profondo – racconta Brenden Santi, n. 12 azzurro allo spareggio di Leigh contro la Russia, 3 caps da sostituto al Mondiale 2013Avere la possibilità di rappresentare non solo le mie origini ma soprattutto la mia famiglia è bellissimo. Voglio rendere tutti orgogliosi a casa».  
E gli fa eco Kieran Quabba dei Townsville Blackhawks: «Essere stato inserito nella training squad dell’Italia è qualcosa che ti carica e ti fa venire allo stesso tempo voglia di rimboccarti le maniche e continuare a darti da fare. In casa mia ci sono forti e solide radici italiane e avere l’opportunità di rappresentare il paese che mio nonno e mia nonna amavano così tanto e nel quale sono cresciuti è qualcosa di unico. Da un punto di vista sportivo poi – insiste il giocatore – la Coppa del Mondo è la competizione più importante in questo sport e parteciparvi sarebbe un’esperienza unica». 

Di nuovo, scorrendo la lista. Cambiano latitudine e longitudine ma non il sogno azzurro. 
Mirco Bergamasco è cresciuto giocando a rugby union, con regole e tradizioni diverse, e di questo sport è diventato un’icona in Italia. Un amore per la Nazionale, il suo, difficile anche solo da descrivere: «Rappresentare il tuo paese ti porta a un tipo di felicità impossibile da esprimere a parole. Tengo tantissimo – spiega l’ex Stade Français e Racing Métro, un’esperienza azzurra anche nel ru Seven – a questa maglia e dopo 3 Rugby World Cup, con tante stelle tra compagni e avversari, questa RLWC è una nuova interessantissima sfida». 

© SportsCode

Percorso diverso ma stesse emozioni per il giovane Giorgio Draghi: «Gioco a rugby league da 4 anni ormai, mi piace farlo con impegno e serietà. Non è sempre facile coi vari impegni e faccio un po’ i ‘salti mortali’ per partecipare a raduni, incontri e partite. Vedere il mio nome tra i 54 pre-convocati – confessa il pivot/mediano, molto versatile come posizione in campo – è stata un’emozione indescrivibile. Un premio per l’impegno che ci ho messo, un onore. Sperare poi non costa nulla e continuo a provarci, anche perché questa pre-convocazione mi stimola a proseguire con costanza e dedizione in questa disciplina. Già essere accostato ai tanti grandi giocatori inseriti in lista è un’enorme soddisfazione». 

Idem dicasi per Lucas Bruzzone, seconda linea/centro dei Saluzzo North West Roosters, formazione piemontese impegnata nei campionati francesi in inverno e in quello italiano in estate: «Un onore per me essere accostato a grandi nomi e campioni del nostro sport. Questa mia presenza in lista mi dà lo stimolo per allenarmi a fare ancora di più e meglio, assieme ai miei compagni». 

Foto © Marie Christine Garnero / Saluzzo NWR

La grande bellezza – parafrasando un film italiano di grande impatto mondiale – di una squadra che unisce, nella militanza di club, Wests Tigers e Saluzzo NWR, Leoni Veneti e Hull FCCronulla Sharks e Brianza Tigers.
E così via: nel contingente che gioca nelle leghe inglesi ecco gli avanti Mark Minichiello e Shannon Wakeman, oltre all’estremo Richard Lepori (Oldham Roughyeds). 

Ex Whitehaven, ‘Lippy’ può occupare diversi ruoli – Man of the Match a Belgrado con la Serbia, all’ala nello spareggio Italia-Russia a Leigh lo scorso novembre – ed è per metà sardo. Il papà Antonio lasciò la Sardegna a 20 anni per trasferirsi in Inghilterra, ma è forte il legame con l’isola e l’Italia tutta: «I miei parenti sono a Pirri (Cagliari) e vado a trovarli spesso. Sono stato a trovarli anche di recente. Tengo molto a nonna Rosa, a zii e cugini con cui sono in contatto e che frequento quando scendo in Sardegna».  

Poi, biografia alla mano, la dimostrazione che il mondo è piccolo, come si suole dire: nella biografia del fullback classe 1991 – 8 caps sinora con l’Italia RL – anche un’avventura nel Queensland con gli Atherton Roosters nella Cairns District Rugby League, lo stesso campionato in cui hanno giocato quest’anno Simone Boscolo, Edoardo Pezzano e Gioele Celerino (Tully Tigers). 

Se entourage e tifosi azzurri sono in fermento per le convocazioni definitive (qui la lista degli USA, avversari dell’Italia il 5 novembre a Townsville), sostenitori e appassionati della zona di Sydney inganneranno l’attesa dando la parola al campo: test match Malta-Italia domenica 8 ottobre al Marconi Stadium (Bossley Park).
Un avversario tosto (19° nel ranking RLIF) e una Coppa del Mondo che si avvicina. 

Foto Twitter @bbccumbriasport

Published 28/09/2017 by Matteo Portoghese – FIRL Social Media Officer 

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